bicicletta

bicicletta

Dall’articolo “Teramo vara la eco-giunta tutti in bici, dal sindaco in giù” si legge:

“I membri dell’amministrazione comunale non potranno più prendere l’auto. L’iniziativa è partita dal primo cittadino, Maurizio Brucchi, per raggiungere gli obiettivi europei del 20-20-20. E per spingere le persone a muoversi su due ruote partirà anche un progetto di affitto condiviso di mountain bike”

ma anche

“Nell’uso delle energie rinnovabili a Teramo è già stato fatto molto: tutte le scuole pubbliche sono già dotate di impianti fotovoltaici.”

Bravissimi!
Ci vogliono leggi, presunti cambiamenti e catastrofi relativi al clima, ma almeno forse qualcosa si impara e si fa un po’ più di moto, in bici o meno che sia.
D’altronde non potrebbe essere altro che così, da che mondo è mondo per imparare le cose si batte prima la capoccia spesso e volentieri nel muro.

Pensate il paradosso di questa società dove ci troviamo come criceti sulla ruota a fare la corsetta sul tappeto tutti in palestra per buttar giù la ciccia, quando basterebbe tanto poco.
Basterebbe fare come fanno tanti, soprattutto in altre nazioni, basta andare verso il nord europa uscendo dall’Italia.
Usare il proprio corpo o i mezzi pubblici e non usare a sproposito le macchine da noi create, con le ruote o meno che siano.

E’ fantastico capire veramente cosa vuol dire un cittadino magari di Helsinki quando dice che “l’auto qua non serve”.

Certo non si può fare così semplice, ma nemmeno tanto complicata, in fin dei conti basta poco per migliorare.
Molte cose nella vita sono solo parte di un banale blocco mentale.

E ad un certo punto quello che sembra impossibile diventa la normalità.
Chissà che aria ci sarebbe e quale tranquillità se tutte le auto fossero già elettriche, forse nemmeno dobbiamo aspettare tanto.

Ed il pensiero corre ancora una volta a Nikola Tesla ed al film a lui dedicato, “Il segreto di Nikola Tesla”, che quasi riesce nell’impresa di farmi commuovere.
Inutile che io sprechi parole, la gente non sa nemmeno che quasi tutto ciò che sta usando, anche leggendo adesso queste frasi, lo deve a lui.
Dirò soltanto: “Chissà come sarebbe stato il mondo…”, con una sensazione molto profonda.

Che brutta l’ignoranza, ma senza alcuna lotta, niente avrebbe ancora senso!

auto blu

auto blu

Ma davvero ci si chiede se là non abbiano altro a cui pensare che queste iperboliche boiate: “Ultima vergogna del Palazzo: patente speciale per auto blu Niente più taglio dei punti”.

Come si apprende dall’articolo è stato approvato in commissione Lavori pubblici del Senato, un emendamento del senatore Cosimo Gallo (Pdl) per il quale si vuole  “una patente professionale per gli autisti delle ‘auto blu’ a cui non saranno piu’ applicate le sanzioni sulla decurtazione dei punti patente”.

Ma notiamo cosa dice il suddetto senatore nel difendersi: “Spesso è il politico a chiedere all’autista di accelerare, magari perché l’aereo è arrivato in ritardo e c’è un appuntamento importante. Non è giusto che la fretta del datore di lavoro ricada sull’autista”.

Certo che non è giusto che la fretta di un datore di lavoro ricada sull’autista, ma il problema è che tu le regole non le puoi e non le devi infrangere lo stesso al pari degli altri cittadini.
Altrimenti l’autista dell’auto blu e praticamente per transitività chi lo paga ed usufruisce del servizio in pratica mi va quasi al pari di una volante della polizia o un’autoambulanza che corrono per salvare la vita a qualcuno.

Di aerei o altri mezzi in ritardo come di appuntamenti importanti ce ne sono a iosa per tanta gente, ma non mi sembra un valido motivo per far sì che si renda legale lo scorrazzare in auto fregandosene delle regole.
Anzi, le auto blu in particolare sono un servizio su cui ci sono già stati tanti episodi per i quali verrebbe più da tagliarle via o organizzarsi in altro modo, ma non certo in questo.

Ma che vuoi, in questa nazione ognuno continua a fare come gli pare.

Le regole, il codice della strada esiste per un motivo.
Ne va della sicurezza e della vita delle persone.
Inutile fare i supereroi, tra queste persone ci sei anche tu e chi ti sta caro.
Per questo è stato fatto che si possano infrangere in caso di emergenza.
Ma di vera emergenza, non perché l’aereo del senatore è in ritardo dai!

Sarebbe meglio risolvere i problemi veri che pensare a come ovviare ad i ritardi correndo più forte in auto a discapito del cittadino.
Perché se poi mancano i soldi, nell’auto blu non ci metti nemmeno la benzina.
Nessuno è immune, tutta la realtà è impermanente.

Sigaretta al volante

Sigaretta al volante

Giorni fa la notizia: “No alla sigaretta al volante: bocciata la proposta dell’Idv”.

Tolto il titolo che sul momento per qualcuno può essere anche fonte di confusione, ci viene chiarito il tutto con l’inizio dell’articolo:

I fumatori incalliti possono stare tranquilli:  la commissione Lavori pubblici del Senato ha bocciato l’emendamento dell’Idv che vietava il fumo per chi conduce un’automobile o un automezzo.”

Vi dirò, personalmente manco sapevo di questa proposta, anzi, a me sembra talmente una cosa illogica che nella mia testa credevo che fosse già vietato guidare con la sigaretta in mano… pensa un po’ te!

Ora a me questi geniali senatori del caso che vengono pagati decine di migliaia d’euro mi dovrebbero esporre ipotesi, tesi ed annessa dimostrazione del perché la sigaretta si ed il cellulare no.
Dice che con la sigaretta non l’occupi una mano eh?
Perché poi la tieni sempre in bocca finché non è finita, la cenere ti casca sull’inguine bruciandoti mentre guidi sereno e il filtro lo inghiotti.
Ecco così forse, sempre accendendola prima di partire, non si occupa una mano.

Ma dai… come on!

Eh si si vi sento a fare i ganzi di turno, li che chiacchierate tra voi stessi.
Tutto il mondo pensa di essere invincibile: “Eeehhh cosa vuoi che siaaa!”.
E poi sono proprio questi, che versano più lacrimucce: oh mamma guarda un po’ siamo all’ospedale e qualcuno è morto!

Eppure era una cavolata, una sigaretta, una manina occupata, un… un attimo.

La vita è composta di attimi, sono come i dettagli: tutto è essenziale, perché un quadro, un’immagine è composta da ogni punto e senza ognuno di essi non sarebbe la stessa.

Preso coscienza e conoscenza di qualcosa che può essere dannoso in generale, la definizione di intelligenza vorrebbe che si evitasse e si ponesse rimedio.
Questo vale per tutti, un voto al senato, la tua vita, quella di tutti, perché nessuno è perfetto, ma non va presa solamente come una frase carina a mo’ di scusa o pubblicità!

vignetta vauro rai per una notte

vignetta vauro rai per una notte

Ieri sera, come tante altre persone, mi sono finalmente visto “Rai per una notte”.

Nonostante le eventuali interruzioni dovute alla grande mole di persone collegate e all’eventuale lentezza della mia stessa connessione Internet, sono riuscito a guardare tutta la trasmissione mentre cenavo in pace.

E’ stato un evento significativo in tutti i sensi.
Non solo per la libertà di informazione, la situazione politica e sociale.
Questa manifestazione, avvenuta sia nella realtà che su Internet, ha portato ad un record legato ad un vero e proprio esempio di Web Tv.

Ma non basta, perché si può dire addirittura Social Tv, in quanto, nel mentre io ed altre persone guardavamo la trasmissione su uno dei tanti siti web o attraverso canali televisivi satellitari o meno, è accaduto che molti di noi si trovavano sulla “fan page di Rai per una notte su Facebook”, per interagire con la redazione della trasmissione nonché commentare in diretta, interagendo anche tra di noi.

Sono fiducioso del fatto che presto ciò diventerà una normalità e non ci potrà far altro che bene in generale.

E’ stato significativo anche il fatto che dal punto di vista dell’organizzazione ci sia voluto relativamente così poco.
In breve è stato messo su tutto e sono stati raccolti i soldi per organizzare l’evento grazie alle persone che effettivamente l’hanno desiderato.

Sulla trasmissione si possono fare sia critiche che lodi.
Vediamole entrambi in ordine.

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talk show

talk show

Si, si, vorrei dire una cosina piccolina riguardo il famoso stop ai talkshow.
Una cosina breve, piccolina quanto ovvia.
O almeno dovrebbe esserlo: evidentemente però non è così.

La televisione sta morendo, sotto ogni punto di vista.
Quella che eravamo abituati a vedere, quella normale, fa sempre più schifo.
Ma ci sono anche le parabole, il digitale terrestre e… Internet!
Ci sono sempre più informazioni, ma il tempo è sempre lo stesso.
Bisogna fare selezione, avere subito ciò che ci interessa e ci sembra rilevante.

Così pian piano sempre più persone si stanno abituando a usare Internet per vedere o rivedere solo ciò che gli interessa.
O se lo scarica, o se lo guarda via streaming usando YouTube, MegaVideo o i siti web dei canali televisivi vecchi o nuovi che siano.
Si, salvo cambiamenti, la rotta è tracciata da un bel po’ di tempo: tutto si sposterà su Internet, ciao ciao vecchia tv, ciao ciao vecchio televisore.

In questo marasma perdura, ma non per molto, un’odissea di immondizia diffusa ufficialmente.
Certo ognuno ha la sua cultura, il suo cervello e ovviamente le sue opinioni.

Al di là di ciò, al di là dei processi, bisogna focalizzarsi su alcuni punti.
Ci si rende conto che invece di gestire, governare un paese, si perde tempo, tutti, perché riguarda tutti, a decidere se bloccare o no dei programmi durante le elezioni?

Invece di risolvere i problemi, affoghiamo in chiacchiere relativamente inutili.
Come se tutto dipendesse da dei programmi che in sostanza cercano di fare informazione e di dare voce comunque alla gente, di qualsiasi bandiera siano.

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