Fast Food Nation

Fast Food Nation

Se amate i fast food come il McDonald’s, non guardate questo film: potreste non tornarci mai più.
Ma se invece avete coraggio allora guardatelo, vedrete che sarà istruttivo.

Certo ve lo dico, riderete poco, nonostante alcune parti e alcuni personaggi siano comunque presentati volontariamente in chiave leggera.
Anche il trailer, che potete vedere cliccando sull’immagine, sembra relativamente tranquillo e non rende poi alla fine l’idea.

Non pensiate sia comunque un horror o che altro, le parti diciamo “toccanti” sono state comunque limitate.

A me è capitato di vederlo qualche tempo fa in televisione su La7, anche perché per gli altri canali c’era da spararsi.
Quello che ho pensato alla fine?
Beh, son rimasto piuttosto triste, colpito, e con una risata tragicomica ho detto a mia madre, che sapeva che ero a vederlo in salotto:
“Se prima mi stavo dando da fare col mondo vegetariano, dopo questo film la voglia di mangiare carne m’è passata ancora di più… mamma mia…”.

Ora, il discorso in questa sede è inutile che si proietti su certi argomenti come appunto il vegetarianesimo.
Del resto il film non tocca l’argomento, e non è dedicato né al McDonald’s né ad altre famose catene di fast food come Burger King o chi altro.
Il tema centrale è il meccanismo complessivo che sta dietro ai fast food, le loro catene, l’economia coinvolta, la produzione della carne, che viene poi consumata nei famosi panini hamburger del caso.

In particolare, ed ovviamente, il titolo del film “Fast Food Nation”, che è tratto dall’omonimo libro best seller  “Fast Food Nation”, si riferisce agli Stati Uniti d’America.
Che poi si possa rapportare il tutto al resto del mondo e collegarlo con vari temi quali: politica, economia, immigrazione, ecologia e quindi inquinamento, alimentazione vegetariana o meno… viene tutto di ovvia ed eventuale conseguenza.

Il panorama che ci viene mostrato da questo film viene tessuto via grazie all’intrecciarsi di varie storie relative a diversi personaggi.
La progressione è lenta ed inesorabile, verso una fine che lascia per forza di cose il segno.

Vi partecipano anche attori / personaggi relativamente famosi, come Bruce Willis e Avril Lavigne.
Quest’ultima devo dire non l’avevo riconosciuta, mentre il primo in sì.

Cosa aggiungere?
So che molti di voi sono lì a fare i puzzosi storcendo il naso e pensando di essere migliori degli altri per forza di cose, come è ovvio che sia.
So che sono argomenti antipatici, che non è un film comico degli anni ’70 o qualsiasi altra cosa leggera e piacevole.
Ma io, posso soltanto consigliarvi, come per tante altre cose, di prendervi un attimo, e dedicarlo a qualcosa che sicuramente farà riflettere, tra cultura e sentimento.

Dopo di che, beh, non abbiate paura, ai fast food forse ci tornerete e l’hamburger lo mangerete ancora magari, ma sicuramente, avrete un’ottica diversa.

In quest’occasione non andrò avanti con lo studio di ciò che sta scritto sul sito VeganFacile.info, ma racconterò alcune “esperienze” e vi proporrò questo video di Tiziano Terzani sul Vegetarianesimo.

Partiamo dal video e colleghiamo il tutto.
Questo nient’altro è che uno stralcio ripreso da un documentario, un film (Anam il senza nome, cercatelo su YouTube), l’ultima intervista a Tiziano Terzani, un uomo molto stimato, che è stato giornalista e scrittore.
In questa piccola parte sintetizza cosa pensa del cibarsi o meno di animali.
Lo fa con qualche esempio ovvio sul quale io sono ampiamente d’accordo, per questo l’ho voluto citare, per il resto, ci tengo a precisarlo, poteva essere chiunque.

Non proprio di mia spontanea volontà, ma altresì stimolato da alcuni amici, sono cascato in discussioni più o meno incentrate sul Vegetarianesimo poiché non nascondo a nessuno certo che mi sto informando in proposito, in quanto personalmente ci vedo più della logica impeccabile, che il contrario.
Ma al di là di tutto ognuno potrà avere le sue opinioni e scegliere cosa fare, sempre che non dia fastidio al prossimo, cosa comunque piuttosto rilevante in generale, anche se in quest’ultima frase “prossimo” è riferito all’essere umano.

Il fatto è che anche se la gente lo nega, al di là della comunicazione verbale, c’è comunque un atteggiamento un po’ forzato dove quasi si è disturbati dal fatto che qualcuno faccia alcune scelte o la pensi in un certo modo, e questo è un punto chiave, mi riferisco al fatto che si venga stuzzicati dagli altri.
Cerco di scendere di livello e spiegare la cosa un po’ più in modo semplice.
Se qualcuno come me in genere cerca di informarsi su tali argomenti, di dire la sua opinione, di applicarsi verso il Vegetarianesimo, non significa che vada in giro a dire agli altri che quello che fanno loro sia per forza di cose assurdo.
Questo non vale solamente per questo argomento, ma nella mia filosofia personale in genere per tutto, salvo eventuali casi limite ovviamente.
Ma dall’altra parte invece c’è comunque un atteggiamento dove l’apertura è andata un po’ a farsi benedire e si preferisce evitare, che informarsi e studiare.
Ho notato parlando con amici diverse motivazioni in proposito: brutte esperienze magari legate a sé stessi o ad altre persone, vuoi per un motivo come per un altro è una cosa del tutto naturale, ognuno viene influenzato dalle proprie esperienze.
La vera forza è imparare dal passato, senza esservi totalmente legato, ma astrarsi e vedere oltre tutto in ogni caso.

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