depeche mode oberkorn youtube

“Ma come faremo con i silenzi, i brevi contatti che dicono più di mille parole?”
“Bisogna ricordarci che il dolore è misura dell’attaccamento.”
“Seminare pezzi di cuore nel cuore delle persone che amiamo, lasciando che fiorisca e dia frutti lontani. Di cui non sapremo.”

Un mix di frasi che ho letto e  di musica che stavo ascoltando.
Mi sono piaciuti e li ho associati insieme sul momento.

Il post da cui sono tratte le frasi, dal giornale Il Fatto Quotidiano, è il seguente:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/22/figli-e-migranti-un-altro-amico-se-ne-va/822949/

La musica è Oberkorn, dei Depeche Mode.
Per vedere il video ed ascoltarla cliccate sull’immagine.

facebook user disapproval

Sebbene su Internet le informazioni in proposito siano già numerose, mi ritrovo spesso a spiegare ad altri come capire se un profilo Facebook è falso.
Nonostante sia la fine del 2013, è normale che non tutti siano esperti di certi argomenti.
Ho dato una breve lettura ad alcuni dei post già presenti in rete, ma molti non mi sono piaciuti. Trattano l’argomento in modo troppo lungo, troppo sintetico, troppo banale, o semplicemente si trovano su siti web che sembrano alberi di Natale decorati da pubblicità e quant’altro.
Vi darò quindi di seguito un sunto breve dei punti essenziali tramite i quali riconoscere gli utenti falsi su Facebook.
Lo confesso, non avrei dovuto, ma in passato a volte li ho aggiunti apposta per divertirmi alle loro spalle.
Non si mettono infatti a verificare se chi aggiungono, per esempio, ha creato il primo sito web simile a Facebook nel 2002.
D’altra parte nella vita da sempre va così: a coloro che vogliono fare i furbi tocca poi realizzare che le persone realmente capaci sono in realtà quegli insospettabili ai quali attribuivano facilmente le caratteristiche opposte.

Per capire se chi ci manda la richiesta di amicizia su Facebook è un utente falso dovete esaminare alcune caratteristiche del profilo. Alcune di esse sono un segnale praticamente certo che si tratta di un falso, mentre altre possono essere attribuite anche ad utenti reali.
Se chiaramente ne osservate un numero sufficiente allora diventerà quasi banale rendersi conto di non aver di fronte una persona reale.

Per lo più i profili falsi sono ovviamente delle belle donne, ma possono essere anche uomini. Spesso hanno solamente la foto profilo che rappresenta una persona, ma non è detto, perché ci sono utenti reali che fanno lo stesso o che addirittura non pubblicano foto che li rappresentano.
Stessa cosa vale per il fatto che ogni foto non li rappresenta, ma riguarda un evento o altro.
Se invece nelle poche foto che li rappresentano riconoscete una persona diversa, sebbene simile, ad esempio diverse ragazze more che in realtà non sono la stessa persona, oppure, le foto sono tutte molto piccole, allora quasi sicuramente è un falso.
Tra parentesi, per chi non lo sapesse, e sono molti: fingersi un’altra persona o usare foto altrui può portare in sintesi la polizia a farvi “toc toc” sulla spalla.
Ve lo posso dire chiaramente, dato che in passato per utenti falsi presenti sui siti web miei simili a Facebook l’ho aiutata come prevede il copione.
Spesso gli utenti falsi hanno migliaia e migliaia di amici, magari stanno al limite imposto di 5000, poiché la persona o l’azienda che crea il profilo falso ha sovente lo scopo di avere una lista di contatti più ampia possibile da sfruttare ai fini di marketing e pubblicità.
Anche questo però non è detto, poiché anche persone reali hanno per svariati motivi migliaia di amici.
Un’altra caratteristica saliente dei profili falsi è la sospetta inattività sulla loro bacheca, a parte eventi o altro pubblicato appositamente e soprattutto tante persone che ringraziano per aver avuto l’amicizia. Questo connubio li distingue dagli utenti reali che comunque scelgono di non pubblicare quasi mai niente sulla loro bacheca.

C’è chi suggerisce di usare programmi software per analizzare in automatico il vostro Facebook alla ricerca di falsi, ma personalmente eviterei e mi affiderei al buonsenso vostro e a quello di Facebook stesso.
Da notare infatti che Facebook attualmente verifica alcuni profili e pagine ufficiali di persone o aziende famose, mettendo poi nel loro profilo un apposito bollino blu.
Un’altro stratagemma accessorio è quello di cercare su Google nome e cognome, nick o le stesse immagini, usando Google Images e caricando ad esempio la foto profilo sospetta.
Questo processo può aiutare, ma non è detto porti ad un risultato sicuro e per questo va usato col dovuto criterio.
Ponete attenzione in quanto tra i possibili scopi di un utente falso non vi è solo la pubblicità, il marketing o lo spam. Vi sono anche, per fare altri esempi, coloro che vogliono spiarvi o addirittura chi vuole prendere possesso del vostro profilo, magari sfruttando il meccanismo degli amici fidati.

Quindi, prima di dare l’amicizia a chiunque su Facebook, cercate di verificare con chi avete a che fare in relazione alla filosofia che adottate in proposito.
Ricordate inoltre che la privacy su Internet e in special modo su Facebook è una mera illusione riguardo la quale al massimo ci si può tutelare con meccanismi di prevenzione che funzionano solo con chi è sufficientemente ignorante o impotente.
Sull’argomento scriverò eventualmente in modo più accurato in futuro, comunque sia, se volete quindi che qualcosa non venga saputo o visto da qualcuno allora non lo pubblicate su Internet a priori, oppure, meglio ancora eventualmente, tenetevelo per voi e portatevelo fino alla tomba.
Questo è e rimarrà l’unico modo, su Internet come nella vita.

 

 

Avviso di malware da Google Chrome

Facciamo un giochino: non faccio nomi.
Sebbene, ve lo dico, si possa facilmente arrivare a tutto.
Eh. Ma se no, che divertimento c’è, via.
Per ogni cosa c’è un motivo. E fra l’altro, visto che questa sembra essere l’era in cui fare gli pseudo sagaci da quattro soldi va di moda, che sia o meno sull’onda di serie TV del caso in puro stile Doctor House, sto iniziando a pensare di scendere in campo, o meglio, per certi versi, tornare, anche io.
Così “ci si diverte”. Eh. Perché in genere sappiate, che con me in determinati casi, “ci si diverte parecchio”.
Nel frattempo, come si vede, “torno” a scrivere.
Ed ecco dunque la fantomatica vicenda del caso.

Giorni fa, durante il mio consono, nonché giornaliero tour dei siti web dei giornali, o se volete, dei giornali on-line, mi metto a leggere un post.
Sì, perché oggigiorno lo sapete, sul medesimo sito web del giornale di turno, potete trovare i vari blog tenuti da giornalisti o meno. Così, post e articoli convivono.
Niente di nuovo, alla fine. Probabilmente una mera ed ovvia estensione del fatto che i giornali scompariranno e diventeranno contenuti fruibili tramite Internet.
Nota bene: non vi passi mai per la capoccia che io sia contro, anzi, sto sul versante opposto in genere. Ebbene sì.

Ma ecco che, dopo poco che sto leggendo quel post già mi annoio, perché di post veramente interessanti, almeno per i miei gusti, ce ne sono pochi, l’ammetto.
Come ammetto che adoro sapere chi è che scrive.
Insomma, sì, se c’è vado a leggere il profilo sul sito web, e spulcio tutto ciò che posso e fin dove mi va.
Non so, credo che comunque abbia una sua utilità sapere chi è che scrive, o forse sarò solo io un curiosone!

Nel caso specifico accade che la persona che scrive dica di avere anche un blog.
Mi ci tuffo subito a pesce! Ma l’entusiasmo si trasforma subito in un misto di scocciatura, stupore e delusione. Frullati un po’ insieme alla meglio.
Questo perché Google Chrome, il browser che al momento prediligo, non mi fa vedere il sito web del blog.
Motivo: no, non è che Chrome non funziona, semplicemente mi avverte che se visito quel sito web potrei prendere un malware.
Per dirla in soldoni: occhio che se visiti quel sito il tuo computer può prendere dei virus, quindi è meglio se non lo vedi.

No. Non penso sia una scocciatura, un tale avvertimento. Anzi. Penso sia una cosa utile “per il popolo”.
Ma il punto centrale di tutto, ma proprio di tutto, non è questo.
E’ che con la gente, in generale, un po’ come un’azienda o un commerciante coi clienti, ci fai una figura misera, se dici a zonzo di avere un blog, magari su un quotidiano on-line tra i più gettonati e poi, in qualche modo c’è qualcosa che non funziona.
Sì sa bene oggigiorno che ogni minima pecca viene fatta risaltare e circolare alla velocità della luce, o meglio, di Internet.

In questi casi l’orticaria, nonché l’istinto di aiutare il prossimo, per dirla bene, mi assalgono.
E così, in qualche modo riesco a contattare chi ha scritto il post, nonché proprietario del blog in questione, per avvertirlo del fattaccio.
Nota bene: con altri browser, quali FireFox o Explorer, magari il problema non si verifica, ma questa, non è una cosa bella, anzi, perché se vi prendete il virus del caso poi vi girano solo le palline.

Nel caso specifico Google segnala che in realtà, non è propriamente il sito web in questione, il blog, a contenere il malware del caso, ma lo evidenzia come pericoloso, in quanto integra al suo interno dei contenuti che fanno parte di un altro sito web, ed è quest’ultimo, per Google ad essere un noto “puzzone spargi cacca”.
Il blog, che tra l’altro è stato fatto su uno dei tanti servizi automatici per creare siti web prefabbricati, ha infatti solo la colpa di contenere al suo interno traccia del sito “spargi cacca”, che a sua volta par essere una sorta di “raccoglitore di feed casalingo de noaltri”.

Ebbene, la morale semplicemente è, che tu sia pinco pallino col sito web della macelleria sotto casa che non s’encula nessuno o che tu sia un personaggio noto che scrive su un blog per un giornale famoso, fai le pulizie di casa!
Ovvero, basta poco oggi per tenere in buona salute un sito web.
E’ vero che il tempo manca sempre, che abbiamo voglia di fare altro e blà blà blà nonché riblà!
Capita anche a me, come capita a tutti, ma come per le pulizie di casa basta un attimo ogni tanto.
Quel poco d’attenzione, sicuramente proporzionato a seconda del caso, che ti evita di fare figure relativamente tristi. Perché la verità è questa: se vuoi essere presente on-line, devi curarla questa presenza. E’ la tua estensione dal mondo reale a quello virtuale.
E che tu sia uno sconosciuto, un personaggio famoso, il negozietto o una grossa azienda, c’è poco da fare, verrai giudicato anche per quello, per il tuo sito web, la tua pagina su Facebook e via dicendo.
Quindi, tieni di conto di questo fatto e fai attenzione a ciò che hai on-line in proporzione alle tue esigenze ed ai tuoi desideri.

Ricorda che, far trovare un sito web brutto, vecchio, che funziona male o addirittura che appunto può trasmettere dei virus informatici, non è certo un bel biglietto da visita.
Le persone sono sempre più frettolose e impietose di fronte a certe cose, soprattutto verso il mondo on-line. Alla prima cosa che non va spesso deviano su altro o ti bollano automaticamente ed istantaneamente comunque come qualcosa da scartare.
E purtroppo una volta che ci si è fatti un nome, che si è fatta una impressione, è sempre dura far cambiare opinione.

Gli attuali siti web, o per lo meno quelli di un certo tipo, sono quasi tutti basati su sistemi automatici preconfezionati.
Verifica quindi che tutto sia apposto nel sistema o nel servizio che usi e fai gli aggiornamenti del caso se necessario.
Vedrete che è come per ogni altra cosa, basterà un po’ di manutenzione ogni tanto.
“Lo so, lo soo, lo sooo!”, come dice il buon caro vecchietto nel film Cloud Atlas.
Che per me rimane il personaggio migliore e che adoro citare.
Mi sono dilungato, ma in verità ci sarebbero molte altre cose da dire in proposito a questa vicenda. Le dirò, forse, in altri futuri post. Vuoi anche per proteggere gli ignari protagonisti.
Così si potrebbe dire. Almeno per ora. Amen!