27febbraio, 10
Video: Elio e le storie tese che rifanno la canzone di Sanremo del principe Emanuele Filiberto
Dando un’occhiata al sito di La Repubblica, sono incappato in questo video, nel quale “Elio e le storie tese” al programma “Parla con me” di Serena Dandini, rifanno la canzone di Sanremo del principe Emanuele Filiberto.
Che dire se non “Molto carina, sempre grandi gli “Elio e le storie tese”!”?!
Come ho trattato in un altro post, Saremo ormai è scaduto da tempo, e nonostante gli ascolti, preoccupanti perché dà da pensare sul livello culturale medio, sono riusciti tra una cosa e l’altra a… scadere ancor più!
Forse proprio per le varie buffonate molte persone l’han guardato incuriosite, d’altronde l’unico motivo sembravano essere gli eventi e le polemiche che lo circondavano.
Per fortuna ci sono incappato solamente per pochi attimi e per sbaglio, o meglio di riflesso, perché se qualcun altro ha acceso la tv, che sia casa tua o di altri, poco ci puoi fare fino ad un certo punto, e così, vi dico solo che a me sono arrivate, sarà un caso, le seguenti cose: la polemica su Morgan, uno spogliarello, il principe che va a Sanremo, il principe che canta con altri se così si può dire, canzoni che sembrano dei cartoni animati, gente che vince tra polemiche sul televoto truccato, orchestra che protesta.
Direi che è sufficiente, su Morgan ho già detto, c’era poco da dire, a parte tutto il resto, su lui stesso, l’unica cosa era evitarlo proprio Sanremo, anche per lui, ma a priori, e da parte della RAI di dire una ed una sola volta e subito che non poteva e non doveva partecipare, e lì, in un secondo, si doveva chiudere la faccenda, ma che vuoi, era pretendere una perfezione ancora non evidentemente concepita come normalità, almeno qui da noi, in Italia.
Lo spogliarello… come si chiama lei… ah si, Dita von Teese, con tutto il rispetto, sono rimasto abbastanza allibito, chiedendomi subito cosa c’entrasse con Sanremo.
Ma d’altronde oramai non si sa più che inventare, l’unica cosa sicura è il sesso evidentemente per attirare l’attenzione, tanto, pensare che i bambini siano a letto e che non abbian già visto certe cose o peggio su Internet ormai è fantasia, non sono certo più “i nostri tempi”.
Ma è giusto? E’ una scusante? …mah!
Il principe… non so cosa pensare… c’è una parte di me che in stile santone Gesù Cristo lo vede con tenerezza e pensa che in fondo mica è colpa sua, è nato da una certa famiglia, ha avuto una certa vita, e si vede che se gli altri glielo permettono lui semplicemente si diverte come può, ognuno in fondo lo fa, ma lo fa anche se glielo fanno fare appunto.
Di conseguenza, più che a lui, guardo agli altri, fatto sta che gli altri, basti vedere già lo spogliarello, Morgan e compagnia bella… cercan comunque di razzolare ascolti tirando fuori dal cappello la robuccia del caso.
Il problema è che così non se ne salta mai fuori, poiché, scusate la visione un po’ ingegneristica se volete, il popolo ha mediamente una certa cultura, tu gli propini robuccia e il circolo continua così, assuefatto in automatico sempre più, almeno per quanto riguarda la televisione, per lo meno Internet della speranza la dà.
Comunque… no, l’unica soluzione è quella di cercare di fare le cose per bene, il che in questo caso, produrre un festival genuino della canzone italiana, senza dover tirare a far vedere mammelle, sederi (già dimenticavo Jennifer Lopez), polemiche e gente pseudo famosa che non sa cantare e non si sa per qual motivo sia lì se non il fatto che al momento comoda per tirare su le percentuali in un grafico.
Che poi precisiamo, alla fine sono umano ed eterosessuale pur io, e ho sicuramente un ascendente biologico per forza di cose verso un bel corpo di una donna, però anche lì, come in tutte le cose, c’è sempre modo e modo, e quindi torno a dire, c’è un’unica soluzione, cercare di fare le cose per bene e non creare ulteriore spazzatura.
Per lo meno, tutta questa storia, mi ha fatto venire voglia di cantare “Born to be Abramo” sempre degli Elio e le storie tese, anche se ammetto che in settimana già canticchiavo un’altra loro canzone.

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