1dicembre

STORIA DEL GATTO

miacis 50 milioni di anni fa antenato del gattoIl gatto ha sempre avuto un certo fascino.

Se in Egitto era adorato come una divinità,la sua esportazione con la conquista dell Egitto da parte di Alessandro il macedone nel 333 a.c li fece perdere tutti i privilegi.

I macedoni,popolo bellicoso e pragmatico e con loro i fenici erano usi trasportare dall Egitto ogni specie animale.

Tra i primi acquirenti ci furono i greci che inizialmente non lo videro come un animale utile dato che per cacciare i topi usavano le donnole.Ma poi capirono che il gatto era piu adatto poichè rispettava  gli altri animali da cortile.

L’amore per il gatto nell antica grecia era solo favolistico ed estetico,in Grecia inoltre non esistevano problemi di topi.

Se la Grecia è stata la prima ad importarlo dall Egitto i romani lo conobbero piu’ tardi.

Il popolo romano infatti amava gli animali piuù grandi poichè ammiravanola loro potenza nelle battaglie o nei giochi e di conseguenza li consideravano simboli di potenza.

Tuttavia nelle loro conquiste li portavano con se e ciò a contribuito alla loro diffusione in tutta Europa.

 

Si ritiene che il suo più antico antenato sia il miacis e viveva nel miocene circa 50 milioni di anni fa.

Da esso 30/40 milioni di anni fa si evolsero due antichi mammiferi:l’hoplophoenus e il dinictis la cui differenza principale era la mascella e la dentatura piu piccola nel dinictis.Si presume che proprio da esso discende il puma.Ambedeue assomigliavano molto a grossi gatti.Il diretto antenato del gatto è lo smilodon,detto anche gatto con i denti a sciabola,più simile ad una tigre.

Esso comparve 25 milioni di anni fa,da esso nacque poi il titanhotheres e infine lo pseudailurus.Da esso 18 milioni di anni fa apparve il primo animale del genere felis da cui derivano tutti i gatti : l’acinoyx.Tra i 900000 ed i 600000 anni fa le foreste erano popolate dal gatto selvatico europeo che con le glaciazioni si spinse nelle varie regioni della terra riducendosi di taglia.

Le prime testimonianze scritte sul gatto risalgono al 2130 a.c in Egitto durantwe la undicesima dinastia,nel regno di Hotep 1 .Viveva allo stato selvatico e cacciava uccelli,topi e serpi che abitavano negli acquitrini .

Quando il Nilo straripava,una miriade di animali cercavano vita sulla terra e cosi il gatto li cacciava.

Nel 2000 a.c nel delta del Nilo nella città di Bubasti il gatto era celebrato alla dea Bastet venerata in un sontuoso tempio/palazzo.

Per la festa della dea i pellegrini portavano oggetti preziosi e i corpi imbalsamati dei loro gatti.

La dea era considerata signora delle danze,del canto e dell’amore,era raffigurata con la testa da gatta e spesso nella mano sinistra portava l’utchat un amuleto sacro con poteri magici.Tale amuleto si riproduceva nelle case e proteggeva da furti e malattie,veniva inoltre regalato agli sposi come simbolo di prosperità.

Nel tempio della dea circolavano più di cento gatti.

Anche il dio Ra si credeva che diventasse un gatto quando scendeva sullat terra.

Il gatto quindi era un animale sacro tanto che subiva rituali funebri identici a quello dell uomo.Sono state ritrovate tante mummie di gatti.

I geci iniziarono ad interessarsi al gatto solo dopo,quando si accorsero che cacciava meglio i topi rispetto alle donnole.

Erodotoscrisse che i mercanti presero molti gatti dall’Egitto causando vari incidenti diplomatici.

Nel 333 a.c con la decadenza della civiltà egizia il gatto perse importanza divina.Alcuni poeti lo descrissero con senso estetico.

Presso i romani non ebbe molto successo poichè come si è già detto essi preferivano animali di grosse taglie di cui ammiravano la potenza .

Le navi mercantili tuttavia commerciavano i gatti in tutto il bacino del mediterraneo.

Fu proprio dalle navi che apparirono i gatti neri spesso legati alla notte e quindi alle streghe.

Ancora oggi il gatto nero è ritenuto da molti portatore di sventure se attraversa la strada.

Tutte credenze che derivano da legende popolari oramai fortunatamente in disuso.

Stranamente durante gli scavi a Pompei non sono stati trovati resti di gatto e ciò fa pensare che essi si fossero messi in salvo durante il terremoto.

Nel 10 a.c Ottaviano scrisse un poema per la sua adorata gatta.

Nel medioevo il gatto purtroppo fu condannato ad essere una creatura cattiva.

Il medioevo come tutti sappiamo fu un periodo molto buio e critico per quanto riguarda anche le credenze religiose.Il gatto essendo un animale istintivo,non facile da ammaestrare fu considerato malefico,con i suoi occhi gialli fu visto come la creatura della notte,come il demonio in terra.Spesso le streghe al rogo dicevano di essersi accoppiate con i gatti che erano la personificazione di Berzebu’ o dei diavoli.

Nella notte di S.Lorenzo purtroppovi era l’usanza di bruciare i gatti vivi.

La donna che veniva vista con un gatto o che li accarezzava era considerata una strega e quindi veniva bruciata sul rogo o impiccata.

I gatti venivano quindi uccisi,trucidati,bruciati o impalati alle porte.

Successivamente quindi i gatti sparirono di circolazione ma ciò causò l’arrivo dei topi soprattutto con le navi mercantili.

I topi portarono la peste.

Fu durante il rinascimento che il gatto iniziò a riguadagnare fiducia come animale da compagnia.

In Francia e Inghilterra divenne una moda possedere un gatto.

Leonardo da vinci dedicò molta attenzione agli studi di tale animale.

Nelle opere religiose tuttavia il gatto è ancora raffigurato come essere demoniaco,mentre nelle altre opere viene ancora raffigurato come un cacciatore e mai vicino all’uomo.

Purtroppo restano vive ancora molte credenze medievali,e spessso il gatto è una pietanza in banchetti.

Con l’aumento delle pestilenze a metà del quattordicesimo secolo aumentò la stima verso i gatti che cacciavano i roditori ossia i portatori di tali malattie.

In alcune zone uccidere il gatto divenne un reato punibile.

Dagli inizi del sedicesimo secolo si iniziò ad apprezzare le razze provenienti dall’oriente come il sacro di Birmania,il siamese e il burmese.

Il gatto raggiunse l’oriente grazie ai grossi scambi commerciali che vi erano soprattutto con la Cina.

In India venne venerato con il nome di Sasti e considerato simbolo della maternità.

In Giappone venne considerato un animale imperiale e gli vennero date attenzioni regali.

Il gato a pelo lungo comparve in Europa solo dopo il 1500.

Le sue origini sono controverse poichè ci sono diverse teorie,c’è chi dice venga dalla Cina chi dalla Turchia.C’è chi dice che vivesse nelle zone fredde chi dice che sia una mutazione avvenuta in una piccola popolazioni di gatti isolati.

Gli inglesi crearono degli ibridi incrociando i gatti a pelo lungo con gatti persiani.

Fu nel romanticismo che il gatto iniziò ad avere il ruolo di animale da compagnia,soprattutto nelle città presso le famiglie con livello culturale più alto,o scrittori o artisti.

Nelle campagne il gatto ha sempre il ruolo di cacciatore.

Nell illuminismo fortunatamente il privilegio della ragione portò all’abbattimento delle credenze malvagie create sul gatto,il gatto iniziò ad essere lodato per le sue qualità e la sua bellezza.

Nel 1870 ci fu la prima mostra di gatti in Inghilterra e fu proprio dopo quel periodo che nacquero le prime associazioni per proteggere questo animale.

Il gatto è sempre stato associato alla donna.Per molti esiste un binomio tra i due.Molte donne hanno perso la vita per legarsi al gatto essendo viste come streghe.La donna poi si ritiene sia più sensibile dell’uomo e più portata ad istinti di protezione.Spesso una donna senza figli o una donna anziana colme i vuoti con il gatto.Oggi si ritiene che l’accarezzare il mantello del felino abbia benefici psicologici ed è considerata quasi una terapia.

Inoltre il gatto ha lo stesso carattere delle donne: istintivo,spesso geloso ma se lo si ricopre di moine e coccole si addomestica subito!.

Inoltre il suo mantello dal pelo lucido e le sue linee agraziate ricordano le linee della donna.

Vediamo pertanto l’importanza  e la ricchezza di significati che tale animale ha assunto in tutti questi anni.

Ancora oggi purtroppo molti di questi animali vengono abbandonati come succede anche a molti cani che vengono lasciati sulle strade e abbandonati a se stessi soprattutto nel periodo delle ferie estive.Per questo esistono molti canili e associazioni a protezione di tali animali quali l’empa,l’ oipa l’asam e moltissime altre.

Se sappiamo prenderci cura di questo animale ci rendiamo conto che esso ci porterà molta gioia.

E poi guardiamo queste foto,non sono simpaticissimi i gatti???io dico di si.

 

 

 

In questi giorni mi sono data alla lettura di libri che sono in fondo testimonianze di un mondo a noi sconosciuto,un mondo fatto di brutalità,di violenza,in cui anche i gesti piu semplici come il camminare il rivolgersi alle persone sono impossibili.

In particolar modo mi hanno colpito due libri: bruciata viva di Suad e schiava di Zeina.

Il primo libro racconta la vera storia di questa ragazza Suad che viene bruciata dalla famiglia.In un paese dove i matrimoni vengono combinati dalle famiglie e in cui l’onore è tutto Suad conosce e si innamora di un ragazzo,fidandosi di lui che le promette di sposarla chiedendo la sua mano Suad si lascia travolgere dalla passione e dall amore e resta inicinta.Impaurita chiede al ragazzo di affrettarsi nel chiedere la sua mano poichè ha paura che i genitori scoprino “il fattaccio” lui le dice di star tranquilla ma dopo qualche mese scappa e la lascia da sola.Nel nostro paese una ragazza che rimane inicnta viene incoraggiata a partorire e di solito viene comunque aiutata dai genitori e dai familiari,invece per Suad avviene tutto il contrario.Appena la sua famiglia si accorge della pancia che si gonfia complottano di ucciderla poichè con la sua gravidanza la ragazza ha infangato e disonorato la famiglia.Cosi un giorno il cognato di Suad si avvicina a lei ridendo mentre lei faceva il bucato e con una battuta le indica il ventre ingrossato.Suad le sorride timida ma ad un tratto sente un forte calore adosso poichè il cognato tenta di rovesciarle benzina addosso.Suad inizia a correre con il corpo che prende fuoco mentre il suo assassino se ne va credendo di averla finalmente uccisa.Suad viene trovata e portata di urgenza in un ospedale.Il suo corpo è tutto comletamente bruciato lei è in coma.Le infermiere la trattano male lavandola e staccandole la pelle bruciata con indifferenza quasi la considerassero una svergognata.passano i mesi e Suad ha la vista annebbiata solo un giorno si accorge di avere qualcosa di bagnato tra le gambe e vede un batuffolo che si agita tra le sue gambe,senza accorgersene  aveva partorito suo figlio che le viene subito portato via.Nel frattempo la madre di Suad scopre che lei è ancora viva e va a trovarla in ospedale.Ci si aspetterebbero delle scuse o degli abbracci ma invece la madre le lancia un sacco di accuse e di offese dicendole che la famiglia è stata disonorata che lei e suo figlio sono il peccato vivente e la invita a bere un veleno Suad sta per bere ma viene miracolosamente fermata dal medico che scaccia via la madre.Infine una donna inizia a prendersi cura di lei la porta in un altro paese e le fa conoscere i suoi diritti col tempo Suad riesce a riprendersi il figlio e si innamora di nuovo,si costruisce una nuova vita e ha altri figli.

Una storia simile è quella di Zeina una ragazza che vive in francia ma segue la religione islamica.Nella sua famiglia viene sempre abituata a pregare ogni giorno ma nonostante tutto cammina libera e fiera e este all occidentale.Nonostante questa libertà iniziale sa che dovrà trovare presto un marito a cui dovrà ubbidire Zeina si innamora di un giovane che prersto richiede la sua mano.Lei è felicissima e accetta subito di sposarlo.Col marito inizialmente escono insieme e frequentano gli stessi amici finchè un giorno tutto crolla il marito inizia a frequentare amici diversi fanatici dell islam che inculcano a lui nuove idee.Il marito inizia ironicamente a lodare le altre donne,quelle “perfette e pure” che indossano il velo e cerca di far di tutto per convincere Zeina a metterlo ma lei non vuole.Allora il marito inizia ad essere violento e picchiarla,gli monta cavalcioni colpendola forte sulla mascella fino a farla sanguinare la tira per i capelli anche di fronte a loro unico figlio.Zeina si convince a portare il velo.Ma il velo non è altro che la prima tappa verso la prigionia.Dopo di esso infatti il marito non si accontenta e con la forza la costringe a indossare l’ijab,un abito lungo con pantaloni sotto e il velo simile al burqa.Zeina non respira,di estate suda terribilmente e all inizio inciampa sempre.Le violenze in casa continuano e lei non ha amici con cui confidarsi ma conosce solo persone musulmane che anzi la lodano per il suo abbigliamento puro e cast.Le viene proibito di uscire,di lavorare,di leggere puo’ solo andare a prendere il figlio a scuola.Anche in casa è costretta ad indossare questo abbigliamento poichè qualcuno potrebbe suonare alla porta ed eccitarsi nel vedere anche un centimetro di pelle nuda e quindi lei deve stare perennemente coperta pure le mani vengono coperte da guanti.Finchè un giorno sul pianerottolo di casa si scioglie il foulard senza accorgersi della presenza della vicina di casa che la osserva.Quando la donna si accorge dei lividi e le tumefazioni nel suo volto la porta con se e la invita a sporgere denuncia,le parla della violenza domestica e dei suoi diritti.Zeina fin ad allora non sapeva di avere diritti ma solo doveri.Grazie a questa donna riesce ad avere in custodia il figlio e rifarsi una nuova vita.

 

Questi libri mi hanno portato molto a riflettere su come vivono queste donne in paesi brutali dove la donna è vista come un animale,come l’oggetto del peccato che istiga la sessualità dell uomo.Per tale motivo la donna deve essere completamente coperta,In una parte del libro addirittura il marito di Zeina la picchia dicendole che nonostante lei fosse tutta completamente coperta(anche in piena estate) le si intravede dal tessuto la forma delle spalle e cosi la invita a portare tessuti più pesanti che nascondono ogni forma.Anche le maniche di pantaloni e abiti hanno dei lacci per restare strinte ai polsi e alle caviglie cosi da non mostrare la pelle nuda nell alzare le braccia.Quando Zeina toglie il velo la luce la acceca e non riesce a guardare dritto a se poichè per anni camminava a testa bassa,le ci vorrà un mese prima di abituarsi.Per noi sembran cose impossibili,non ci si immaginerebbe nemmeno che migliaia di donne vengono picchiate ogni giorno solo per aver osato alzare lo sguardo,o per aver rivolto parola ad un estraneo o per aver mostrato il collo nudo.Non ci si immaginerebbe che una madre invita la propria figlia  bere veleno e uccidersi solo perchè è rimasta incinta,non si penserebbe nemmeno che un uomo abbia la forza di lanciare acido ad una donna fino a sfigurarla.M purtroppo tutto ciò avviene sempre in Afghanistan,pakistan,Iraq ecc…

Donne che fin da bambine vengono istruite solo a far le serve degli uomini,donne che non hanno diritti ma solo doveri.Nonostante ci siano associazioni come RAWA in protezioni di tali donne questi avvenimenti sconvolgenti continuano ad esserci e il paradosso è che nel nostro mondo occidentale molte persone sono ignare o se ne fregano di ciò che succede in questi paesi.Ma io credo che tutti noi abbiamo una coscienza,un anima che deve essere spinta ad osservare.Siamo tutti donne,noi e loro,abbiamo tutte gli stessi diritti noi e loro,siamo tutti essere umani noi e loro.Ed è per questo che dobbiamo lottare perchè siamo donne e non animali.

Stavo osservando una mia collega,che è anche mia parente.

Ha una casa bellissima da far invidia anche al papa,i soldi non le mancano,ha un marito che lavora e guadagna bene, e soprattutto una bella figlia di 2 anni.Bionda come un angelo con gli occhioni azzurri.Cosa le manca??

Il lavoro.

Qusto è un problema che vedo sempre con piu’ frequenza,mamme che invece di dedicarsi alla famiglia preferiscono la carriera.

Non ho niente in contrario con le mamme che lavorano per aiutare la famiglia a mantenersi.Anzi secondo me devono essere stimate e lodate perchè non è facile per una donna lavorare,ordinare la casa,crescere i figli e cucinare per tutti.Sono più lavori in uno.

Ma non sopporto (e scusatemi se mi permetto)le donne ricche che fanno i figli e li trascurano,o se li portano a giro per gli uffici.

Questa mia collega in questo preciso istante si sta occupando dei pagamenti e sua figlia è qui con noi la teniamo un pò per uno,che cerca difarla disegnare,chi le regala un evidenziatore,chi un foglio e delle biro per scrivere.

Tuttavia la bambina ogni tanto piange e vuole la sua mamma che con non chalance continua imperterrita il suo lavoro affidando la bimba ai colleghi che oltretutto devono lavoare pure loro.

Io ancora non sono mamma ma credo che fare un figlio non è un gioco ma una scelta di vita,credo che non si posson fare bambini per poi lasciarli soli in asili nido o dai nonni.

Ripeto se una famiglia è messa male economicamente posso capirlo ed è giusto che anche la donna dia una mano al marito,m se non c’è bisogno perchè lasciare il bambino per il lavoro?

Il bambino ha bisogno di avere i genitori vicino,di essere amato e giocare.Già il padre lo vede solo la sera se non vede nemmeno la mamma che modello di famiglia percepisce?

Io fossi la mia collega starei nel giardino a giocare a palla con la figlia,andrei  a giro per i campi,o a far shopping con la bimba,a trovare le amiche.

Riempirei la casa di pennarelli,acquarelli,cere,giocattoli e giocherei con lei.

Invece eccola qua quella bimba col muso lungo che sorride ogni tanto a noi,ecco che gli uffici si riempiono di strilli e pianti,ecco una bimba che giustamente vuole giocare e non può.

Ecco poi la collega che esce dal lavoro prende la bimba come fosse un macigno di 100 kg e dice “Eee meno male esistono le nonne”

Ma come si fa i figli per lasciarli ai genitori anziani?ma è rispetto?