Ieri sera, come tante altre persone, mi sono finalmente visto “Rai per una notte”.
Nonostante le eventuali interruzioni dovute alla grande mole di persone collegate e all’eventuale lentezza della mia stessa connessione Internet, sono riuscito a guardare tutta la trasmissione mentre cenavo in pace.
E’ stato un evento significativo in tutti i sensi.
Non solo per la libertà di informazione, la situazione politica e sociale.
Questa manifestazione, avvenuta sia nella realtà che su Internet, ha portato ad un record legato ad un vero e proprio esempio di Web Tv.
Ma non basta, perché si può dire addirittura Social Tv, in quanto, nel mentre io ed altre persone guardavamo la trasmissione su uno dei tanti siti web o attraverso canali televisivi satellitari o meno, è accaduto che molti di noi si trovavano sulla “fan page di Rai per una notte su Facebook”, per interagire con la redazione della trasmissione nonché commentare in diretta, interagendo anche tra di noi.
Sono fiducioso del fatto che presto ciò diventerà una normalità e non ci potrà far altro che bene in generale.
E’ stato significativo anche il fatto che dal punto di vista dell’organizzazione ci sia voluto relativamente così poco.
In breve è stato messo su tutto e sono stati raccolti i soldi per organizzare l’evento grazie alle persone che effettivamente l’hanno desiderato.
Sulla trasmissione si possono fare sia critiche che lodi.
Vediamole entrambi in ordine.
Possiamo dire forse che si è calcato a volte troppo su l’antiberlusconismo, ma in fondo era per forze di cose tema centrale da cui difficilmente si poteva scappare.
Magari Luttazzi poteva usare un registro e dei modi un po’ meno volgari, ma del resto era lì per fare il comico, far ridere quanto riflettere e lo ha fatto raggiungendo l’obiettivo senza poi esagerare molto in fondo.
Probabilmente Morgan c’entrava relativamente o era un po’ più provato di altri, ma personalmente devo dire che m’ha dato fastidio quando qualcuno dal pubblico lo ha criticato in modo un po’ barbaro come se si fosse stati ad uno stadio.
In fondo, se era stato invitato, doveva dire la sua in santa pace.
E poi, va detto che il pubblico non era prettamente lì per reagire, se non nei momenti giusti e con i modi idonei.
Altrimenti ne viene appunto un guazzabuglio da stadio senza molto senso ne cultura e tanto meno educazione.
Personalmente le parti che ho preferito sono state: “Il monologo di Luttazzi”, “Il messaggio di Milena Gabanelli”, “Trio Medusa che fanno gli ausiliari del Tg1″, “Crozza che fa Brunetta”, e anche la fine, è stato un bel gesto in generale, ha dato una sensazione generale di pace, quasi di un inizio finalmente di qualcosa di buono.
Cliccando sui link potete rivedere i vari spezzoni, le varie parti della trasmissione, in questo caso sul sito di Repubblica.it.
Anche io oggi come tanti mi sono messo a dare un’occhiata per rivedere delle parti e il primo sito utile allo scopo è stato questo.
Cliccando qua potete vedere la prima parte della trasmissione “Rai per una notte” per intero.
Come potete notare sulla destra, cosa da me molto apprezzata, sono mostrati sia i collegamenti alle varie parti salienti della trasmissione.
Mentre la seconda parte e così via sono elencate con dei numeri sempre a destra, sotto i collegamenti alle parti rilevanti.
Credo che sia un qualcosa che tutti dovrebbero vedere, al di là del loro pensiero e delle loro opinioni.
Perché in ogni caso è così che si capisce, si riflette, si impara e si decide: studiando ed analizzando tutto e non tenendo la mente chiusa e ferma per forza di cose sulle proprie convinzioni a prescindere.
Prima ci si informa, su tutte le componenti, ripeto, tutte, e poi si opera un proprio personale ragionamento.
Nella vita l’unico modo per capire veramente le cose è viverle.

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