Giorni fa leggevo questo post sul blog di Beppe Grillo: “Italia senza italiani – Intervista ad Arrigo Petacco“.
(Cliccate l’immagine all’inizio per vedere il video dell’intervista originale ad Arrigo Petacco.)
Ora, a parte il fatto che in generale è molto interessante ciò che dice Petacco, quello che mi ha fatto da gocciolina che fa traboccare il vaso è stata quella risposta di Indro Montanelli che si può leggere alla fine del post: “Eh lo so, ma ora non me la posso mica prendere col mì nonno!”.
M’immagino che la maggior parte di voi non abbia voglia di leggersi tutto, anche se ritengo sia essenziale per comprendere questo post.
Ma in breve il succo è che ognuno, non che sia una novità, scrive i libri di storia e così via come più gli fa comodo.
Tanto per dire, chi vince le guerre la fa da padrone e omette / aggiunge / cambia vari punti così che poi, quel che poco arriva al tizio comune è alterato, come se non bastasse che in generale c’è un livello culturale che si fa prima sgozzarsi.
E così va a finire che noi studiamo storia, ma… quale storia?
Quella che ci hanno voluto propinare loro, sempre che qualcuno la studi.
Senza sapere, senza esperienza vera, non ci può essere nessuna intelligenza ne progresso.
Ma non finisce qua, perché appunto Petacco poverino gli dice a Montanelli: “Guarda che la vicenda storica in cui c’è anche tuo nonno è andata così, lo sai no?” e lui allora tira una delle scuse più banali del mondo.
Certo, mica se la può prendere con suo nonno, mica può raccontare la verità!
Eh no, ma proprio no, la verità, la storia, l’esperienza, dovrebbe essere più importante, anche perché poi, voglio dire, non è che qualcuno ha vinto una guerra e se dici qualcosa che non gli va a genio al tizio di turno questo magari ti fa chissà che cosa.
Però è tutto così: un bello schifo!
Ah rallegriamoci, c’è però una bella novità.
Negli ultimi tempi Internet, che sostanzialmente è alla fine ancora un bambino, perché se non vi siete accorti è relativamente poco che c’è, attua una lampante dimostrazione di come probabilmente cambieranno le cose in futuro.
