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Per fare “spam”, via Internet, si intende il seminare a destra e a manca messaggi, di email o altro tipo, con l’intenzione di pubblicizzare o diffondere un prodotto o altro tramite cui ricavare in genere soldi.
Se volete saperne di più, basta chiaramente vedere la definizione di spam su Wikipedia.

Uno dei modi di fare spam via Internet, consiste nello scrivere appositi commenti sui blog di successo, che vengono visitati quindi da molte persone.
Colui che cerca di vendere un prodotto o di pubblicizzare un sito web, scrive a mano o tramite appositi programmi automatici dei falsi commenti.
Lo scopo è quello di diffondere l’URL, l’indirizzo web della pagina o del sito da spammare, che viene incluso direttamente nel testo del commento o tramite un apposito campo “Sito Web”, se il sistema del caso per scrivere i commenti lo prevede.

In questo modo lo spammer, colui che effettua l’azione di spam, diffonde l’indirizzo del prodotto o del sito web.
Questo può esser fatto anche per far salire il sito web da spammare nelle classifiche di Google, così che quando qualcuno cerca ad esempio un dato prodotto, trova prima quel sito web rispetto ad altri.
Tale principio sta alla base del meccanismo, denominato pagerank, sul quale è stato creato Google stesso.
Ovvero, più un sito web è citato da altri siti web attraverso dei collegamenti e più questo deve avere importanza e comparire prima quando si cerca un determinato argomento.
Chiaramente, nonché per fortuna questi meccanismi si sono evoluti negli anni, ed al momento si punta più a valorizzare la vera pertinenza del contenuto rispetto a ciò che stiamo cercando.
Quello che ci importa infatti, quando facciamo una ricerca su Internet è trovare subito ciò che cerchiamo.
Le ultime evoluzioni tendono così a vanificare tutto quel mondo di SEO, Search Engine Optimization, attraverso il quale, aziende, professionisti o appunto farabutti specializzati si sono scannati per anni vendendo come servizio il fatto di farti comparire ai primi posti nei risultati di Google & co..

Tuttavia il fenomeno persiste e non è per niente detto che si attenui, anzi, tutto forse si evolverà sempre di conseguenza nel tempo.
Ormai diversi giorni fa mi sono ritrovato a dover cancellare una grande, nonché giornaliera, quantità di commenti di spam da questo stesso sito web.

I sistemi CMS, Content Management System, come WordPress, usato per questo blog, sono sempre più evoluti e simili a veri e propri programmi per computer, diventati appunto oramai applicazioni web.
Sono talmente famosi e diffusi nel mondo che i malintenzionati del caso cercano continuamente di trovarne di poco aggiornati, così da approfittarsi degli errori per fare i comodi loro, compreso lo spam, attraverso la diffusione di commenti o meno.
Si è creata così l’esigenza di tenere questi software continuamente aggiornati, operazione facile che in molti casi può esser fatta direttamente on-line dal loro pannello di amministrazione, ma che comunque comporta sempre un controllo frequente ed attento da parte dell’amministratore del sistema.

CMS come WordPress permettono di aggiungere plugin con nuove funzioni e ce ne sono anche di buoni per prevenire i commenti di spam agli articoli o le pagine del sito web / blog del caso.
Se però vi è un qualsiasi malfunzionamento al sistema anti commenti di spam del caso ed il vostro blog, come questo, è visitato ad esempio da diverse centinaia di persone al giorno, e di malintenzionati pure quindi, allora bisogna sapere come difendersi da soli.

Qui vale prima di tutto il solito principio del buonsenso.
Che vi suonino alla porta, che vi facciano un commento o vi arrivi una email, se vi promettono la Luna, il messaggio è strano o fuori luogo etc., allora l’inganno è abbastanza chiaro.
Capita però chiaramente che il malintenzionato di turno faccia di tutto per simulare una brava persona.
Nel caso dei commenti di spam è particolarmente facile in quanto il farabutto di turno vi scrive un commento che sembra vero e sincero, ma ha immesso nel campo “Sito Web” l’indirizzo del sito che voleva pubblicizzare, e voi se non sapete queste cose che vi sto raccontando non ci fate caso, non lo guardate e pensate che sia un grande e bravo amicone.

Quindi, al di là di tutto, che sia un commento di spam o una email che sembra arrivare dalla vostra banca o un post di un amico su Facebook, ponete l’attenzione sull’indirizzo web che è stato inserito o sul quale dovreste / vi vogliono far, cliccare.
Eventualmente non ci cliccate proprio, passateci sopra col mouse, guardate se compare in sovraimpressione da qualche parte l’indirizzo o col tasto destro del mouse ad esempio copiate l’indirizzo da un’altra parte.
Esaminatelo, vi sembra strano?
Porta ad una pagina che non conoscete, strana, ambigua, che vi chiede dati, soldi, è in un’altra lingua..?
O invece è un sito ben conosciuto, un blog di un amico..?
Ma attenzione, perché il fetente del caso mira ad ingannarvi e quindi potrebbe avervi dato “facebook.com.pippo” anziché “facebook.com” e così via.

Non dimenticate poi di ragionare anche sul testo del commento stesso.
Chi ha scritto lo sta facendo nella stessa vostra lingua?
Il commento sembra scritto da un analfabeta o in una lingua straniera pessimamente arrangiata?
Il commento vuole lodarvi con complimenti generici che potrebbero riferirsi a qualsiasi blog e qualsiasi post?
Se dice ad esempio “Bel blog, vi leggo da tanto, è proprio quel che cercavo bla bla bla”, è in un’altra lingua ed è scritto molto male, oltre a presentare un indirizzo web ad un fantomatico sito polacco su non si sa bene cosa… beh, allora direi che avete la certezza che siete stati presi in giro!

Purtroppo, come tutte le cose, se non si sanno, ci possono ingannare.
Per me che sono magari più ferrato nel campo, riconoscere certe cose, come un utente falso su un sito come Facebook è una questione banale, ma per altri, che non conoscono anche solamente ciò che vi ho raccontato in questo post, la cosa può risultare normalmente difficile.
Bisogna cercare quindi di lottare contro questo come qualsiasi altro fenomeno dovuto ad ignoranza e cattive intenzioni altrui, in questo modo cercando di diffondere quel poco sapere che basta a difendersi.

mi piace stato ragazze facebook

mi piace stato ragazze facebook

Cliccate sull’immagine per vedere il video.

Sì, sono d’accordo con loro ed il problema sta nel fatto che molti non avranno capito nemmeno il loro video.

Ma facciamo un rapido passo indietro / riassunto.
Da qualche giorno le ragazze / donne su Facebook stanno scrivendo nel loro stato una frase del tipo “Mi piace sul…”, sul divano, sulla poltrona, sulla sedia, sul pavimento… e bla bla bla!

Ora, com’è ovvio che sia e com’è anche accaduto anche l’anno scorso, quando scrivevano il colore del reggiseno, c’è sempre qualcuno che ci casca come una pera cotta.
Ah… io le chiamo sovente “frasi acchiappabischeri” o anche “pseudo ragnatele per mosche babbee”.
Se vi siete offesi, mi dispiace, imparate certi giochi ovvi della vita e pensateci la prossima volta.

Ma… non è tanto questo il punto.
Infatti la cosa peggiore è il motivo che andrebbe non solo a giustificare, ma anche a nobilitare questa saggia… beh, frase?
Udite udite, tutto ciò sarebbe per la lotta al Cancro, al seno in questo caso.

Lo scopo sarebbe “diffondere il messaggio”, il più possibile.
Peccato che, tornando all’inizio di questo post, il maggiore risultato è che al massimo si ironizza con banali osservazioni / pseudoconversazioni orientate alla malizia, dato che questa “comunicazione virale del caso” ha proprio questo scopo.
Con ovvio quanto semplice divertimento di certe persone che aderiscono in puro stile “pecora” all’ennesima catena di Sant’Antonio.

Per carità… oh che bel giochino… oh quanti simpaticissimi pesci lessi ci finiscono dentro… ullallà!
Peccato che in generale, invece di informare e sensibilizzare relativamente al Cancro, si sia pressoché diffuso un giochetto atto a far divertire qualche ragazza di fronte alle facili fantasie sessuali / curiosità (per esser più gentili) del pollo di turno.

Oddio, difficile dire chi sia il vero pollo qua tra i due contendenti.
Ma per fortuna, come questi due ragazzi nel video, conosco anche ragazze che non hanno aderito alla pagliacciata e che pensano che questo non sia il modo giusto per raggiungere il nobile fine preposto.

Sarebbe stato meglio forse diffondere nel proprio stato di Facebook direttamente questo link http://www.nastrorosa.it.
Oppure un bel video che in maniera rapida ed efficace illustra un caso di cancro al seno, sapete, come qualche traumatizzante video relativo al fumo.

Non ce l’ho mica con gli altri, alla fine ognuno adopera i suoi mezzi, e fa uso del sapere che possiede.
Ed a proposito di ignoranza… la prossima volta che qualcuno spara una frase acchiappababbei, di qualsivoglia tipo, mi raccomando eeehhh, se proprio dovete sparare la vostra… fatelo con sagacia!

South Park Facebook

South Park Facebook

Dovete assolutamente vederla!

No.
Non è la solita frase / consiglio della situazione, ripeto: guardatela!
Soprattutto se Facebook lo usate.

Vedrete che mi darete ragione.

Come l’ho data io all’amico che mi ha detto a sua volta che era fantastica!

Potete farlo in due modi:

1) Su MegaVideo: “Puntata South Park 14×03 Hai zero amici con sottotitoli in italiano”.
2) Sul sito ufficiale: “South Park Episode 14×03 You have 0 friends”.

(Cliccare su uno dei link sopracitati per vedere la puntata.)

Esatto, l’episodio in questione è il numero tre della quattordicesima serie e si chiama “You have 0 friends.”: hai zero amici.
Come stavo dicendo mi è stato segnalato da un amico.
Un amico che per l’appunto non spasima molto per Facebook e che si è ritrovato sicuramente a maggior ragione identificandosi nel protagonista della puntata, Stan.
Quest’ultimo non è interessato al famoso sito di social network.
Si ritrova alle prese con amici e parenti che lo fanno impazzire coinvolgendolo in varie situazioni assurde.

Ma non per tutti, poiché spesso accadono veramente!

Da notare la meravigliosa citazione al noto film Tron!
Per non parlare delle varie cose prese in giro in modo stupendo, tra cui Farmville!
O ancora meglio quando parlando di ChatRoulette!

Le varie storie si intrecciano tra loro e con la consueta ironia ci mostrano il concetto di turno sul quale riflettere: l’abuso di questo mezzo.

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pubblicita facebook

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La pubblicità che trovate solitamente alla vostra destra su Facebook non è male.
E’ un sistema che ricorda in parte quello di Google.

Non è invadente e cerca di mostrarti solamente annunci attinenti a ciò che potrebbe interessarti.
Le pubblicità vengono infatti mostrate in base ai nostri dati, le nostre azioni e così via.

Rispetto a Google abbiamo anche qualcosa di più in un certo senso.
L’inserzione del caso è dotata infatti di due possibilità: il noto “Mi piace” e una bella “X” in alto a destra con tanto di successiva select per indicare il motivo per il quale l’annuncio ci risulta indesiderato.

Non è per niente poco, poiché permette anche al creatore della pubblicità stessa, come a Facebook, di capire l’effettivo gradimento delle inserzioni nonché la vera qualità del sistema pubblicitario con i suoi meccanismi.

Internet migliora ad ogni modo la pubblicità poiché oltre a tener conto di quante volte viene effettivamente vista, si sa, e si paga nel caso, solo per gli annunci che effettivamente sono stati cliccati dall’utente.

C’è però un fatto fastidioso che personalmente insieme ad altre persone ho avuto modo di notare.

Che tu sia single o meno, tanto per fare un esempio sui diversi dati da cui pesca il sistema, ti può venire mostrato un annuncio dove la foto di una bella ragazza del caso, posta in pose e atteggiamenti provocanti, ti invita sostanzialmente a visitare un sito web di incontri e affini.

A me come a tante altre persone che conosco, certi annunci non interessano, anzi, ci disturbano anche perché, certo, amiamo la bellezza femminile, le ragazze sexy, ma il continuo vedere certe pubblicità, ci da un senso come dello sfruttamento di un certo tipo di immagine e di ignoranza.

Dunque noi, di buona volontà, premiamo la famosa “X” e scegliamo un motivo attinente al fatto che preferiamo non vedere quella data inserzione pubblicitaria.
Il problema sta nel fatto che nonostante questa operazione venga ripetuta numerose volte, le foto di belle donne sorridenti continuano ad imperversare alla destra del nostro schermo.

Allora, il punto qual è?
Se mai esiste un’opzione per evitare tutto ciò, evidentemente non è tanto intuitiva da trovare ed usare.
Se essa non esiste, viene da pensare che in effetti sarebbe meglio se ci fosse o che il sistema pubblicitario in questione può ancora far dei bei progressi.

Demi Moore

Demi Moore

Questo post è un po’ dedicato anche a tutti coloro che pensano che certi mezzi, nella nostra vita, debbano essere presi come boiate a priori.
Io continuo a pensare che ci voglia apertura mentale, intelligenza e cultura.
Ma il punto centrale rimane, al di là di tutto, l’uso che facciamo dei mezzi che creiamo.

Che sia un’auto, un telefono cellulare, un videogioco o un sito web di social network come Facebook, il punto rimane sempre l’uso che ne facciamo, non il mezzo in sé.

Se si esagera, se non usiamo nel modo giusto la testa, qualunque cosa diventa antipatica e nociva per noi e per gli altri.

Questa notizia, “Demi Moore fa il bis Salva un altro suicida grazie a Twitter”, è una delle tante prove che non solo vi può essere una grande utilità in certi mezzi se usati bene, ma come ovvio dovrebbe essere danno anche delle possibilità interessanti quanto importanti.

Per fare un esempio spicciolo, anche il cellulare, non è cosa di cui abusare.
Ma in buona sostanza, una volta se ti andavi a fare un giro tra i boschi e cadendo ti rompevi una gamba rimanevi forse lì, mentre dopo hai avuto la possibilità di chiamare qualcuno e far andare le cose in modo eventualmente bene diverso.

Non so, vi sembra poco?

Il succo è che bisogna aprirsi, riflettere, cercare di usare il cervello.