hamburger foresta

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Continua l’analisi del sito web VeganFacile.Info.
Oggi vediamo il primo passo tra quelli elencati nel sito: i motivi per non mangiare gli animali.

Come già detto in precedenti post, vi sono diversi motivi per diventare vegetariani e non mangiare gli animali ed i prodotti da essi derivati.
Motivi che se anche presi singolarmente già dovrebbero bastare.

Il primo e più classico dei motivi è quello etico, per il quale non si vuole mangiare animali in quanto non si ritiene sia giusto farli soffrire, sfruttarli e ucciderli.
In effetti la maggior parte delle persone non ha idea di come arriva fondamentalmente una fetta di prosciutto nel supermercato.
La compra, la mangia e pensa che va bene perché sostanzialmente tutti fanno così e poche persone vanno dicendo il contrario.
Sicuramente, se molti conoscessero ogni particolare del processo, già tanta gente cambierebbe rotta.
Vi sono poi comunque alcune classiche incongruenze di pensiero per le quali per alcuni è normale mangiare conigli, per altri i gatti e via dicendo.
Ma che sia un maiale, una mucca, un pesce o il cane, sono sempre animali.
In tutto questo c’è una questione mentale dove uccidere un altro uomo può essere sbagliato perché è un tuo simile.
Il gatto o il cane non li mangi perché dove sei cresciuto si considerano più belli di altri animali che non terresti probabilmente in salotto.
C’è poi il bisogno, nel senso che si ritiene normale il fatto di dover mangiare e per farlo uccidere altri animali, come tanti altri animali fanno nella natura tramite la famosa catena alimentare.
La differenza sta nel fatto che noi possiamo fare delle scelte nonché sbagliamo anche il processo.
Infatti tutti i nutrimenti di cui abbiamo bisogno sono presenti nei prodotti della terra, comprese le proteine.
Gli animali che poi noi mangiamo o di cui mangiamo i prodotti assumono i prodotti della terra che in realtà potremmo mangiare direttamente noi.
Come una macchina che trasforma l’energia, gli animali hanno un rendimento molto scarso e da essi ricaviamo meno proteine e via dicendo di quanti ne potremmo ricavare mangiando direttamente noi i prodotti della terra.

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Dunque, prima di tutto voglio dire che questa palla, ‘sta pallina, ‘sta biowashball a me non sembra nuova… non so a voi… ma rimembro di aver già visto qualcosa di simile… se non altro nella forma…

Una palletta che tu infili nella lavatrice, contiene dentro di sé diciamo il detersivo o quel che è e girando insieme ai panni fa il suo dovere: lava.

Prima differenza: invece che mettere il detersivo nell’apposito cassetto o quel che è della lavatrice, tu infili la palla, la biowashball nella lavatrice insieme ai panni e fai partire il tutto.

Ok e fin qui… però pare che in questo caso la grossa differenza la faccia ciò che poi pulisce effettivamente, ovvero queste… microsfere di ceramica?

Non è che abbia letto più di tanto, ma la buonasostanza di tutto ciò è che questa palla, questa biowashball, può sostituire i classici detersivi e ti fa risparmiare denaro, inquinamento, dovuto ai detersivi che si scaricano nelle acque, e non poco di meno, lava ancora meglio, della serie più bianco del bianco!

Ma non basta… i detersivi usurano anche i tessuti, la biowashball no… preserva la loro elasticità e compagnia bella… ma perché stare a farvi due balls per l’appunto così?

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cassette acqua bottiglia

Riporto un interessante articolo di Maurizio Pallante riguardo l’acqua in bottiglia: “Care, losche e tristi acque in bottiglie di plastica“.
E’ molto carino e fa venire voglia di organizzarsi per bere acqua che non sia confezionata in bottiglie vendute al supermercato.

In effetti a casa mia in montagna a Sammommé sull’appennino Pistoiese, quella del rubinetto va benissimo ed eventualmente basta adoprare un filtro apposito.

Buona lettura!

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