trentino montagne tramonto

Questa foto del tramonto sulle montagne del Trentino, presente su un calendario in casa, si è mescolata ai miei pensieri, ed insieme sono diventati ciò che segue, e che ho scritto di getto su Instagram qualche giorno fa.

Gare in bici, frenesia, pericolo, bellezza.
Strade infinite, montagne da scalare.
La fatica ti esplode in corpo, ti mangia da dentro.
È una battaglia fatta di momenti infiniti.
Ogni istante sembra l’ultimo, eppure non molli,
non capisci come, arrivi oltre, sopra a tutto,
sopra al cielo stesso, ancora una volta.
Non mollate mai, andiamo avanti, fino alla fine.

raggi di sole tra le nuvole

raggi di sole tra le nuvole

Quello che seguirà è un pensiero che ho avuto in cima ad una salita durante un allenamento in bici.
L’ho scritto qualche giorno fa sul mio profilo Facebook, è stato apprezzato e lo ripropongo quindi qua, a disposizione di tutti.
Purtroppo Facebook ha per me, come per altri, ancora tante cose da migliorare, come anche questa.
Ma non scendiamo adesso in dettagli tecnici relativi ad Internet.
Esprimere ciò che si prova non è facile.
Vivere un’esperienza direttamente sarà sempre diverso dal poterlo rappresentare con l’arte, con le parole.
Tutto si crea poi in relazione a ciò che siamo, al nostro tempo, la vita che abbiamo vissuto.
Così, ognuno vive a suo modo eventi apparentemente uguali.
Non divagherò oltre, vi lascio al pensiero, che se trasmette anche solamente un briciolo dell’emozione vissuta, ha raggiunto certo il suo obiettivo.

Ero arrivato in cima. Avevo fatto la salita spesso ai 20 km/h e ci avevo messo incredibilmente
meno di quanto mi ero preventivato. Dovevo arrivare a casa entro il tramonto, quella era la mia sfida
e ci stavo riuscendo. Davanti a me di colpo iniziò il paese, San Baronto, in cima alla montagna.
Non come al solito però. Mentre tiravo fuori da una tasca qualcosa da mangiare notai subito sulla mia destra
delle persone. Erano sedute su delle sedie poste sul ciglio della strada.
Alzai lo sguardo e vidi che si trattava di un negozio di alimentari.
Qualche altra pedalata, due secondi, e accanto un’altra persona seduta allo stesso modo davanti un negozio.
Questa volta una macelleria. Il proprietario se ne stava tranquillo e beato, a leggere il giornale.
Pensai che nella sua semplicità era fantastico. Ecco il paese.
Sembra di vedere un piccolo presepe. Poi subito il vuoto, il cielo, il panorama.
L’inizio della discesa. Mi tuffo in un tunnel fatto di alberi ed erba.
Erba di un verde acceso incredibile. L’autunno penso, qua non è ancora arrivato, mentre
nel cielo esce il sole tra le nubi, con quell’effetto incredibile che adoro.
E’ forse un tempo diverso, ma la meraviglia è sempre la stessa.

La foto, che ho usato anche per illustrare il post su Facebook l’ho fatta io nel 2009, durante un altro allenamento in bici, lungo la strada panoramica di Monte Morello, montagna che si trova esattamente davanti Sesto Fiorentino e l’aereoporto di Peretola a Firenze.
Il San Baronto invece è un paese che si trova in cima alle colline a sud di Pistoia.

Ieri alla stazione del treno di Prato Centrale ho trovato una Gazzetta dello Sport abbandonata e mi son messo a leggere quanto ci era scritto riguardo Riccardo Riccò, compresa la relativa intervista.

Nonostante tutto, mi sono immedesimato molto, capendo che probabilmente questa esperienza ha fatto il suo dovere in qualche modo, sia nei suoi confronti che nei nostri.

Dal canto suo l’ha fatto riflettere e tornare in qualche modo alla vita normale.
Ha una grande fortuna: la sua ragazza invece che lasciarlo gli ha chiesto di sposarla e lui ha risposto includendoci anche un figlio.

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