raggi di sole tra le nuvole

raggi di sole tra le nuvole

Quello che seguirà è un pensiero che ho avuto in cima ad una salita durante un allenamento in bici.
L’ho scritto qualche giorno fa sul mio profilo Facebook, è stato apprezzato e lo ripropongo quindi qua, a disposizione di tutti.
Purtroppo Facebook ha per me, come per altri, ancora tante cose da migliorare, come anche questa.
Ma non scendiamo adesso in dettagli tecnici relativi ad Internet.
Esprimere ciò che si prova non è facile.
Vivere un’esperienza direttamente sarà sempre diverso dal poterlo rappresentare con l’arte, con le parole.
Tutto si crea poi in relazione a ciò che siamo, al nostro tempo, la vita che abbiamo vissuto.
Così, ognuno vive a suo modo eventi apparentemente uguali.
Non divagherò oltre, vi lascio al pensiero, che se trasmette anche solamente un briciolo dell’emozione vissuta, ha raggiunto certo il suo obiettivo.

Ero arrivato in cima. Avevo fatto la salita spesso ai 20 km/h e ci avevo messo incredibilmente
meno di quanto mi ero preventivato. Dovevo arrivare a casa entro il tramonto, quella era la mia sfida
e ci stavo riuscendo. Davanti a me di colpo iniziò il paese, San Baronto, in cima alla montagna.
Non come al solito però. Mentre tiravo fuori da una tasca qualcosa da mangiare notai subito sulla mia destra
delle persone. Erano sedute su delle sedie poste sul ciglio della strada.
Alzai lo sguardo e vidi che si trattava di un negozio di alimentari.
Qualche altra pedalata, due secondi, e accanto un’altra persona seduta allo stesso modo davanti un negozio.
Questa volta una macelleria. Il proprietario se ne stava tranquillo e beato, a leggere il giornale.
Pensai che nella sua semplicità era fantastico. Ecco il paese.
Sembra di vedere un piccolo presepe. Poi subito il vuoto, il cielo, il panorama.
L’inizio della discesa. Mi tuffo in un tunnel fatto di alberi ed erba.
Erba di un verde acceso incredibile. L’autunno penso, qua non è ancora arrivato, mentre
nel cielo esce il sole tra le nubi, con quell’effetto incredibile che adoro.
E’ forse un tempo diverso, ma la meraviglia è sempre la stessa.

La foto, che ho usato anche per illustrare il post su Facebook l’ho fatta io nel 2009, durante un altro allenamento in bici, lungo la strada panoramica di Monte Morello, montagna che si trova esattamente davanti Sesto Fiorentino e l’aereoporto di Peretola a Firenze.
Il San Baronto invece è un paese che si trova in cima alle colline a sud di Pistoia.

passo vizze

passo vizze

Si, mi è venuta così… il titolo adesso, l’idea stamattina…

Questa mattina esatto… dopo aver visto un film interessante consigliato da una ragazza a suo modo speciale, me ne andavo a letto un po’ malinconico.
Dentro di me sapevo già che in qualche modo non avrei dormito poi tanto bene…

Erano circa le tre di notte e mi ritrovo sveglio già alle otto e mezzo causa martello pneumatico nella mia strada per chissà quale lavoro…
Non mollo, nonostante tutto ed in ogni caso, non lo faccio mai.
Prima o poi finirà.
Molto emblematico.

Vago tra mille sogni, mille idee.
Una me la stava dando lei senza volere.
Suggeriva immagini per una storia che prendeva forma nella mia testa.
Nebbia di fiori sfumata.

Sono quasi le dodici… mezzogiorno.
Vengo tirato fuori da un oblio per via di persone che si scontrano a suon di suoni nel traffico.
Rabbiosi come tigri.
Sofferenza in me insieme a mille perché.

Rivedo tutto in un attimo.
Un film alla fine già visto troppe volte.

Perché sono lì e non in un altro luogo, libero, in una valle, una montagna, solamente la musica del vento, la sinfonia della natura.
La serenità nella gioia.

Deve essere che in fondo non mi stanco mai.
Battaglie che finché ho vita brucio dalla voglia di combattere.
Sempre più.

Domande stupide, riflessioni sporche quanto troppo usate.
Perché mai siamo costretti a vivere così?

L’immagine del traffico a Firenze.
La bellezza della Toscana.
Com’è che ci troviamo a combattere tra noi?
Ci dobbiamo conoscere, tutti.

Per un attimo ancora immagino di essere là, accanto a qualche mucca. Ironia.
Vicino ad una cascata.
Il terreno un poco umido, l’eco lontano, l’aria che in modo casuale punge la tua pelle, mentre il pensiero rimane disteso nell’aria.

Eppure il prato sempre verde è…
… di una speranza senza fine.

Nota: la foto l’ho fatta io nell’Agosto del 2009 in cima al passo Vizze, val di Vizze vicino a Vipiteno, quella che si vede oltre i cartelli è l’Austria, dopo aver stabilito un mio piccolo record personale, ovvero aver salito di 800 metri di altezza anche se non stavo bene, percorrendo a corsa un sentiero del CAI per cui erano previste tipo due ore e mezzo. Lo so, vi ho svegliati bruscamente da un eventuale ipotetico romanticismo. Pazienza.