Cannavaro pensiero

Cannavaro pensiero

Quando giocare a calcio ti da il diritto di parola al pari di un capo di stato mentre la tua opinione dovrebbe essere pari a quella di un fequentatore del bar dello sport, per pochi intimi che è meglio.

Proprio oggi mi è capitato sotto gli occhi un articolo riguardante una figura del mondo del pallone, Cannavaro, dopo aver letto l’articolo ritengo che è meglio che la testa la usi solo per i colpi.

L’illustre capo di stato del pallone dichiara: “L’Oscar a Gomorra? Non giova all’immagine dell’Italia” , se permetti mi piacerebbe sapere su cosa si basa questa considerazione?

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Dopo i casini della trasferta napoli – roma, dopo inefficenza delle forze dell’ordine a gestire questa situazione, dopo aver catturato solo un pugno di mosche, soltanto 6 fermati.

Anche loro 6 escono di prigione, probabilmente avranno pescato tra gli imprevisti del gioco “Uscire  gratis di prigione”.

Erano stati arrestati per i seguenti reati :

Luigi Alberto Siccardi, Giovanni Corneli e Diego De Martino erano stati trovati in possesso, rispettivamente, di due bombe carta, di un martello e di un coltello.

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emanuele sella arrivo

Pare che anche Emanuele Sella sia stato trovato positivo per doping all’Epo-Cera.

Lui nega tutto, dice di non sapere niente, ma intanto viene sospeso.
Che i suoi successi all’ultimo Giro d’Italia siano quindi falsi?

Se lui è innocente allora mi chiedo chi lo abbia fatto incastrare e perchè.
Se non è innocente, credo che tra tutti iniziamo ad essere un po’ stanchi degli atleti dopati.

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Ieri alla stazione del treno di Prato Centrale ho trovato una Gazzetta dello Sport abbandonata e mi son messo a leggere quanto ci era scritto riguardo Riccardo Riccò, compresa la relativa intervista.

Nonostante tutto, mi sono immedesimato molto, capendo che probabilmente questa esperienza ha fatto il suo dovere in qualche modo, sia nei suoi confronti che nei nostri.

Dal canto suo l’ha fatto riflettere e tornare in qualche modo alla vita normale.
Ha una grande fortuna: la sua ragazza invece che lasciarlo gli ha chiesto di sposarla e lui ha risposto includendoci anche un figlio.

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Riccardo Riccò prima ha detto che bisognava aspettare le controanalisi, poi ha confessato di essersi dopato.

Già soltanto questo, cioè l’aver detto molte bugie, è a mio avviso imperdonabile, soprattutto perchè a quanto viene raccontato, aveva giurato su sua madre che sarebbe stato corretto: che schifo ecco.

Errore giovanile?
No, perchè a quest’età si è ormai grandi quanto basta.
Lui è un professionista e non può giustificarsi dicendo che era stanco.

Non va bene che certe persone facciano tale pubblicità al ciclismo, non è giusto che vengano perdonate, perchè così facendo ce ne saranno ancora altre che penseranno “tanto male che vada mi faccio due anni di vacanza”.

No, assolutamente no, se ci sono delle regole vanno rispettate, niente se e niente ma, a casa e festa finita, per sempre!

Basta col buonismo!
Con la sua “stanchezza” Riccò ha mandato a farsi friggere una intera squadra con tutte le persone che ci lavorano, soprattutto quelle anonime, non soltanto i corridori.
Ha messo in cattiva luce ancora una volta lo sport del ciclismo.
Ci ha fatto emozionare per niente.
Ha fatto fare dei paragoni inutili ad altre persone come Pantani.

Ha falsato la corsa stessa, il Tour de France coinvolgendo tutti coloro che vi sono relazionati, dai corridori, al cameraman, allo spettatore per brutta pubblicità ad uno sport, a una manifestazione che senza il suo cattivo intervento sarebbe andata comunque in modo diverso.

Senza contare mettere nel mezzo tutta la famiglia, compresa la sua ragazza.

Questo non va bene, io dico, chi sbaglia va a casa e cambia lavoro, semplicemente perchè “non si può sbagliare”, chiuso!

Anzi, bisognerebbe che chi sbaglia risarcisse pure tutti gli altri che hanno perso nella vicenda a causa sua.

Bisogna usare il cervello, basta poco!
Un errore giovanile si può fare a quattordici anni, non a venticinque.
A quattordici anni magari può capitare che finisci nelle grinfie di un pessimo allenatore, anzi dire pessimo è poco, che magari ti da una pasticca e non sai nemmeno cos’è e tu la prendi perchè non sei ancora in grado di ragionare completamente o semplicemente i tuoi genitori non ti hanno educato bene come dovevano anche su certi fronti.

Ma da adulto no!
Sei tu responsabile delle tue azioni, se decidi di doparti e sai cosa può succedere, la decisione l’hai presa tu, la gente l’hai delusa tu, l’hai mandata a casa tu, l’hai allontanata da uno sport tu.

Non va bene, punto e basta.
Non ci si droga, non ci si dopa e così via, se sbagli paghi e fai festa così rimangono quelli che l’impegno ce lo mettono veramente.

Quando correvo in bici da adolescente e c’era anche Riccardo Riccò, molti, compreso me, smisero anche perchè non era possibile stare dietro ad eventuali russi dotati di palestra, piscina, appartamento, stipendio, pasticche, flebo e chissà cos’altro, mentre io andavo a scuola e mi allenavo in bici prendendo al massimo qualche normalissimo integratore.

Non siamo nel medioevo, cerchiamo di usare il cervello e la cultura dell’anno 2000 senza comportarsi come stupidi animali.