Clicca per leggere l'articolo originale su Robert Goodland

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Tutte le volte che ripenso ai nostri gatti, a quello nero che è morto quando ero bambino, a quelli che mia sorella su in montagna a casa nostra… tratta come dei figli… in casa mia, tutti adulti eppure ci riraccontiamo ogni momento i piccoli gesti di questi animali.

Quando morì il gatto nero che avevamo quando ero bambino e che quando io nacqui aveva già dieci anni, i miei rientrarono con l’auto attraversando il cancello della casa in montagna dove andavamo quasi ogni Agosto.
Io e mia sorella corremmo loro incontro e ci fermammo, stavano piangendo come fontane e anche noi iniziammo, avevamo già capito.

Ripenso a questo, esperienze, pensieri personali, osservo l’altra gente, magari con altri animali, osservo, osservo, e nonostante tutto, nella diversità che ci può essere tra il colore bianco e quello nero, tra la cattiveria umana e la bontà, mi chiedo comunque, come possiamo?

Si tratta di far superare alla nostra parte evoluta ciò che di animale è in noi, ciò che spesso ci manda in conflitto in tanti campi, come anche quello che vogliamo a suo modo forse chiamare amore.

Naturale che poi mi trovi di fronte a persone care, amici, combattendo contro le onde di un’oceano che sembro non poter fermare.
Sembra, ma non è così, e poi comunque non si è soli.
Ognuno ha una sua funzione.

Fatto sta che leggendo oggi sul “City” dello scorso 30 Novembre, un grande articolo / intervista a Robert Goodland, ho provato grande forza, in modo anche un po’ stupido, come a dire, che mi devo ricordare, che di sicuro non la penso solamente io così e che chi sostiene certe cose, non è certo uno stupido che si perde in cavolate.

Sapevo già tutto, uno dei tanti motivi buoni per eliminare gli animali e i loro relativi prodotti dalle nostre diete sta nel fatto che il loro allevamento intensivo sia anche causa dei cambiamenti climatici che minacciano il pianeta.
Ciò è dovuto ai gas serra che vengono prodotti dal processo legato alla produzione di certi cibi, a partire dagli animali stessi, per quanto può essere buffo e ironico.

Si potrebbe riassumere al primo tizio che passa dicendo che grazie alle scuregge delle mucche il mondo sta andando in crisi, tutto perché alcune nazioni si stanno evolvendo e stanno ricopiando una dieta entrata in voga in altri paesi più civilizzati dove mangiare carne e così via è simbolo di stare meglio, quando in realtà non è proprio così.

La ricerca, condotta da Robert Goodland e Jeff Anhang si può esaminare brevemente in questo PDF in inglese “Livestock and Climate Change“.

Per lo meno, nell’eventualità, qualcuno con cui ho parlato o che vorrà parlare di certi argomenti con me, ha un nuovo riferimento da esaminare, senza pensare che siano nel caso solamente idee mie campate per aria, ma che ci sta dietro qualcuno che penso di zucca ne abbia più della mia.

Se poi è tutta una farlocconata beh… bisognerebbe che qualcuno magari dimostrasse il contrario di ciò che han dimostrato loro.
Ma riguardo il mondo vegetariano, per scegliere di mangiare A invece che B, e però avere un sacco di vantaggi, senza perdere alla fine niente, se solamente tutti ci si applicasse nel modo giusto… nemmeno il gusto, come fa anche notare lo stesso Goodland nell’intervista, perché esistono cibi vegetariani che emulano la carne pure in quello… ci sono veramente altri motivi, se non ci fosse da salvare il clima, ci sarebbe di far mangiare tutti coloro che non mangiano, mentre voi e io ce ne stiamo qui tranquilli a guardare questo schermo.
No, ma tanto a noi che ci frega, noi non possiamo farci niente, continuiamo a fare le nostre vite e pensare a noi stessi, è giusto così, è giusto pensare a noi stessi, uccidere gli animali per mangiare anche se si può evitare e farci guadagnare tutti, e non intendo ovviamente soldi… no, proprio no, magari non conterò un cazzo, ma per lo meno, anche solamente con queste stupide parole, con questo mio poco tempo, con questo mio informarmi e tentare di informare, per lo meno, anche se mai sbaglierò, avrò provato a far qualcosa che serva e aiuti gli altri, e lo possiamo fare tutti.
Il trucco è, quando questo “tutti” diventa abbastanza grande.
E io, continuerò a cercare di impegnarmi, informarmi su questo fronte, che mi trova, mi continua a trovare, interessato.

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