10febbraio, 09
IMMIGRATO INDIANO AGGREDITO E BRUCIATO IN STAZIONE NETTUNO
NETTUNO (ROMA) – Sarebbero tre, tutti rintracciati dai carabinieri, i giovani responsabili dell’aggressione al cittadino indiano, che e’ stato poi bruciato, avvenuta la notte scorsa alla stazione di Nettuno. Si tratta di tre giovani, forse qualcuno anche minorenne, che si trovano attualmente in caserma. Nei loro confronti non sarebbe stato ancora adottato alcun provvedimento.
Secondo gli investigatori gli aggressori cercavano di concludere la serata con un gesto eclatante, dopo uno sballo durato tutta la notte a base di droga e alcool: trovare e bruciare un barbone. Secondo i primi riscontri il gruppo di giovani non cercava necessariamente uno straniero, ma un senza tetto, una persona inerme da aggredire.
Gli autori del gesto oltre a cospargere di benzina gli hanno dipinto il volto e il collo di vernice grigia. Una circostanza, secondo i medici dell’ospedale Sant’Eugenio dove l’indiano è ricoverato, che ha reso le ustioni piu’ gravi proprio sul collo.
Singh (questo il nome che l’indiano ha dato ai carabinieri prima di perdere conoscenza) ha ustioni di terzo grado ed e’ in prognosi riservata ma non e’ in pericolo di vita.
Lo ha annunciato il primario del centro ustioni dell’ospedale Sant’Eugenio Paolo Palombo. ”L’uomo e’ stato oggetto di una barbarie inqualificabile – ha aggiunto Palombo – ha ustioni alle gambe, alle mani e in parte del collo e dell’addome. Apparentemente, sembra sia stato colpito in testa con una bottiglia, per poi essere cosparso di benzina e dato alle fiamme”. Il primario ha annunciato che domani alle 17 verra’ reso noto un nuovo bollettino clinico.
L’immigrato, di 35 anni, era solito dormire nell’atrio della stazione. Gli aggressori sono arrivati portandosi appresso una bottiglia di liquido infiammabile: prima hanno selvaggiamente picchiato l’uomo che stava dormendo poi lo hanno cosparso di benzina e hanno appiccato il fuoco.
Secondo fonti investigative è stata un’azione premeditata. Il raid è stato compiuto da due o più persone che per fare l’aggressione si sono portate appositamente del liquido infiammabile.
Il gesto, sottolinea un investigatore, dunque ha una matrice razzista ed è stato premeditato e studiato nei minimi particolari. Quando sono arrivati, allertati da una persona rimasta ignota che ha telefonato al 112, i carabinieri hanno trovato l’indiano ancora con gli abiti in fiamme, le gambe già completamente ustionate.
L’ uomo è riuscito a dire pochissime parole poi ha perso i sensi per il dolore. Nella stazione di Nettuno gli immigrati trovano spesso riparo per la notte. Ma stamani, al momento dell’aggressione razzista, l’indiano era l’unico trovato dai carabinieri che dormiva nella sala d’aspetto.
FUOCO SUI VESTITI, PIEDI E BRACCIA BRUCIATI
All’alba il marciapiede numero uno della stazione ferroviaria di Nettuno, nel centro della citta’ a pochi metri dal municipio e dal lungomare, si e’ presentato come una scena di inferno ai soccorritori. L’immigrato si era addormentato sulla seconda panchina a sinistra dall’ingresso, sotto la quale c’e’ una grande chiazza scura. Li’ e’ stato aggredito a calci, pugni e bottigliate. Li’ e’ stato cosparso di benzina e bruciato. Poi, in qualche modo, si e’ spostato quasi sull’angolo dell’edificio, dove si e’ accasciato urlando. ”Qualcuno ha avvertito il 112 – dice il maggiore Emanuele Gaeta, comandante della Compagnia dei carabinieri di Anzio – e la nostra pattuglia e’ accorsa subito. La scorsa notte era di controllo nel Borgo Medievale, dove il sabato sera arrivano tantissimi giovani attirati dai tanti locali”. ”L’immigrato – continua il maggiore Gaeta – era in uno stato pietoso. I vestiti a fuoco, i piedi e la braccia bruciati. I nostri uomini lo hanno soccorso e nel frattempo e’ arrivata l’ambulanza del 118. Ma dopo le prime medicazioni al pronto soccorso di Anzio, e’ stato subito portato al reparto ustionati del S. Eugenio di Roma. Le sue condizioni erano molto gravi. Parlava a stento”.
LA STAZIONE DI NETTUNO, TERRA DI NESSUNO
Nella stazione ferroviaria di Nettuno, dove alle 4 un immigrato indiano e’ stato bruciato, non ci sono telecamere e tutta l’area rimane aperta quando, dopo le 23, il capostazione finisce il turno di notte. ”Sono stati installati dei cancelli – dice un ferroviere mostrandoli – per evitare gli atti di vandalismo contro le macchinette erogatrici e altre attrezzature. Ma nessuno li chiude. Non so se questo avrebbe potuto evitare l’aggressione a quel poveretto, ma certo la stazione sarebbe meno penetrabile. Quando sono arrivato al lavoro, sono rimasto sconvolto nel vedere quei vestiti bruciati a terra, le bottiglie in frantumi, il sangue, la benzina”.
.Un altro atto di razzismo? No, soltanto un atto di violenza. Una violenza che riecheggia sempre più spesso tra i ragazzi, anche di età minorenne. Oserei dire una violenza dentro la violenza.
L’azione di questi aggressori non è certo stata causata da uno stato in preda all’ alcol o droghe. Ma credo sia causato da due fattori molto più eclatanti. Il primo sicuramente è legato alla visione del film : Arancia Meccanica dove la violenza è la protagonista, ed il secondo più grave del primo, è strettamente legato alla visione del Nazzismo che ancor oggi circola liberamente ogni giorno per le strade dei centri o delle periferie di ogni città d’Italia. All’interno degli stadi e all’interno dei Palazzi politici. Complici sono anche i videogiochi che incitano nei giovani e meno giovani una violenza inaudita e la forte competizione tra giocatori Sei considerato soltanto un uomo quando riesci a sconfiggere i tuoi avversari, altrimenti i tuoi compagni di gioco ti affibbiano l’etichetta di femminuccia. Devi dimostrare ai tuoi coetanei che sai uccidere in breve tempo un maggior numero possibile di personaggi del videogioco. Poi come se non bastasse si sentono autorizzati a mettere in pratica ciò che era solo un gioco virtuale. Ma dico io, come si fa a chiamarlo gioco? Qualcuno come al solito userà la solita frase che dice: la Mamma dei cretini è sempre incinta” Ma questi episodi sono ingiustificabili e vanno ben oltre la stupidità umana .Non devono essere considerati e puniti come atti di stupido eroismo, ma devono essere considerati e condannati come l’inizio di una nuova era, una nuova epoca che segue le orme lasciate da tutti coloro che apprezzavano il fascismo.
E tutti coloro che oggi inneggiano ed attuano la violenza sanno molto bene di essere appoggiati e coperti da un Governo Unico che non punisce e non condanna come dovrebbe essere veramente fatto. La condanna non deve essere solo applicata con un periodo di carcere che poi solo in pochi realmente faranno. Ma attuata soltanto dopo aver capito il perché dell’esistenza di persone che senza farsi scrupoli compiono atti di violenza. Invece di capire i “ Dirigenti” delle nostre vite hanno preferito e preferiscono dimenticare i fatti. Episodi come quelli accaduti a Genova durante il G8 sono stati già dimenticati. Hanno già dimenticato i Black bloc. E a causa della voluta dimenticanza, la violenza regna sovrana. E’ inutile far vedere e ricordare il giorno dell’Olocausto come un atto criminale , quando i criminali vengano tutelati dallo Stato e dalla Chiesa. Ma per favore risparmiatevi queste idiozie che solo confondono le persone che in buona fede credono nei suoi “ Capi”. La maggior parte si fidano ciecamente senza rendersi conto di essere continuamente manipolati da malfattori che non si vergognano di nulla. Da persone ben vestite che firmano documenti che finanziano le guerre nel mondo. Queste sono le realtà che tutti devono sapere. Realtà che volutamente vengano coperte e sopraffatte da altre attenzioni di episodi sia gravi come questo sopra citato, sia frivoli come la vendita dei giocatori di calcio o liti dei vari reality televisivi. Reality anch’essi manipolati come ovviamente l’ormai vecchio e superato apparecchio TV. E quando nulla c’è da raccontare progettano ed inventano problemi per trovarne poi delle soluzioni che sono e saranno risolte in temi drammatici. Io potrò anche sbagliarmi ma non credo però di essere andato poi così lontano da fatti che ogni giorno affiorano nelle nostre strade sporche di un sangue fuoriuscito per l’ennesima volta da vite innocenti, la cui colpa è stata solo quella di trovarsi lì in quel momento. Andrea

ah Ruganti’,ce sei? Me senti bene.Ah li zombies de Dylan,1 sefinge barbone e poi li mena tutti.Ti immagìni, Stenlio?