report moncler

Era un bel po’ che non guardavo Report!
L’ammetto… per quanto lo adori… m’era presa male!!
Anche se è uno dei pochi programmi tv salvabili, vederlo in genere tanta allegria non te la fa venire.
Com’è ovvio che sia quando si racconta la verità riguardo cose che non vanno.

Ieri sera, preso da un attimo di noia, controllo i giornali online prima di dormire.
Ed ecco lì, l’articolo sul casino derivato dal servizio di Report su Moncler nella puntata del 2 novembre.
Avevo visto forse la pubblicità qualche giorno prima… e così, preso dalla curiosità,
un neurone nella mia testolina s’è collegato ad un altro:
“Potrei provare a vederne un po’ prima di dormire… c’è Rai Replay!”.

“Un po’ “… diciamolo, ovviamente non ce l’ho fatta: l’ho visto tutto!
E devo dire che personalmente, non mi è risaltata tanto la prima parte, magari decantata anche per incuriosire, riguardo le oche disgustosamente spennate vive… ma ho amato invece di più la parte successiva.
Quella dove si parla di delocalizzazione, qualità della merce, lavoratori, costi… la… Transnistria!
La Transnistria! Ma chi la conosceva la Transnistria… ohibò!?

Ma soprattutto, va detto che dopo tanti esempi di persone o aziende che si comportano di cacca, la mitica Gabanelli per chiudere ci mostra qualcuno che invece, come si dice, ce l’ha fatta… a fare merce buona e soldi senza rubare e rimanendo pure nel sud Italia!
Il cuore si scalda e la gioia si fa largo, mentre con un pizzico di incredulità ti chiedi se sia davvero reale!

Chiaro come il sole che con questo filo logico terminato da un lieto fine, qualsiasi pillola, per quanto grossa ed amara va giù lasciando una sensazione di speranza che non sempre è facile da trovare.
Poco da dire, se non tanto rispetto per chi lotta, che sia per mostrare la verità o per fare buone imprese in modo onesto.
Non si può fare a meno di sognare una realtà dove se ci deve essere competizione a livello di prodotti, questa è basata su qualità ed utilità e non sulla sopravvivenza, lo sfruttamento e l’illegalità.

Report

Report

Per vedere la prima parte cliccate sull’immagine all’inizio del post.
Ecco qui il link è alla playlist e quindi sulla destra trovate le altre parti che compongono la puntata.

Il titolo originale che Report ha dato alla puntata del 9 Maggio 2010 è “L’auto permettendo”, ma ho voluto intitolare questo post usando una nota formula irriverente.
Perché io ve lo dico, se è il vostro caso smettete per un attimo di perdere tempo scrivendo boiate su FESSbook, lasciate stare per un attimo il film, la serie tv, il videogioco o il programma tv spazzatura di turno e fatevi un regalo, prendetevi un momento ci cultura e di riflessione con uno dei pochi programmi che si salvano in televisione e che meritano di essere visti.

Era domenica sera.
Io e mio cugino ci siamo trovati per cenare insieme sparando qualche cavolata.
E le nostre facce si sono ritrovate sbigottite ancora una volta di fronte a ciò che abbiamo visto e che abbiamo vissuto per poco nei paesi del nord Europa e purtroppo tutti i giorni nella nostra nazione.
Appoggiato a quella tavola con la mano che reggeva la testa ed una profonda sensazione macchiata di tristezza, risalivano da dentro me alcuni consueti fantasmi, varie ed ormai note riflessioni echeggianti “Perché non sono rimasto a Helsinki?”, “Perché da me non è così?”, “Forse dovremmo emigrare… è veramente da imbecilli stare qua?”.

Ecco, è sempre questa la questione e tutto dipende, da molti fattori.
Forse ormai tutto il mondo è paese, vulcani permettendo ci si sposta rapidi, comunichiamo in modo istantaneo con Internet.
Dobbiamo tutti rivedere alcuni pensieri ed usare le risorse di tutto il pianeta nel modo migliore… ma torniamo alla puntata.

Non per il programma in sé, ma per ciò che cerca di raccontare, che riguarda tutti.

Sicuramente è ovvio che in via personale mi sento molto coinvolto con cosa dice questa puntata, ma non tanto perché sono un amante della bici, ma soprattutto della natura, del mondo e soprattutto delle cose fatte per bene, con intelligenza.

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