Ho appena letto su un giornalino dei padri bianchi diverse cose curiose sull’Africa che non sapevo.La prima è che in Africa si ha paura degli spiriti dei morti e di conseguenza quando muore un parente si deve far di tutto affinchè dall’aldilà lui non ci mandi malocchi,pestilenze,siccità ecc…Per questo molto spesso si creano bare bellissime per il defunto talvolta ricordando ciò che lui era in vita,Ad esempio se esso era un pescatore si ha la bara a forma di pesce,se era un religioso a forma di bibbia,se un camionista a forma di camion e cosi via.Si tiene conto inoltre dei colori e del vestiario per il defunto,si arrivano a spendere cifre assurde a volte lo stipendio di un intero anno di lavoro,ma la paura che il defunto si ribelli nell aldilà vale questo prezzo.Incredibile eh?.

Un altra curiosità è che in Ghana i negozi tramandano messaggi biblici e la storia di Gesu.Si ha quindi l’estetica viva Gesu,il lattaio “Dio è qui” ,il calzolaio “credi e sarai salvato ecc…

Anche per i trasporti vale la stessa cosa,in molti taxi non si legge l’insegna taxi ma “Dio consola”,le stazioni hanno nomi biblici.

Addirittura al posto del simbolo della benzina si ha una goccia rossa che ricorda il sangue di Gesu sulla croce.

Sui camion oltre alla targa si trovano versetti dei vangeli.

Un altra particolarità sta nei vestiti che parlano,ossia sul fondo del vestito vengono scritte frasi a seconda degli stati d’animo.

Quindi la scelta del vestito non si basa dal colore o dal modello ma da quello che vi è scritto sopra.

Fast Food Nation

Fast Food Nation

Se amate i fast food come il McDonald’s, non guardate questo film: potreste non tornarci mai più.
Ma se invece avete coraggio allora guardatelo, vedrete che sarà istruttivo.

Certo ve lo dico, riderete poco, nonostante alcune parti e alcuni personaggi siano comunque presentati volontariamente in chiave leggera.
Anche il trailer, che potete vedere cliccando sull’immagine, sembra relativamente tranquillo e non rende poi alla fine l’idea.

Non pensiate sia comunque un horror o che altro, le parti diciamo “toccanti” sono state comunque limitate.

A me è capitato di vederlo qualche tempo fa in televisione su La7, anche perché per gli altri canali c’era da spararsi.
Quello che ho pensato alla fine?
Beh, son rimasto piuttosto triste, colpito, e con una risata tragicomica ho detto a mia madre, che sapeva che ero a vederlo in salotto:
“Se prima mi stavo dando da fare col mondo vegetariano, dopo questo film la voglia di mangiare carne m’è passata ancora di più… mamma mia…”.

Ora, il discorso in questa sede è inutile che si proietti su certi argomenti come appunto il vegetarianesimo.
Del resto il film non tocca l’argomento, e non è dedicato né al McDonald’s né ad altre famose catene di fast food come Burger King o chi altro.
Il tema centrale è il meccanismo complessivo che sta dietro ai fast food, le loro catene, l’economia coinvolta, la produzione della carne, che viene poi consumata nei famosi panini hamburger del caso.

In particolare, ed ovviamente, il titolo del film “Fast Food Nation”, che è tratto dall’omonimo libro best seller  “Fast Food Nation”, si riferisce agli Stati Uniti d’America.
Che poi si possa rapportare il tutto al resto del mondo e collegarlo con vari temi quali: politica, economia, immigrazione, ecologia e quindi inquinamento, alimentazione vegetariana o meno… viene tutto di ovvia ed eventuale conseguenza.

Il panorama che ci viene mostrato da questo film viene tessuto via grazie all’intrecciarsi di varie storie relative a diversi personaggi.
La progressione è lenta ed inesorabile, verso una fine che lascia per forza di cose il segno.

Vi partecipano anche attori / personaggi relativamente famosi, come Bruce Willis e Avril Lavigne.
Quest’ultima devo dire non l’avevo riconosciuta, mentre il primo in sì.

Cosa aggiungere?
So che molti di voi sono lì a fare i puzzosi storcendo il naso e pensando di essere migliori degli altri per forza di cose, come è ovvio che sia.
So che sono argomenti antipatici, che non è un film comico degli anni ’70 o qualsiasi altra cosa leggera e piacevole.
Ma io, posso soltanto consigliarvi, come per tante altre cose, di prendervi un attimo, e dedicarlo a qualcosa che sicuramente farà riflettere, tra cultura e sentimento.

Dopo di che, beh, non abbiate paura, ai fast food forse ci tornerete e l’hamburger lo mangerete ancora magari, ma sicuramente, avrete un’ottica diversa.

Tesla Model S

Tesla Model S

Cliccate sull’immagine e vedrete uno dei tanti bellissimi video dedicati a questa stupenda auto!
Vedrete! Riconoscerete presto la canzone!

Totalmente elettrica!
500 km quasi con una sola carica!
5,6 secondi da 0 a 100 km orari!
200 km orari di velocità massima autolimitata!
45 minuti per la ricarica breve!
7 posti, cinque per adulti e due per bambini!
Ampio bagagliaio, e sedili ribaltabili per poter portare anche una tv da 50 pollici o la bicicletta sdraiati!
Computer touch screen 17 pollici, con connettività 3G!
Classe equivalente a quella di un BMW Serie 5!

Ora dico, vi sembra sufficiente come presentazione?
Vi state convincendo che forse a questo giro gas, benzina, puzza, rumore, inquinamento e relative malattie stiano per andarsi a fare una bellissima girata?

Ebbene, lasciate che vi sottolinei il perché!

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