google adsense money

Qualche settimana fa mi arriva una delle tante email riguardanti questo blog, sul quale effettivamente non scrivevo da qualche mese.
Si tratta del team di Google AdSense, ovvero della pubblicità che potete vedere anche adesso su questo sito web.

Per chi non sa come funziona è presto detto. Se avete un sito web, un blog, potete metterci della pubblicità.
Se chi visita il sito ad esempio clicca sulla pubblicità voi guadagnate, sì, anche mentre state dormendo.
Ci sono tanti sistemi e tante aziende, questo è solo uno e quello di Google, ovvero Google AdSense è uno di quelli più usati.

Ma torniamo, per così dire, a nosotros!
Ogni tanto Google cambia delle regole.
Regole che riguardano il motore di ricerca, regole che riguardano anche la pubblicità.
Mi scrivono quindi per dirmi che, secondo le nuove regole, su questo mio sito ho delle pagine che le violano.
In particolare diciamo che si parla di linguaggio ed argomenti non adatti ad un pubblico non adulto.

Maremma miseria! Penso io, va bene che dicono sia bravo pure con quelle, ma che abbiamo scritto storie hard senza che ce ne rendessimo conto?
No. Loro, per fortuna, almeno un esempio te lo scrivono, così riesci a capire un po’ meglio di che van cianciando.
Ti citano una pagina (sì, le altre scopritele da solo) tra quelle che, se non rimuoverai entro tre giorni, causeranno il blocco da parte loro della pubblicità e quindi… ciao ciao soldini che arrivano in banca.
Che siano per sostenere le spese del tuo sito, pagarti la pagnotta o che altro.

Ebbene, quella mattina di inizio 2008, il nevischio lentamente riempiva l’aria, mentre nel silenzio passeggiavo pensando per viale Morgagni, Firenze.
Entrando all’università dissi ai miei amici qualcosa del tipo… “Ce l’ho!”, l’idea per fare un blog carino, e da lì ci unimmo a scrivere.
Nel tempo poi c’è chi è uscito dal progetto, chi vi è entrato, c’è gente che mi ha cercato, che ci ha scritto per ringraziarci, ed il sito ha preso, in quanto ad argomenti, una piega più a 360°.
Il fulcro sul quale però partì tutto fu quello di parlare di ciò di cui eravamo stanchi.
Ciò che non andava nella società, che ci faceva ormai schifo e che riempiva oramai anche i giornali in modo per noi assurdo.
Eravamo concentrati sul protestare riguardo tutta la monnezza che trovavamo… nudità, notizie inutili e scritte male, volgarità,  programmi televisivi assurdi, nonché la presenza di gossip in modo esagerato sui giornali.
Da me e dai miei compari furono scritti così svariati post che prendevano in giro e cercavano di far riflettere su determinati argomenti.
Lo facevano spesso con un linguaggio forte ed irriverente e questo, insieme agli argomenti trattati fa storcere il naso alle nuove regole della pubblicità di Google.

Qui vi debbo far un’altra parentesi del caso.
Dovete sapere che questo tipo di pubblicità è basata su molte variabili, tra cui la lingua col quale è scritto il testo presente sul sito web, l’argomento trattato e così via.
Ognuno poi ha la sua politica del caso, filosofica, commerciale… soprattutto commerciale chiaramente.
Nel caso specifico, Google oltre a non trattare, giustamente, siti che riguardano vendita di armi e droghe, per esempio, non si occupa del settore di siti hard e compagnia bella.
Il succo è che l’annuncio pubblicitario compare in relazione a ciò di cui tratta la pagina che lo mostra.
L’argomento della pubblicità deve essere coerente con quello dell’eventuale post scritto da tizio.
Per esempio se parliamo di automobili in Italiano, avremo degli annunci che riguardano il medesimo argomento o argomenti ad esso collegati, nella medesima lingua.
Avremo qualcosa che vuole, aiutare, tra molte virgolette il visitatore del sito web, perché solo su quest’ultima frase ci sarebbe molto da discutere.
Nella teoria, in questa nuova ottica internettiana che abbiamo iniziato a vivere, è l’utente che cerca i prodotti o i servizi di cui necessita.
La pubblicità può suggerirli, ma non deve essere né fuori luogo, né disturbare il cliente del caso.
E su questo, almeno per me, non v’è dubbio che sia tutto molto ragionevole.

Fu così che nell’arco dei tre giorni imposti da Google mi ritrovai a cancellare diversi dei primi post scritti dai miei compagni su questo sito.
Certo, un po’ scurrili per così dire, ma efficaci, se pensiamo che a volte ci han scritto delle mamme per ringraziarci.
Perché determinate persone, tanto per fare un esempio, son state confortate dal vedere che anche noi “vomitavamo” come loro su cotante manifestazioni di idiozia ed ignoranza.
C’era chi addirittura voleva far leggere i nostri scritti alla figlia per vedere se smetteva di guardare certi programmi spazzatura in tv.
Mea culpa, individualmente dirò sempre, per avere un tempo contribuito io stesso a tali programmi televisivi in prima persona, ahimé nel vero senso della parola.
Però vedete, la differenza è tra il vivere ed imparare qualcosa magari evolvendosi ed il picchiare invece per tutta la vita negli stessi muri senza mai rendersi conto.
Argomento non banale!

Cercando di vedere i lati positivi di questa faccenda pure io ho riflettuto, mentre cancellavo i post del caso nella speranza di essere graziato da Google.
Per quanto sia quasi sicuramente un atto legato al profitto, e abbia pensato che non si poteva più dire quello che si voleva, che mi sembrava una forma di censura, il fatto di evitare che i minori avessero accesso a contenuti che trattano determinati argomenti o che usano un determinato linguaggio, fosse un’ottima cosa.
Un piccolo sforzo nel voler migliorare una probabile eccessiva libertà, poiché su Internet bene o male, “tutti possono vedere tutto” e quindi anche un bambino si può ritrovar davanti qualsivoglia cosa, positiva o negativa che sia.
Possiamo elogiare Internet all’infinito, sono il primo, la società cambia, certo, ma dobbiamo anche darci delle regole di buon senso civile, da questo credo non scapperemo mai.
Il fatto di voler evitare che un bambino si ritrovi sullo schermo un contenuto non appropriato, al momento è forse una battaglia persa, i cui fattori sono molteplici, ma non è affatto detto che in futuro non si possa migliorare la situazione con un maggior controllo.
Dobbiamo lottare sempre per migliorare le cose, per far valere dei sani principi, in fondo, registri linguistici sarcastici o meno è stato questo l’intento su cui nacque questo stesso sito.