Ho appena letto su un giornalino dei padri bianchi diverse cose curiose sull’Africa che non sapevo.La prima è che in Africa si ha paura degli spiriti dei morti e di conseguenza quando muore un parente si deve far di tutto affinchè dall’aldilà lui non ci mandi malocchi,pestilenze,siccità ecc…Per questo molto spesso si creano bare bellissime per il defunto talvolta ricordando ciò che lui era in vita,Ad esempio se esso era un pescatore si ha la bara a forma di pesce,se era un religioso a forma di bibbia,se un camionista a forma di camion e cosi via.Si tiene conto inoltre dei colori e del vestiario per il defunto,si arrivano a spendere cifre assurde a volte lo stipendio di un intero anno di lavoro,ma la paura che il defunto si ribelli nell aldilà vale questo prezzo.Incredibile eh?.

Un altra curiosità è che in Ghana i negozi tramandano messaggi biblici e la storia di Gesu.Si ha quindi l’estetica viva Gesu,il lattaio “Dio è qui” ,il calzolaio “credi e sarai salvato ecc…

Anche per i trasporti vale la stessa cosa,in molti taxi non si legge l’insegna taxi ma “Dio consola”,le stazioni hanno nomi biblici.

Addirittura al posto del simbolo della benzina si ha una goccia rossa che ricorda il sangue di Gesu sulla croce.

Sui camion oltre alla targa si trovano versetti dei vangeli.

Un altra particolarità sta nei vestiti che parlano,ossia sul fondo del vestito vengono scritte frasi a seconda degli stati d’animo.

Quindi la scelta del vestito non si basa dal colore o dal modello ma da quello che vi è scritto sopra.

12marzo

LA CARITA’

Un messaggio cristiano,la virtù più importante,un messaggio di pace,questa è la carità.Come citano i passi della bibbia”tre sono le virtù da praticare fede,speranza e carità,ma la più importante è la carità.”Essa ci rende nobili d’animo poichè ci insegna a donare invece di ricevere.Imparare a donare all’altro non è facile al mondo di oggi dove tutti siamo abituati ad avere beni di ogni genere.Non è facile per l’uomo occidentale staccarsi dalle cose materiali,dai propri beni primari e secondari.Ci sembra una cosa assurda e molti dicono perchè devo?Ho chiesto ai miei bambini a cui faccio catechismo a cosa sarebbero disposti a donare e tutti han detto un pò di cibo al massimo una maglia vecchia,ma nessuno di loro vorrebbe mai donare il computer,il nintendo o i videogiochi.Fin da piccoli veniamo abituati al consumismo ad avere tutto per noi.Quante volte vediamo bambini di 3 anni litigare per un giocattolo e dire è mio?.

Madre Teresa diceva “se tu doni è come se getti una goccia nell’oceano ma se non ci fossero le gocce non ci sarebbe l’oceno”una frase semplice ma ricca di significato.Questa frase esprime ciò che Madre Teresa ha imparato benissimo ossia donare agli altri privando se stessi.Lei ci dice anche che noi dobbiamo amare molto al fine che l’amore per gli altri ci faccia male.

I bambini mi chiedevano “perchè l’amore deve farci male?”….molti di noi pensano all’amore come qualcosa di bello e idilliaco,si sogna l’amore fin da piccoli,ma noi abbiamo una visione distorta dell’amore,una visione superficiale di esso.

Amare non significa solo voler bene ad una persona significa donare a tale persona tutto di noi,significa sacrificarsi per essa,accettarla per come è.

Vi faccio un esempio voi amate il vostro ragazzo perchè è bello e vi tratta bene,mettiate che lo sposate e un giorno lui si ammala di depressione, magari mangia tanto e non ha più il fisico di una volta che fate???lo lasciate solo o le state acanto??

Molti ragazzi oggi guardano all’aspetto fisico e basta ma vi ricordo che non si sposa un culo,un bel torace o un bel seno con una persona si deve condividere altro.

Non si deve trattare l’altro solo a nostro piacimento ma dobbiamo renderlo felice e farlo sentire amato,questo è il donare che ci fa male.

Spesso oggi molte coppie si lasciano perchè??

Perchè non siamo abituati alla carità,che è proprio questo donarsi all’altro.

La differenza tra noi e gli africani per esempio è che loro hanno imparato a condividere.Ho letto storie di volontari che offrivano un pezzo di dolce ad un bambino e il bambino non lo mangiava ma andava a dividerlo con i suoi fratelli.

Noi ci riteniamo ricchi e parliamo degli altri come poveri,ma in realtà i veri poveri siamo noi che siamo consumati dal tenere tutto per noi.

Impariamo allora la carità,se tutti imparassimo a dare molti problemi verrebbero risolti.

Aisha era la moglie preferita di maometto,come ci narra Sherry Jones nel suo libro.

Avventuriera,coraggiosa e guerrigliere Aisha sogna di sposarsi con il suo migliore amico Sawfan e di correre con lui nel deserto conducendo una vita da beduini.

Ma il sogno di Aisha viene infranto quando lei aveva soli 6 anni poichè venne rinchiusa in purdah,convinta di sposare l’amico Aisha passa il tempo sola con i suoi giochi e soprattutto le sue bambole.Ignara del destino che l’attende.

A 9 anni infatti Aisha comprende che non sposerà il suo amico ma Maometto il profeta dell’Islam e dalla mecca si sposta a Medina.

Tuttavia essendo ancora una bambina non poteva consumare il matrimonio e nel frattempo il suo amato sposa anche altre donne.

Aisha in seguito vuole diventar donna e cerca di ammaliare Maometto ma lui continua a considerarla una bambina.

Ma Aisha è intraprendente vuole dimostrare di essere donna e così da consigli al suo amato sul campo di battaglia ma la gelosia verso le altre mogli continua a divorarla.

Tradisce più volte la fiducia di suo marito,spiando e facendo cose che le erano negate,porta inoltre le sue sorelle-mogli a lavorare senza aver chiesto l’intervento del marito.

Poi diventa donna e la sua sorella-moglie dopo 2 mesi di nausea le da la notizia che tanto attendeva.Aisha è incinta.

Lei è felicissima di portare in grembo il figlio del profeta.Nel frattempo ci sono lotte e Maometto sposa figlie dei nemici per estendere il suo regno ma dall’ultima rischia di essere ucciso.

Aisha allora lo salva senza fargli sapere nulla,dopo questa vicenda Umar amico del profeta trova le sue mogli intente al lavoro e così gli vuole proibire ciò Maometto arriva e si infuria e va a meditare per un mese.L’ordine era che nesuno deve interromperlo.

Ma Aisha vuole sapere il destino che le sarà riservato e quello delle sue sorelle-mogli cosi si arrampica sull’albero e parla a Maometto,gli confessa di come si era sentita da bambina,dei suoi giochi rubati a soli 6 anni,della sua vita con le sorelle-mogli delle sue gelosie verso Zaynab e le altre,ma lui resta immobile.Finchè viene scoperta dalla guardia ed è costretta a scendere,ma scendendo cade e cadendoperde il figlio e abortisce.

Il suo sogno è infranto.

Alla fine Maometto muore tra le sue braccia.

27novembre

PREGHIERA PER TUTTI

Prego per tutti i poveri di fede.

Prego per tutti gli ammalati.

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Prego per tutti i bambini orfani e senza casa.

Prego per tutti i bambini venduti per lavorare.

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Prego per tutti i bambini che muoiono di fame.

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Prego per tutti i bambini soldato,per quelli che vivono in strada o tra immondizie,per quelli che non hanno mai visto il mare.

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Prego per tutti quelli a cui manca la speranza.

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Prego per tutti quelli che sono in guerra.

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Prego per tutti quelli che si sentono soli e incompresi.

Prego per tutti quelli che non hanno una fede.

Prego per gli handicappati e i malati di mente.

Prego per tuti i malati di aids.

Prego per tutti quelli che se ne fregano della povertà.

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Prego per tutti quelli che credono che i beni materiali siano tutto.

Prego per chi no si accorge di quanta ricchezza ha intorno.

Prego per i poveri che sorridono anche se vivono tra fango e polvere.

Prego per chi ha perso un parente o un amico.

Prego contro ogni forma di aborto.

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Prego per tutte le famiglie del mondo.

Prego per chi vive nelle bidonville e favelas o terremotati,prego per gli alluvionati.

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Prego per la natura che ci abbellisca con i suoi splendori.

Prego per chi non vede nella vita i sapori.

Prego per tutte le future madri.

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Prego per chi si ama e si deve sposare.

Prego perchè tutti si apra il cuore.

Prego per il mondo così povero di amore.

Elisa.

25novembre

IL PERDONO

IN tanti al mondo d’oggi sappiamo criticare,ma in quanti sanno perdonare?

Il perdono è una virtù nobile che non tutti possiedono.

La chiesa ci invita a porgere l’altra guancia al nemico come fece Gesù con quelli che lo stavano per mettere in croce.

Prima di morire ha pregato per loro dicendo”Padre perdonali perchè non sanno quello che fanno”.

Con questo messaggio ha voluto ricordare a tutti noi di perdonare i nostri nemici e coloro che ci odiano.

Ma il punto è come posso amare chi mi ha derubato?come posso perdonare quello che ha ucciso qualcuno?come posso porgere l’altra guancia a chi mi fa del male?

Oggi questo messaggio è stato gettato nel fango,al male si risponde col male,gli israeliani bombardano i palestinesi?e allora i palestinesi bombardano gli israeliani ed è guerra continua.

Non si insegna al bambino di combattere con la pace e la non violenza ma gli si insegna a sparare sul nemico fin da piccolo molto spesso drogandolo.

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Tutto si basa sulla vendetta,niente si basa più sul perdono.

Questo porta la società all’autodistruzione.

Molto spesso si sente dire dal bambino “il mio amico mi ha tirato uno schiaffo così io gli ho tirato una pedata,ma poi la maestra si è arrabbiata e ci ha messi in punizione”.

Anche i bambini rispondono con atti violenti ed è difficile che usino le parole se non  gli insegnamo fin da piccoli.

Alla tv si vedono sempre più film di violenza ed ecco che anche questi piccoli apprendono a difendersi da li.

Perdonare non è facile per nessuno e molto spesso ci piace vedere il nostro nemico stare male,ma credo che dobbiamo esercitarci a questo altrimenti se si risponde al male col male non ci sarà mai pace nel mondo.

Molti ridono nel vedere il nemico sconfitto.Si ok hai ottenuto la tua giustizia,ti sei vendicato e ora??

Ora a star male siete in due,poi sarete in tre,poi in quattro e così via.

Molti si definiscono cristiani,ma il cristianesimo ci invita a perdonare,ad accogliere l’altro.

Molti passi della bibbia scandalizzano l’uomo,perchè nessuno riesce ad essere come dice ecco perchè in fondo a tutto ci vengono perdonati i nostri peccati,ecco perchè fin da bambini si fa la confessione.

Ma in fondo è aiutando l’altro e rispondendo col bene che si ottiene davvero la serenità nel cuore.