facebook user disapproval

Sebbene su Internet le informazioni in proposito siano già numerose, mi ritrovo spesso a spiegare ad altri come capire se un profilo Facebook è falso.
Nonostante sia la fine del 2013, è normale che non tutti siano esperti di certi argomenti.
Ho dato una breve lettura ad alcuni dei post già presenti in rete, ma molti non mi sono piaciuti. Trattano l’argomento in modo troppo lungo, troppo sintetico, troppo banale, o semplicemente si trovano su siti web che sembrano alberi di Natale decorati da pubblicità e quant’altro.
Vi darò quindi di seguito un sunto breve dei punti essenziali tramite i quali riconoscere gli utenti falsi su Facebook.
Lo confesso, non avrei dovuto, ma in passato a volte li ho aggiunti apposta per divertirmi alle loro spalle.
Non si mettono infatti a verificare se chi aggiungono, per esempio, ha creato il primo sito web simile a Facebook nel 2002.
D’altra parte nella vita da sempre va così: a coloro che vogliono fare i furbi tocca poi realizzare che le persone realmente capaci sono in realtà quegli insospettabili ai quali attribuivano facilmente le caratteristiche opposte.

Per capire se chi ci manda la richiesta di amicizia su Facebook è un utente falso dovete esaminare alcune caratteristiche del profilo. Alcune di esse sono un segnale praticamente certo che si tratta di un falso, mentre altre possono essere attribuite anche ad utenti reali.
Se chiaramente ne osservate un numero sufficiente allora diventerà quasi banale rendersi conto di non aver di fronte una persona reale.

Per lo più i profili falsi sono ovviamente delle belle donne, ma possono essere anche uomini. Spesso hanno solamente la foto profilo che rappresenta una persona, ma non è detto, perché ci sono utenti reali che fanno lo stesso o che addirittura non pubblicano foto che li rappresentano.
Stessa cosa vale per il fatto che ogni foto non li rappresenta, ma riguarda un evento o altro.
Se invece nelle poche foto che li rappresentano riconoscete una persona diversa, sebbene simile, ad esempio diverse ragazze more che in realtà non sono la stessa persona, oppure, le foto sono tutte molto piccole, allora quasi sicuramente è un falso.
Tra parentesi, per chi non lo sapesse, e sono molti: fingersi un’altra persona o usare foto altrui può portare in sintesi la polizia a farvi “toc toc” sulla spalla.
Ve lo posso dire chiaramente, dato che in passato per utenti falsi presenti sui siti web miei simili a Facebook l’ho aiutata come prevede il copione.
Spesso gli utenti falsi hanno migliaia e migliaia di amici, magari stanno al limite imposto di 5000, poiché la persona o l’azienda che crea il profilo falso ha sovente lo scopo di avere una lista di contatti più ampia possibile da sfruttare ai fini di marketing e pubblicità.
Anche questo però non è detto, poiché anche persone reali hanno per svariati motivi migliaia di amici.
Un’altra caratteristica saliente dei profili falsi è la sospetta inattività sulla loro bacheca, a parte eventi o altro pubblicato appositamente e soprattutto tante persone che ringraziano per aver avuto l’amicizia. Questo connubio li distingue dagli utenti reali che comunque scelgono di non pubblicare quasi mai niente sulla loro bacheca.

C’è chi suggerisce di usare programmi software per analizzare in automatico il vostro Facebook alla ricerca di falsi, ma personalmente eviterei e mi affiderei al buonsenso vostro e a quello di Facebook stesso.
Da notare infatti che Facebook attualmente verifica alcuni profili e pagine ufficiali di persone o aziende famose, mettendo poi nel loro profilo un apposito bollino blu.
Un’altro stratagemma accessorio è quello di cercare su Google nome e cognome, nick o le stesse immagini, usando Google Images e caricando ad esempio la foto profilo sospetta.
Questo processo può aiutare, ma non è detto porti ad un risultato sicuro e per questo va usato col dovuto criterio.
Ponete attenzione in quanto tra i possibili scopi di un utente falso non vi è solo la pubblicità, il marketing o lo spam. Vi sono anche, per fare altri esempi, coloro che vogliono spiarvi o addirittura chi vuole prendere possesso del vostro profilo, magari sfruttando il meccanismo degli amici fidati.

Quindi, prima di dare l’amicizia a chiunque su Facebook, cercate di verificare con chi avete a che fare in relazione alla filosofia che adottate in proposito.
Ricordate inoltre che la privacy su Internet e in special modo su Facebook è una mera illusione riguardo la quale al massimo ci si può tutelare con meccanismi di prevenzione che funzionano solo con chi è sufficientemente ignorante o impotente.
Sull’argomento scriverò eventualmente in modo più accurato in futuro, comunque sia, se volete quindi che qualcosa non venga saputo o visto da qualcuno allora non lo pubblicate su Internet a priori, oppure, meglio ancora eventualmente, tenetevelo per voi e portatevelo fino alla tomba.
Questo è e rimarrà l’unico modo, su Internet come nella vita.

 

 

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Per fare “spam”, via Internet, si intende il seminare a destra e a manca messaggi, di email o altro tipo, con l’intenzione di pubblicizzare o diffondere un prodotto o altro tramite cui ricavare in genere soldi.
Se volete saperne di più, basta chiaramente vedere la definizione di spam su Wikipedia.

Uno dei modi di fare spam via Internet, consiste nello scrivere appositi commenti sui blog di successo, che vengono visitati quindi da molte persone.
Colui che cerca di vendere un prodotto o di pubblicizzare un sito web, scrive a mano o tramite appositi programmi automatici dei falsi commenti.
Lo scopo è quello di diffondere l’URL, l’indirizzo web della pagina o del sito da spammare, che viene incluso direttamente nel testo del commento o tramite un apposito campo “Sito Web”, se il sistema del caso per scrivere i commenti lo prevede.

In questo modo lo spammer, colui che effettua l’azione di spam, diffonde l’indirizzo del prodotto o del sito web.
Questo può esser fatto anche per far salire il sito web da spammare nelle classifiche di Google, così che quando qualcuno cerca ad esempio un dato prodotto, trova prima quel sito web rispetto ad altri.
Tale principio sta alla base del meccanismo, denominato pagerank, sul quale è stato creato Google stesso.
Ovvero, più un sito web è citato da altri siti web attraverso dei collegamenti e più questo deve avere importanza e comparire prima quando si cerca un determinato argomento.
Chiaramente, nonché per fortuna questi meccanismi si sono evoluti negli anni, ed al momento si punta più a valorizzare la vera pertinenza del contenuto rispetto a ciò che stiamo cercando.
Quello che ci importa infatti, quando facciamo una ricerca su Internet è trovare subito ciò che cerchiamo.
Le ultime evoluzioni tendono così a vanificare tutto quel mondo di SEO, Search Engine Optimization, attraverso il quale, aziende, professionisti o appunto farabutti specializzati si sono scannati per anni vendendo come servizio il fatto di farti comparire ai primi posti nei risultati di Google & co..

Tuttavia il fenomeno persiste e non è per niente detto che si attenui, anzi, tutto forse si evolverà sempre di conseguenza nel tempo.
Ormai diversi giorni fa mi sono ritrovato a dover cancellare una grande, nonché giornaliera, quantità di commenti di spam da questo stesso sito web.

I sistemi CMS, Content Management System, come WordPress, usato per questo blog, sono sempre più evoluti e simili a veri e propri programmi per computer, diventati appunto oramai applicazioni web.
Sono talmente famosi e diffusi nel mondo che i malintenzionati del caso cercano continuamente di trovarne di poco aggiornati, così da approfittarsi degli errori per fare i comodi loro, compreso lo spam, attraverso la diffusione di commenti o meno.
Si è creata così l’esigenza di tenere questi software continuamente aggiornati, operazione facile che in molti casi può esser fatta direttamente on-line dal loro pannello di amministrazione, ma che comunque comporta sempre un controllo frequente ed attento da parte dell’amministratore del sistema.

CMS come WordPress permettono di aggiungere plugin con nuove funzioni e ce ne sono anche di buoni per prevenire i commenti di spam agli articoli o le pagine del sito web / blog del caso.
Se però vi è un qualsiasi malfunzionamento al sistema anti commenti di spam del caso ed il vostro blog, come questo, è visitato ad esempio da diverse centinaia di persone al giorno, e di malintenzionati pure quindi, allora bisogna sapere come difendersi da soli.

Qui vale prima di tutto il solito principio del buonsenso.
Che vi suonino alla porta, che vi facciano un commento o vi arrivi una email, se vi promettono la Luna, il messaggio è strano o fuori luogo etc., allora l’inganno è abbastanza chiaro.
Capita però chiaramente che il malintenzionato di turno faccia di tutto per simulare una brava persona.
Nel caso dei commenti di spam è particolarmente facile in quanto il farabutto di turno vi scrive un commento che sembra vero e sincero, ma ha immesso nel campo “Sito Web” l’indirizzo del sito che voleva pubblicizzare, e voi se non sapete queste cose che vi sto raccontando non ci fate caso, non lo guardate e pensate che sia un grande e bravo amicone.

Quindi, al di là di tutto, che sia un commento di spam o una email che sembra arrivare dalla vostra banca o un post di un amico su Facebook, ponete l’attenzione sull’indirizzo web che è stato inserito o sul quale dovreste / vi vogliono far, cliccare.
Eventualmente non ci cliccate proprio, passateci sopra col mouse, guardate se compare in sovraimpressione da qualche parte l’indirizzo o col tasto destro del mouse ad esempio copiate l’indirizzo da un’altra parte.
Esaminatelo, vi sembra strano?
Porta ad una pagina che non conoscete, strana, ambigua, che vi chiede dati, soldi, è in un’altra lingua..?
O invece è un sito ben conosciuto, un blog di un amico..?
Ma attenzione, perché il fetente del caso mira ad ingannarvi e quindi potrebbe avervi dato “facebook.com.pippo” anziché “facebook.com” e così via.

Non dimenticate poi di ragionare anche sul testo del commento stesso.
Chi ha scritto lo sta facendo nella stessa vostra lingua?
Il commento sembra scritto da un analfabeta o in una lingua straniera pessimamente arrangiata?
Il commento vuole lodarvi con complimenti generici che potrebbero riferirsi a qualsiasi blog e qualsiasi post?
Se dice ad esempio “Bel blog, vi leggo da tanto, è proprio quel che cercavo bla bla bla”, è in un’altra lingua ed è scritto molto male, oltre a presentare un indirizzo web ad un fantomatico sito polacco su non si sa bene cosa… beh, allora direi che avete la certezza che siete stati presi in giro!

Purtroppo, come tutte le cose, se non si sanno, ci possono ingannare.
Per me che sono magari più ferrato nel campo, riconoscere certe cose, come un utente falso su un sito come Facebook è una questione banale, ma per altri, che non conoscono anche solamente ciò che vi ho raccontato in questo post, la cosa può risultare normalmente difficile.
Bisogna cercare quindi di lottare contro questo come qualsiasi altro fenomeno dovuto ad ignoranza e cattive intenzioni altrui, in questo modo cercando di diffondere quel poco sapere che basta a difendersi.