Tempo fa stavo guardando dei video su YouTube sui vegetariani.
Ad un certo punto mi si è parato davanti questo spezzone.
E’ una scena in cui Beppe Grillo nel film “Cercasi Gesù”, racconta una esperienza attinente al mondo vegetariano e al rispetto della vita.

E’ molto carino, non l’avevo mai visto e rappresenta bene un concetto su cui personalmente concordo.

Non mi stupirei per niente, se persone vicine o meno a me, dietro le spalle mi dessero anche dell’ipocrita, perché nonostante stia cercando di informarmi sul vegetarianesimo, che mi affascina molto, tutt’ora i miei sforzi sono relativamente piccoli in relazione e mi faccio pochi problemi almeno per il momento, ovvero a casa o fuori che sia, ancora, se non ho altre scelte, mangio comunque come capita e come posso.
Da una parte mi sento anche debole, perché a volte potrei migliorare ancora quel poco che già sto facendo.

Non sono comunque cose con cui si può giocare, l’alimentazione è basilare nella sua importanza e non può e non deve essere cambiata di punto in bianco.

Gli eventuali pensieri degli altri, sono relativi quanto normali.
L’unica cosa da fare è, se ci importa, è continuare a camminare su una strada, esplorando, imparando e cercando di migliorare, sempre, se possibile.

Purtroppo e per fortuna al momento vivo ancora con i miei genitori, ed io per ora, non mi sono mai occupato della cucina.
Già da qualche tempo, sto meditando di organizzarmi comunque, d’altronde dipende solamente dalle mie scelte, non ho grossi ostacoli e non mi faccio comunque grandi paranoie in ogni caso.

Non nascondo che, soprattutto dopo ciò che ho passato nei primi nove mesi del 2009 all’incirca, la mia voglia di andare a vivere da solo, già presente da un bel po’ di anni, ha subito una impennata incalcolabile e una parte di me non desidera altro e lotta per questo scopo, cercando comunque di rimettere insieme una quantità incredibile di tasselli piovuti dal cielo riguardo un puzzle immenso.
Ancora devo capire se ce la sto facendo o meno a rimetterlo insieme, è a dir poco spaventoso, ma è la sua stessa immensa bellezza, sostanzialmente infinita ti abbaglia immergendoti completamente.
Mi aggiro a tratti falso a parole e azioni per il mondo tuttora come una semi specie di attore meritevole di tonnellate di Oscar, come se facessi finta che non è accaduto niente, in una sorta di vacanza, sospeso, mentre cerco sovente di raggiungere di nuovo quello stato mentale che mi permetteva di pensare a una sorta di stadio superiore grazie all’incredibile sofferenza che subivo non molto tempo fa.
Come essere al polo nord davanti al cartello con tutte le direzioni del mondo.
Momenti in cui quasi “vedo la matrice”, (lo so, f a anche un po’ ridere), sto sospeso tipo babbeo beato burlandomi di tutti gli altri che non sanno, con una vena di nostalgia e tristezza, simile ad una goccia che lentamente scorre sul finestrino dell’auto mentre la luce fuori illumina un po’ gli occhi e le voci hanno un contorno di pneumatici che strisciano frusciando sulla pioggia.
Lo facevo anche prima, ma ora poi… anche se non si finisce mai. E’ ovvio.

Per certi versi mi sento stupido, perché so che potrei fare moltissime cose e invece so benissimo che dormo spesso e volentieri, addormentato da alcune necessità, emozioni umane comuni un po’ a tutti.

E’ tutto un discorso di capacità di controllo e decisione forse, assomigliare da una parte un po’ più a dei robot e sfruttare al massimo le proprie capacità invece che tenerle lì ferme.
Dissociarsi dal flusso delle sensazioni, essere capace di seguire quelle effettivamente giuste.
Certo se non ci fosse possibilità d’errore, non ci sarebbe possibilità di imparare.

Ho fatto un mescolone. E ne sono fiero, della mia solita pazzia o ragione assordante che ogni tanto, mi stanca in modo incredibilmente assurdo ed insopportabile.
La nostra semplice realtà “virtuale” in cui viviamo, cambia per l’appunto nell’osservarla, compresa la direzione da cui lo si fa.

Fantastico!

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