27febbraio, 10
Quelli che “…io mi cancello da Facebook perché…”
Bene! Tenete duro! Sarà lunga, ma arriverò al punto, fidatevi… se ci tenete!
Ultimamente mi sono capitati diversi amici che hanno deciso di cancellarsi da Facebook, ognuno con situazioni e motivi più o meno diversi.
In questa sede cerco di esaminare il tema, le eventuali storie, pensieri nonché motivazioni, per presentarne un’analisi e ovviamente un’opinione, dopo di che, anche la vostra è ovviamente benvenuta nel caso, del resto lo scopo è questo: parlare per vedere di evolversi e risolvere i problemi migliorando questo beneamato mondo.
Orbene… il povero, si fa per dire, sito web social network in questione è stato ideato da due ragazzi con l’intento di riunire persone che frequentavano… prima la stessa università, poi le stesse scuole o università degli Stati Uniti e poi, di tutto il mondo.
L’idea era giusta, forse nemmeno unica o nuova, perché poi ne sono nati altri di siti web con lo stesso intento di principio, ma comunque giusta, poi sicuramente ci sono stati i colpi di fortuna giusti, gli investimenti da parte di qualcuno e così via… sempre per quel poco che ne posso sapere io, precisiamo, ma all’incirca la storia è questa.
C’è da dire, a livello concettuale, che oltre questa idea di principio, l’altra idea che ha fatto emergere il tutto è stato il fatto di avere una home page dove raccogliere ciò che fanno gli altri e commentarsi a vicenda, se volete, detta alla maligna il famoso “farsi gli affari altrui”, detto in modo benevolo “essere informati e condividere con gli altri quel che si vuole”.
Sottolineiamo bene “QUEL CHE SI VUOLE” perché è un qualcosa di estremamente, ma estremamente importante, che ha contribuito al successo di questo sito quanto anche al fare storcere il naso appunto a determinate persone, poi ci torniamo su.
Queste, più altre cose combinate han fatto si che il sito esplodesse e soprattutto poi “degenerasse”.
Uso sempre questo termine quando parlo nella realtà alle persone di questa faccenda in quanto è appropriato per i seguenti motivi: il sito web, da raccogliere i compagni di scuola è passato a raccogliere tutti, anche chi non c’è, aziende o personaggi, cose di fantasia e così via.
In secondo luogo, dalle sue funzioni utili è passato come era ovvio che fosse quando qualcosa esplode a contenere anche tutta una serie di cose discutibili per cui poi, per l’appunto, talune persone decidono che non gli va più troppo a genio o meglio ancora, non gli è mai andato.
Nota bene: in tutto questo c’è anche da analizzare una certa nota di ipocrisia ed ignoranza generale, ma come già detto… ci torneremo!
Di fatto il fenomeno è esploso raccogliendo cani e porci ad ogni livello, sia umano che di applicazione, con tanto di ampio condimento spazzatura legato o meno a chi vuole sfruttare la piattaforma per far soldi, cosa che se fatta nel modo giusto è buona cosa, altrimenti… beh, è normale, non è un mondo di angeli, ma di esseri umani con tutte le loro bontà ma anche infatti malignità, e c’è sempre qualcuno che cerca di sfruttare la cosa in modo poco fine.
Così cosa è successo?
E’ successo che il sito è diventato a suo modo anche uno specchio della realtà, piuttosto insudiciato e sfuocato, ma pur sempre uno specchio della realtà, che dimostra che come la gente alla televisione guarda il Grande Fratello, su Facebook perde magari tempo in quiz e giochini nonché farsi gli affari degli altri giusto per far andare avanti la lancetta dell’orologio.
Oddio, c’è da dire che comunque c’è un minimo di differenza, del resto, forse meglio fare un videogame su un sito web o ironizzare con un quiz che spara giudizi a caso, che magari guardare il Grande Fratello, comunque sia, il succo è che la maggior parte della gente come sappiamo bene fa le cose sopra descritte, mentre, come detto ancora poco più in su, lo scopo era un altro, quello di ritrovare e restare in contatto con i compagni di studi.
Ma ora vi dico, anche nel “degenero” c’è del bene, tanto che la loro stessa politica e torno a dire correggetemi se mi sbaglio è proprio quella allo stato attuale di far iscrivere praticamente tutti in modo da mettere tutti in contatto… il che, io lo vedo in modo buono come un… nuovo mega elenco del telefono virtuale, dato che tanto quello di carta, questione di tempo e non ve lo porteranno più, si, sempre salvo che la società non si interrompa per uno dei tanti possibili motivi, non me ne vogliate.
Se appunto la vedete da questo punto di vista, scusate se non mi esprimo nel migliore dei modi, ma vado di getto senza revisione alcuna, allora Facebook, anche se non serve più SOLO a ritrovare i compagni di scuola, può servire a… TROVARE TUTTI.
Si, una specie di, ripeto, super elenco del tipo… cerco tizio lo troverò lì.
E ci sarà certo chi dirà “Ma se io non voglio essere trovato?” benissimo, non ci stai, oppure ci stai e, grazie alle apocalittiche impostazioni di privacy e compagnia bella che quasi giustamente arrivano a livelli di paranoia, puoi decidere chi vede che cosa di te e via dicendo nei minimi particolari.
Ora, badate bene, a questo scopo del tipo “elenco del telefono” bla bla bla… ci sono già altri siti, con comunque uno scopo leggermente diverso, come il raccogliere in una pagina per esempio tutti gli indirizzi web che ti riguardano, che sia Facebook, MySpace, il blog… perché oramai è un vero casino, ne saltano fuori come funghi di siti web, di servizi, di cose utili o meno e…
…ed ecco in nostro soccorso prossimamente e per fortuna il fantomatico concetto di WEB 3.0.
Avrete sentito forse parlare di WEB 2.0, cifretta tra l’altro prostituita in ogni ambito per fare anche solamente i fighi.
Ebbene, in soldoni, ma se volete più informazioni ovviamente cercate con Google, il WEB 2.0 stava e sta a significare diciamo il concetto di interagire con i siti web e crearne il contenuto in sostanza, come scrivere appunto su un blog come questo, commentare o… tutto quello che bene o male fate su Facebook…
Insomma, non più soltanto una pagina con un testo da leggere e una immagine da vedere, ma qualcosa di interattivo col quale possiamo interagire, creare, condividere e via dicendo.
E il WEB 3.0?
Ebbene, per quanto ne so io, il concetto è semplice… oddio, è semplice per me, e di solito lo spiego così: avete presente che su Facebook scrivete lo stato?
Ma lo stato c’è anche su MSN, c’è anche su Twittere c’è anche su… da quando Facebook è esploso, lo stato tra poco te lo ritrovi anche sul fustino del detersivo per intendersi…
E quindi? Mi metto a scriverlo in ogni dove? Ci sto fino a Natale…
E le foto?
Ma se ho fatto le foto delle vacanze… le metto su Facebook… le metto sul mio MySpace… le metto sul blog di MSN… mamma mia ci sto fino a San Cicisleo!
E così via… insomma… il punto del WEB 3.0 è risolvere questo problema ovvero: condividere tutto con tutti!
Eh? No, che EH, vuol dire che se mettete le foto su Facebook, poi le avrete con un click anche altrove e viceversa, per ogni cosa.
Ma ripeto, se mi sbaglio correggetemi, a me l’han raccontata così e vi dico che in ogni caso, ci si sta muovendo già in questa direzione.
Concluso questo preambolo, vi dico che personalmente vedo le cose con un minimo di criterio in quanto nello stesso anno in cui nasceva Facebook, il 2004, io creavo con altre persone a mia volta sempre da studente e via dicendo, un altro sistema, sempre di community.
Ora, qualcuno di voi ne sa qualcosa, qualcuno molto, qualcuno niente, inutile che mi metta qui a scrivere tre romanzi al prezzo di uno, fatto sta che allo stato attuale chi ha creato Facebook ha avuto alcune idee, fatto alcune scelte, seguito una certa strada che ha portato a ciò che vedete oggi, mentre io per altri motivi ho fatto altre cose, e quindi, anche se la situazione non è esattamente comparabile, esiste un certo parallelismo per il quale mi permetto di capirne di più di tizio, caio e sempronio, dopo di che vi sono altre persone che per farla breve se gli altri sono a piedi e io giro con la Punto, loro girano col Ferrari, in termini di essere ferrati nel settore intendo, non di avere l’auto fisicamente eh, quella mi interessa poco ve lo dico subito per chi non lo sa. ;-D
Quindi, adesso si giunge al punto, contenti?
Qual è il concetto? Facebook è un’idea, è un mezzo, è una novità, è un qualcosa che esploso ovviamente ha i suoi ovvi problemi da gestire, e mentre voi siete lì a dire semplicemente “Dannato Facebook che va lento!”, “Dannato Facebook che fa vedere porcate!” io vi dico, da qualcuno che tuttora gestisce determinati siti nel suo piccolo al confronto di Facebook: gestire milioni e milioni e milioni di persone non è affatto uno scherzo sia a livello tecnologico che umano, se umano si può chiamare, diciamo umano-virtuale eh.
E vi dirò di più, torno a dire che il loro successo è dovuto proprio al fatto che il tutto è stato gestito niente male, ovvero, lo stesso degenero poteva andare ben peggio e la loro fortuna risiede ancora nelle loro idee base, ovvero che volevano soltanto all’inizio far iscrivere i compagni di scuola e quindi creare un qualcosa di decoroso e non un sito pieno di minorenni in preda alla macchina digitale in bagno per fotografarsi in mutande e fare i fighi on-line, ci siamo intesi?
Badate bene che questo ultimo concetto è veramente, ma veramente importante.
Se non fosse stato così, ma se Facebook fosse stata un altro sito pieno di gente semi nuda in cerca di non si sa a volte nemmeno bene cosa, allora quelli che non volevano far parte di questo gruppo non sarebbero mai entrati.
Invece la cosa si è diffusa perché piuttosto “pulita” grazie ad un altro scopo e non quello espressamente dichiarato o sottinteso su altri siti: copulare.
Viceversa, vi narro io cosa è successo, che con la scusa o l’utilità stessa del fatto che è pulito, Facebook ha raccolto appunto tutte le persone, sia quelle che potevano avere una certa e giusta puzza sotto al naso, sia quelle che di solito si iscrivevano mettendo la foto in mutande fatta in bagno, avete afferrato il concetto?
Ciò non toglie che poi dentro accadano lo stesso varie cose, da gente che si fidanza, gente che copula, gente che fa amicizia, gente che ritrova appunto il compagno di scuola, che trova lavoro e che per carità, trova anche appunto rogne.
Capirete bene che comunque, lo dice lo stesso nome, il sito indicava il libro che contiene le foto dei compagni di scuola, mentre grazie al suo concetto e alle idee di base, al decoro generale, si è esteso e questo porta poi ad un futuro ancora da vedere, perché tanto ce n’è sempre una nuova e non è detto che per l’eternità, per intendersi regnerà Microsoft sui sistemi operativi, Google sui motori di ricerca e Facebook sui social network, perché anche quest’ultimo ha tracciato una via sulla quale poi altri possono sempre avere altre idee ancora.
Non sarà facile, ma da che mondo è mondo funziona così.
Lo so lo so, vi state lamentando perché ancora non sono giunto al punto, ma tenete pazienza, tutto questo serve a capire tutto il contesto di cui stiamo parlando.
Io stesso mi sono cancellato da altri siti perché erano comunque diversi con scopi diversi ed anche con una interfaccia e via dicendo che non si poteva sostenere.
Nelle cose, bene o male ci vuole una sua utilità.
Quella di Facebook è di trovare la gente, perché ci devono stare un po’ tutti e allora te li cerchi, il concetto famoso dell’elenco del telefono, e perché puoi condividere le cose e… per questi motivi stessi poi trovare anche altro, sia anche lavoro, o comunque persone con gli stessi interessi.
Poi in ogni cosa c’è l’abuso e qui si parte con l’arrivare al punto.
Ora, se usate Facebook in ufficio per farvi gli affari degli altri, giocare e non lavorare allora, non va certo bene.
Se vi iscrivete ai gruppi solo per far vedere che vi siete iscritti, non va bene, perché non è quello lo scopo del gruppo, il suo scopo sarebbe creare una pagina attraverso la quale persone con lo stesso interesse possano interagire e condividere cose utili a tutti loro, mentre spesso succede quel che ho descritto prima e qui, a parte l’utente stesso che sbaglia, sbaglia anche Facebook perché dovrebbe inventarsi qualcosa per ovviare a questo problema, perché se aspetti che la gente si evolva di cervello buona notte, come è stato per tutto il sito, il mezzo buono glielo devi dare tu e poi loro di sicuro ti troveranno il difetto abusandone in qualche modo.
Il punto è proprio questo, chiaro e tendo, Facebook è un beneamato mezzo, che può essere utile, come usato male.
Facebook è al pari di Internet stessa, del cellulare, del televisore, dell’auto, della cioccolata… qualsiasi cosa se usata male fa pasticcio, qualsiasi cosa… quando è troppo è troppo!
Non è, in questo caso colpa del mezzo, se il mezzo è sufficientemente valido, il resto ce lo mettiamo noi.
Se alla televisione danno spazzatura e tu la guardi è colpa di chi te la manda e di te che la guardi, ma non del povero televisore, lui può essere utilizzato per tenerti informato, per farti vedere un bel film e così via, ma poi sta a noi, lui è solo materia modellata per un fine utile, un fine UTILE appunto.
Il cellulare serve per comunicare se sei in montagna e ti sei rotto una gamba, ma se lo usi anche per dire quante caccole ti sei tolto oggi a chi ti sta ad un metro forse sarebbe meglio se ti giri e ci parli a voce, perché qua si entra nel discorso comunicazione, e finisce appunto che la gente da una parte non comunica più e dall’altra lo fa più di prima e… chi vince?
Non lo so, davvero non lo so, c’è un controbilanciamento, fatto sta che grazie a cellulare, televisione, Internet, Facebook, possiamo informarci, chiamare qualcuno se ci siamo persi in un bosco, condividere informazioni in modo rapido con tutti come fare nuove amicizie e fissare per l’uscita al pub ma… c’è appunto il MA dell’abuso!
Se tu in televisione mandi spazzatura, se tu il cellulare lo usi come dicevo poco fa, se tu usi Facebook per discutere di cose di cui puoi parlare dal vero allora non se ne esce, anzi si crea un grandissimo danno, perché per determinate cose una e-mail, un messaggio su Facebook, una chat è ottima, per altro ci deve essere la realtà.
Questo per il semplice fatto che siamo esseri umani e la parola piatta di una chat, di un Facebook, di una e-mail è solamente, che ci crediate o no il 7% della comunicazione totale.
Quindi finisce che ci si battibecca, si litiga, si fraintende ogni cosa, si pensa chissà che cosa e invece nella realtà sarebbe tutto più semplice, come è semplice su Facebook far vedere a tutti una fotografia in un secondo.
Ad ogni cosa, il suo uso, non è colpa del mezzo, siamo noi che ci dobbiamo mettere il cervello e ad ogni livello.
Sta a noi essere consapevoli che siamo nel 2010 che certi mezzi ormai sono nella nostra società e che non possiamo relegarci o approfittare oltre modo di certi mezzi, bisogna che ne resti comunque un mix tra essi e la realtà a seconda dell’uso, un mix interscambiabile, perché in ogni caso vi scrive uno che dall’età di 14 anni fa cene e ritrovi di amici con persone conosciute su Internet o nella realtà allo stesso modo e sa benissimo come funziona da anni e anni: bisogna cercare di domare le idiozie ed usare l’intelligenza.
Una questione molto discussa di Facebook sono appunti i casini che si vengono a formare da certi fraintendimenti relativi agli affari tuoi o degli altri.
Ripetiamo insieme: non è colpa di Facebook, è colpa nostra se poi succedono casini, perché sta a noi decidere cosa mettere su un sito, e non intendo Facebook, intendo Internet.
Internet è comunque come un paesino, se tu scrivi una cosa su un sito, la si può trovare subito, inutile dare la colpa a Facebook e basta.
Per questo esiste la scelta da parte nostra non solo di cosa dire ad un amico nella realtà, come su Facebook o su una pagina web qualsiasi, ma esiste la scelta, anche su Facebook di far vedere o meno certe cose, quindi, ripeto, è tutta una questione di cervello.
Sta a te invece che fraintendere fermarti e dire, ok, questa cosa bisogna farla dal vero, alzo il telefono e andiamo a prenderci un caffè, perché altrimenti ci mettiamo a litigare sul niente.
Sta a te invece che pubblicare una cosa, calcolare che potrà essere vista da tutti, e quando dico da tutti, intendo non solamente le persone che hai come amici adesso su Facebook, ma anche quelle future… ti dirò di più, devi calcolare che ci potrà essere chiunque in futuro e quindi, cosa devi fare?
Quando pubblichi qualcosa su Facebook o su Internet in generale, vale la stessa regola della realtà bene o male, ovvero, se non vuoi che una cosa si sappia… TIENITELA PER TE!
E’ l’unico, l’unico, l’unico ed unico modo, non ce ne sono altri, l’unico è portarsela in tomba, altrimenti, potrà sempre saperla qualcuno, hai voglia te a promesse, amici e amori della vita, lasciate stare, siamo umani e Facebook cosa fa? Accentua tutto questo all’inverosimile, ma ripeto: non è colpa del mezzo, siamo noi che dobbiamo usarlo con criterio.
Badate che questo ha già aperto nuove prospettive.
Come dicevo da una parte si comunica di più, non sol0 per Internet stessa che ti permette di fruire molto in poco tempo in qualsiasi luogo senza spendere, ma perché finisce che grazie a cose come Facebook gente di cui sapevi tre cose, scopri che… che so io… dipinge, sa scrivere poesie, gli piacciono le auto sportive… qualsiasi cosa e senza tanti problemi.
Mettiamo che ad un tratto diventi amico del tuo professore universitario su Facebook.
Certo è vero che anche lì ognuno cerca di darsi un tono e sta proprio in questo il segreto!
Ma se il professore universitario decide di pubblicare un video dei Queen dicendo che sta cantando, che male c’è?
Vediamo se capite cosa intendo, da questo punto di vista ci libera, ci rende più semplici ed umani con gli altri.
Per contro, più uno vuole fare il “puzzoso” e come nella vita reale, più deve stare zitto, più deve fare selezione di ciò che dice, delle persone con cui fa amicizia e via dicendo, è tutta una questione di scelta ed attenzione.
Lo decidiamo noi e sta appunto a noi valutare cosa mettere on-line, come cosa raccontare ad un amico nella realtà.
Inutile poi lamentarsi se si vede che altre persone cascano nel tranello e ne abusano.
Perché tutti si buttano nel burrone ci vogliamo buttare pure noi?
Né in un senso né nell’altro.
Se si facessero solo questi ragionamenti, che fanno appunto alcune persone che si cancellano, allora lasceremmo stare tutto, anche fare un viaggio con l’aereo.
Non usciamo di casa facciamo prima.
Certo ognuno c’ha i suoi livelli, le proprie scelte, ma vi dico io la mia, la soluzione sta, un po’ come diceva più di qualcuno, nella via di mezzo.
Se Facebook non è come altri siti e risulta di una qualche utilità allora vale la pena di sfruttarla questa utilità senza dover abusarne o farsela prendere male se si vede tanta cacca a giro su di esso.
Allo stesso modo, come nella vita reale, se ce la facciamo prendere da tutte e sole le cose brutte che sono successe a noi o agli altri allora rinunceremmo a chissà quante cose.
Invece, cerchiamo di valutare oggettivamente e di sfruttare le cose per quello che sono, di usarle con intelligenza e di considerare anche le esperienze positive.
Come nella vita non si può concentrarsi ripeto solamente nel ricordare gli effetti negativi di qualcosa, le esperienze negative e questo vale anche in un contesto globale.
Voglio dire, se con una certa cosa a noi sono capitati solamente brutte esperienze è ovvio che pensiamo di evitare, ma se sappiamo per certo che altri hanno avuto il contrario allora ci devono essere dei perché fosse anche nello stesso caso o nello stesso destino.
L’intelligenza, nel suo concetto primario, sta nel saper apprendere e riusare ciò che si è appreso, nel saper capire e valutare, nel saper usare le cose nel modo giusto.
Intelligenza non è solamente mettere una mano su una piastra bollente e dire, ok, non metterò mai più la mano sulla piastra.
So che è un esempio scemo, ma ponete attenzione, non siete una scimmia, dovete capire che la piastra è bollente in quel momento e che c’è passata della corrente elettrica per far si che la sua temperatura sia quella.
Dovete capire, capire e riusare, stare attenti, valutare: usare il cervello, tutto qua e ciò comporta ed è legato anche alla cultura ovviamente, quindi, è una lotta di gruppo ed arrendersi, arrabbiarsi, darla vinta ai cattivi sentimenti, evadere, evitare a priori i problemi non è intelligenza, è voler essere codardi e non affrontare le cose.
Bisogna essere superiori, bisogna ragionare, sfruttare le cose se ci possono dare del buono.
Certo questo ragionamento sarà sicuramente criticato, sapete perché?
Perché ognuno nel mondo ha per la sua vita, le sue esperienze e la sua cultura, le sue convinzioni, i suoi punti di vista e da lì non volersi smuovere è spesso sintomo di ignoranza e stupidità, mentre imparare e cambiare quando è giusto è sintomo di intelligenza.
Si cambia a seconda di qualcosa che si è imparato per migliorarsi, non si cambia perché siamo codardi e rinunciamo alle nostre idee.
Inseguire le proprie convinzioni è giusto quanto imparare magari un giorno che non sono le sole e che magari si è capito che erano pure sbagliate!
Quindi, per finire concludiamo, qual è il succo di tutto questo?
E’ che, io prima di tutto, ho probabilmente più stima di chi si cancella da un sito come Facebook che di chi ne abusa nel senso contrario, ma tutto questo è in ogni caso opinabile.
Da parte mia, ripeto che se il mezzo ha un suo valore e sicuramente lo ha tuttora, bisogna semplicemente cercare di usare il più possibile il cervello per usare tale mezzo nel modo giusto.
Rinunciare, farsela prendere male, arrendersi solamente a ciò che di negativo accade vuol dire non voler combattere, evitare i problemi senza cercare una soluzione, quando la soluzione a volte è semplicemente passare avanti e tenere pazienza, o semplicemente, per fare un esempio capire che una discussione non deve essere fatta per certi versi o argomenti su Facebook, ma che è meglio vedersi e parlarne guardandosi negli occhi.
Il problema che si è creato da quando è nato lo stesso telefono è proprio questo, che in quanto essere umano per certi versi dobbiamo comunicare faccia a faccia e per altri no.
Sta a noi usare l’intelligenza per gestirsi e gestire le cose nel modo giusto, che siano siti web o rapporti con amici.
C’è il momento e il modo per tutto, ma bisogna noi sceglierlo con criterio ed intelligenza.
Invece il problema appunto che si è creato è che parecchi, molti e sempre di più non riescono più a parlarsi dal vero, non ne hanno più la capacità o il coraggio e questo crea grossi problemi, questo è il punto più forte da combattere in questo ambito e anche questo è legato all’intelligenza con il quale si usa il mezzo.
Ripetiamolo ancora: sta a noi decidere quando e come usare tv, cellulare, Internet, Facebook, sta a noi non abusarne, sta a noi vedersi e prendere un caffè per parlare di qualcosa, oppure mandarsi un sms o un messaggio, sta a noi decidere che cosa condividere con tutti e cosa no, con coscienza, ma la colpa non sarà mai del mezzo come non lo è nella realtà delle onde che portano i nostri suoni alle orecchie altrui, e nemmeno del campo elettrico della luce che ci permette di vedere le espressioni della faccia di un amico e capirlo sicuramente meglio che parlandoci in una chat.
Si capisce il discorso?
Sta a noi, a noi e a noi e a volte viene da pensare che tutto questo accada, si spera, per compiere una ulteriore selezione evoluzionistica nelle capacità dell’essere umano, nel fargli capire tante cose, cose di cui prima non aveva bisogno, perché semplicemente non esistevano e come non si ponevano i problemi non si ponevano nemmeno i vantaggi.
Tutto il resto, discutere se è meglio vivere come eremiti magari morendo per niente su una montagna oppure in una società civilizzata con Internet dove grazie ad uno scambio rapido di informazioni si può trovare prima la cura ad una malattia è scelta ancora nostra e ambito di discussione ancora e ben più ampio di questo.
Ciò non toglie che da entrambe le situazioni si possa imparare infinitamente allo stesso modo se pur in due ambiti completamente diversi.


Avendo sbagliato la password 2 volte adesso per entrare mi chiedono di rispondere a quesiti per sapere se sono io Punto primo devi digitare la parola che ti scrivono loro Punt 2 questo e il bello io che mi ritrovo 104 amici loro ti fanno vedere alcune foto tratte da album dei amici e ti elencano vari nomi e tu su 7 figure puoi sbagliare solamente 1 foto poi alla fine ti dicono che non sei tu di riprovare dopo 1 ora…. io mi chiedo se uno deve giocare a quiz e allora NON APRO PIU NESSUNA PAGINA DI FACE….e assurdo roba da portarlo in trasmissione vergona