prostitute

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Il professore Corrado Malanga ha diffuso tramite Facebook questa lettera, che ho molto apprezzato e mi sono sentito in dovere di condividere a mia volta attraverso tutti i mezzi possibili.

da NATA FEMMINA>>>Dalla scrittrice albanese Elvira Dones riceviamo questa lettera aperta al premier Silvio Berlusconi in merito alla battuta del Cavaliere sulle “belle ragazze albanesi”. In visita a Tirana, durante l’incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all’Albania. Poi ha aggiunto: “Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze”.”Egregio Signor Presidente del Consiglio,le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: “le belle ragazze albanesi”. Mentre il premier del mio paese d’origine, Sali Berisha, confermava l’impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che “per chi porta belle ragazze possiamo fare un’eccezione.”Io quelle “belle ragazze” le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A “Stella” i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E’ solo allora – tre anni più tardi – che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna. Quel puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell’uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l’utero.Sulle “belle ragazze” scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un’altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E’ una storia lunga, Presidente… Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l’avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio.In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo. In questi vent’anni di difficile transizione l’Albania s’è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue >stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta. L’Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite. Credo che se lei >la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci. Questa “battuta” mi sembra sia passata sottotono in questi giorni in cui infuria la polemica Bertolaso, ma si lega profondamente al pensiero e alle azioni di uomini come Berlusconi e company pensieri e azioni in cui il rispetto per le donne é messo sotto i piedi ogni giorno, azioni che non sono meno criminali di quelli che sfruttano le ragazze albanesi sono solo camuffate sotto gesti galanti o regali costosi mi vergogno profondamente e chiedo scusa anch’io a tutte le donne albanesi-
Merid

fumetto puttane galera

Il fumetto qui sopra è tratto da “Le puttane in galera“.

Lo so lo so… ho già scritto anche ieri su questi argomenti: puttane, prostitute, Carfagna

Però ragazzi, devo esprimermi la mia tristezza, la mia malinconia nell’osservare un mondo che a me sembra tristemente ovvio.

Ebbene ieri sera mi sono trovato con degli amici a Sesto Fiorentino, non lontano da casa mia a Prato.
Nel tornare a casa, di notte mentre pioveva scorrevo leggero e rilassato per le strade con l’auto mentre osservavo quelle donne per la strada, gambe, talvolta bellissime gambe messe in mostra, ombrello alla mano, ti guardano mentre passi quasi a dire “Fermati per favore o mi picchieranno.”.

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puttane

Adesso vi illustrerò un argomento alquanto diffuso quanto interessante… proprio per tutti!
Scusatemi il linguaggio non troppo nobile a partire dal titolo stesso del post, ma è necessario andarci giù decisi per così dire.

Partirò quindi illustrandovi un racconto che mi è stato narrato qualche ora fa a cena.
La persona che mi ha fatto partecipe di tale novella, seppure in chiave puramente ironica, della serie meglio riderci che piangerci, me ne ha raccontate diverse di storielle di vita vissuta.
Storie che chi più chi meno tutti purtroppo o per fortuna viviamo.

La persona che mi ha raccontato l’episodio, come il restante della storia stessa rimarranno anonimi e così sarà anche per eventuali post successivi riguardanti tali argomenti.
Anche perchè il succo si astrae comunque dall’identità stessa delle persone.

Si comincia! (Tranquilli la storia è più breve della mia lunga premessa!)

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