La pubblicità che trovate solitamente alla vostra destra su Facebook non è male.
E’ un sistema che ricorda in parte quello di Google.
Non è invadente e cerca di mostrarti solamente annunci attinenti a ciò che potrebbe interessarti.
Le pubblicità vengono infatti mostrate in base ai nostri dati, le nostre azioni e così via.
Rispetto a Google abbiamo anche qualcosa di più in un certo senso.
L’inserzione del caso è dotata infatti di due possibilità: il noto “Mi piace” e una bella “X” in alto a destra con tanto di successiva select per indicare il motivo per il quale l’annuncio ci risulta indesiderato.
Non è per niente poco, poiché permette anche al creatore della pubblicità stessa, come a Facebook, di capire l’effettivo gradimento delle inserzioni nonché la vera qualità del sistema pubblicitario con i suoi meccanismi.
Internet migliora ad ogni modo la pubblicità poiché oltre a tener conto di quante volte viene effettivamente vista, si sa, e si paga nel caso, solo per gli annunci che effettivamente sono stati cliccati dall’utente.
C’è però un fatto fastidioso che personalmente insieme ad altre persone ho avuto modo di notare.
Che tu sia single o meno, tanto per fare un esempio sui diversi dati da cui pesca il sistema, ti può venire mostrato un annuncio dove la foto di una bella ragazza del caso, posta in pose e atteggiamenti provocanti, ti invita sostanzialmente a visitare un sito web di incontri e affini.
A me come a tante altre persone che conosco, certi annunci non interessano, anzi, ci disturbano anche perché, certo, amiamo la bellezza femminile, le ragazze sexy, ma il continuo vedere certe pubblicità, ci da un senso come dello sfruttamento di un certo tipo di immagine e di ignoranza.
Dunque noi, di buona volontà, premiamo la famosa “X” e scegliamo un motivo attinente al fatto che preferiamo non vedere quella data inserzione pubblicitaria.
Il problema sta nel fatto che nonostante questa operazione venga ripetuta numerose volte, le foto di belle donne sorridenti continuano ad imperversare alla destra del nostro schermo.
Allora, il punto qual è?
Se mai esiste un’opzione per evitare tutto ciò, evidentemente non è tanto intuitiva da trovare ed usare.
Se essa non esiste, viene da pensare che in effetti sarebbe meglio se ci fosse o che il sistema pubblicitario in questione può ancora far dei bei progressi.
