Donnie Darko Mad Wordl Scene Video

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Perché in altro modo non lo si potrebbe spiegare.
La risata di Donnie Darko alla fine del film esprime la sensazione più vicina possibile.
Se anche le raccontassi tutte scrivendo mille libri, come mi consigliano da anni, penserebbero che mi sia inventato tutto.
Lo ripeto, come un mantra, mentre le situazioni inverosimili della vita aumentano e seduto accanto di nuovo a “mille lei” osservo il cielo.
Se sapesse! Se sapessero! Se potessero sapere!
Ma come fai? E’ impossibile!?
Certe volte ci vorrebbe una macchina magica, un potere col quale quando tocchi la gente gli fai rivivere la tua vita, le tue sensazioni, la tua anima.
E invece spesso è il contrario, di tutta la realtà, alle persone che hai di fronte, solo una frazione di luce arriva nei loro occhi.
Di più, ciò che si forma è l’immagine di una persona totalmente opposta agli altri suoi lati, che sconosciuti rimarranno… quasi sempre!
Egoismo, falsità, opportunismo, luoghi comuni, paura, colonne portanti di una società dove tutti devono essere, ancora, per forza, migliori rispetto agli altri.
A volte si abbassano, spariscono e senza il bisogno di parlare, una melodia di intesa scorre ancora libera tra i corpi attraversando il silenzio della notte.
Per un attimo non ti trovi come sempre un attore da premio Oscar involontario, a cullare invisibilmente il tuo interlocutore, illudendolo di essere sul piedistallo più alto, dove lui è sicuro, o quasi, di poggiar fisso i piedi.
E si fa più chiaro, per un evidente, luminoso istante, lo scorrere naturale di ciò che è e che accade, senza gli ostacoli e le negatività che in genere ci accompagnano.

 

 

avatar occhio

avatar occhio

Sia prima che dopo che uscisse questo film, Avatar, se ne è parlato, parlato, parlato.
A me già quando ti tempestano da ogni dove col fatto che è una gran cosa qui, là, sotto e sopra, di già mi prende l’uggia, o meglio, mi fa l’effetto contrario, ovvero mi inizia a stare antipatico e mi fan venire voglia di non andare a vederlo.
Sarà un rimasuglio o una derivazione di carattere, sapete, tipo, noi bambini che, più ce le dicevano le cose e più si faceva il contrario.

Infatti, se non fosse che ci andavano dei miei amici e che volevo passare comunque la serata, non ci sarei andato proprio personalmente.
Avrei scelto altro, anche se per quanto mi riguarda il panorama è quello che è, sarà che più invecchi e più è difficile stupirti da un certo punto di vista, o semplicemente, gente che ne inventa di nuove ce n’è sempre meno.
E’ tutto un copia copia, pure qui, il che va anche bene, ma dipende da come… e qui, dai, insomma, a livello popolare han fatto abbastanza un bel puzzle, ma sempre derivazioni da altro già inventato rimane in linea di principio.
Beh in fondo, è difficile, creare dal nulla, se non a volte impossibile.

Ora, senz’altro qua c’è il fatto che, almeno per me, questo mi pare il primo film veramente in 3D, tutto, persone vere o non vere, tutto è in 3D, non è che ci son solo gli omini colorati come i puffi perché fatti al computer allora li vedi in 3D, no, ripeto, tutto.
Almeno io avevo visto per ora solamente cartoni animati sostanzialmente, se così li vogliamo ancora chiamare, perché ormai si fa quasi tutto in 3D al computer.
Ormai il confine è sempre più labile e poco manca che ci si debba documentare per sapere se un personaggio è finto o vero in ciò che stiamo vedendo.
Il che, non vorrei fosse preso come una critica, nel senso, è un percorso attualmente inevitabile quanto giusto, basta usarlo nel modo corretto e può dare grandi possibilità, come in questo film, per carità.

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