morgan

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Sinceramente, avrei anche evitato, ma comincia l’ennesimo sclero.
Certi argomenti più o meno inutili, fritti e rifritti, falsi o meno… sarebbe meglio parlare d’altro, ma il punto è proprio che… ci han veramente stancato!

Da un po’ di tempo, uno degli argomenti più gettonati è questo: un cantante che dice di drogarsi o essersi drogato ed il fatto che sia giusto o meno che partecipi ad un qualcosa di ormai scaduto come Sanremo.

Si perché… tanto si sa, è un po’ come il TG5: diamo spazio alle boiate, d’altronde, ne succede di tutti i colori, ci sono problemi seri di cui discutere ogni giorno, ma in fondo, perché non distrarre la gente con le boiate sulla cucina, sul gossip o facendo pubblicità agli stessi programmi schifosi che magari ci saranno dopo, che so, tipo il Grande Fratello o Domenica dio sa cosa.

Insomma, a seconda del livello, viene proposto un certo tipo di mangime, e bada bene, non è che bisogna per forza essere tristi, parlare di cose serie tutto il tempo, no assolutamente.
Ma tolto il fatto che anche nella comicità, nell’intrattenimento, c’è, se fatta bene, molta intelligenza anche, rimane che in certi ambiti ed in certi momenti si dovrebbe parlare di alcune cose, perché ce ne sono parecchie, ma parecchie da starci tutto il giorno, non solo un telegiornale o due.

Comunque, per carità, è giusto anche condire e speziare qua e là quel benedetto telegiornale, solo che… c’è modo e modo e… se si fa un giro dei canali generale, già possiamo rendercene ben conto, che non tutta la zuppa è la solita.

Ma in media, vuoi perché affoghiamo dentro pure lo stereotipo italiano nel quale l’italiano medio si nutre e fa il bagno nelle cavolate, nelle dicerie, nel fottersene di ogni cosa, come ad esempio poco fa fuori casa l’ennesimo ignorante che ha occupato il posto auto di un disabile, con conseguenti strombazzamenti ormai periodici nell’arco del tempo… vuoi vuoi vuoi… tiran le cavolate.

Che poi cavolate in realtà non sono da un certo punto di vista, è che lo diventano, oppure sono proprio create ad hoc? MMmmmah!

Fatto sta che in sé stessa la faccenda dovrebbe essere breve.
O meglio, agli atti ufficiali, chicchessia, a maggior ragione un personaggio di retaggio pubblico, se si droga, lo confessa  e fa certi discorsi, che poi venga escluso da certi ambiti tra l’altro come dire statali, dovrebbe essere automatico, chiuso, una cosa lampo, come dire, ragazzi il muro è bianco, tutti d’accordo? Si, bene, aria, il prossimo caso grazie!

Cosa c’è da discutere, da dibattere per giorni, da dire poverino, ma se, ma viene, ma partecipa, ma ci fa, ci è, ci vuole, ma chi se ne frega anche poi?
Ma di cosa stiamo discutendo?
Lui, poverino, si, forse, certo vorrebbero anche essere tanti poverini come lui, perché c’è chi tira dei moccoli ben più belli grossi, ma in fin dei conti, presa tutta la faccenda per vera, meglio che faccia tenerezza, ma poi basta, lasciate che si disintossichi, che pensi ai fatti suoi, che faccia ciò che vuole.

Che poi, parentesi, va bene che nella vita ognuno sceglie di fare ciò che gli pare, compreso l’uso del proprio corpo ma… insomma, il problema è che finché sei dentro una società che si deve regolare con delle norme, dei costumi, degli usi, fare il pazzo, il creativo, l’innovativo è essenziale e basilare, però se fatto nella forma corretta, o meglio, senza dar fastidio, fastidio vero agli altri.

E te dirai, ma come lo dà fastidio uno che si droga?
Lo dà, perché crea comunque problemi, fosse anche solo il fatto che se la sanità è pubblica, il danno creato da un certo problema si riversa in ogni caso su: tutti.
Eh si, puoi dire che è un ragionamento estremo, logico, matematico, netto, ma nella teoria e anche nella pratica le cose bene o male stan così.

Perdonare è buono, ma anche quello, nel modo giusto.
Non si può in certi ambiti dire, “eh ma si però”, ma si però cosa?
Già a giro c’è una confusione tremenda a dir poco, se vai di buonismo pure in certi casi “ufficiali” allora oramai ognuno penserà che può far quel che vuole, tanto, anzi meglio.
Hai voglia te a parlarne, che so io, alla radio, in tv… cioè, la gente poi guarda al risultato e dice “we, ma poi però è c’è andato e magari ha fatto figura anche più degli altri”.
E si, e magari perché lo era anche più bravo, lasciando stare droga o meno, però rimarrà il fatto che era successa una certa faccenda e non ci si accorge di cosa sta succedendo ad un certo livello giovanile.
No, anche perché dopo una certa età, non ti ci ricolleghi più, inizi a scordare quell’atmosfera, quelle sensazioni, come si recepisce il mondo qualche anno più indietro.
E gli effetti già si vedono.

Ma poi diciamolo, il punto cardine ultimo, visto che stasera inizia l’ennesima edizione della farloccata, qual è?
E’ proprio questo?
Ma avete sentito parlare di tanto altro?
Anche per riflesso?
No, di questo, e invece che chiudere la faccenda che cosa è successo?
Che anche oggi che inizia se ne parla, che si parla del dubbio.

Allora davvero viene da pensare che lo fanno apposta.
Ora che lui si sia messo d’accordo per fare tutta la scena, tutti si penserebbe di no, si spera di no, si spera perché non si sa più cosa aspettarsi e a chi credere.

A nessuno, a niente.

Ma che poi ci abbiano ricalcato sopra è quasi ovvio.

E io dovrei guardare questa roba condita, anzi promossa da questa faccenda a dir poco ridicola?
Tranne che per lui forse alla fine.

Ma proprio no!

Già mi stava sui baiocchi da quel dì, già la gente se n’era stancata prima.
Tanto molti poi se lo guardano per ripiego, per curiosità, per lobotomizzazione.
E magari qualche canzone ci scappa pure, il peggio è che dopo alla radio ci fanno due orecchie in questo modo con quelle canzoni e non se ne può veramente.

Che poi uno dice, dai non facciamo i negativi, non mettiamoci a predicare, ma come fai?
Ma chi si riesce a rendere conto poi come fa?
Prima o poi esplode, come deve tra l’altro tutto l’ambito in sé stesso.

Già che l’anno scorso… belle figure, si faceva prima a chiudere tutto.
Quest’anno che è successo? Che si sono inventati questo?

E mi dispiace per la tradizione, ma verrebbe da dire che niente è per sempre, non in questo senso.
Anche perché comunque l’han distrutto Sanremo, si è auto distrutto, o l’ha fatto comunque la società stessa che per certi versi è decisamente ed ovviamente cambiata.

Il principio in sé stesso sarebbe buono quanto sacro e bello, peccato però che poi sopra ci sia montato un carrozzone che ripara le ruote di legno spezzate con le gommine masticate male.

Poi vabbè, c’è il problema solito del canone Rai.
Abbonamento lo chiamano.
Abbonamento di solito  nella mia testa è qualcosa che pago per usufruire un certo servizio lungo un dato periodo di tempo.
Certo, però lo scelgo io.
Qui no… qui no… sei obbligato.
Si dai, è inutile stare a discutere, praticamente sei obbligato.
Tanto c’è la famosa storia, se non hai la tv, hai il computer, se non hai il computer hai il cellulare.

Insomma gira e rigira l’importante è prendere quei quattrini per mandare avanti qualcosa che, forse non trasuderà cacca come altre reti, ma tanto il marcio fuoriesce comunque da ogni poro.
Perché io devo essere obbligato a pagare per dei pagliacci che vanno su un Isola per esempio?
O per X-Factor?
O appunto per Sanremo se non mi interessa.

Il servizio pubblico?
Ah sarebbe questo il servizio pubblico?
E se è obbligatorio pagare per pagare questa gente di cui non mi interessa nulla, sostanzialmente è una tassa.

Allora mettila nelle tasse e festa finita, perché ce le devi massacrare con i giornalisti che anche al telegiornale RAI devono stare lì a dire “egnnneeee ricordatevi l’abbonamento”.
Ricordatevi… capito, perchè c’han paura!
C”han paura che non si paghi, se no poi come fanno?
Mica per loro sai, per i giornalisti, quelli validi, ma per tutto il resto.

Dai, non può esistere… in tutto questo, io mi ricordo soltanto una cosa, che quando tornai dalla Scandinavia, da Helsinki e via dicendo, appena arrivato a Malpensa, appena visto che sui giornali e in tv si parlava di certi personaggi da povero intrattenimento televisivo, mi è presa subito malissimo.

Speriamo che i mezzi, la comunicazione, speriamo che… speriamo che in qualche modo le differenze, le culture si incontrino, si incrocino sempre di più e si riesca a elevare i pregi di ogni popolo e non isolarsi, crearsi problemi e trastullarsi con le boiate mentre ci sono gravi problemi.
E se bisogna divertirsi, e si deve, cerchiamo di farlo in modo intelligente.