Non c’è niente da fare, la sensazione che provo è la seguente: un’emozione di disapprovazione, dubbio e sconcerto quando leggo che Alba Parietti, come altri personaggi della televisione o del mondo dello spettacolo si candidano o finiscono direttamente in politica senza che la maggior parte di noi se ne sia nemmeno accorto.
Avete barrato una casella per dire che la Carfagna fosse un ministro? Io no, e astraendosi dai meccanismi tramite cui tutto ciò accade, se vogliamo, mi chiedo se sia giusto, se sia solo un fatto di elite e chi più ne ha ne metta.
La Parietti o la Carfagna non sono le uniche, io non ce la faccio, le vedo e penso “Ma che ci fanno loro lì?”, tolto il fatto che ce lo potremmo chiedere e pure a maggior ragione per tanti altri componenti di camera, parlamento e così via basandosi sui più svariati quanto molto più validi ancora motivi.
Sia lontano da me, per carità, l’atto di far di tutta l’erba un fascio: perché mai una persona che ha avuto prima un altro lavoro, del successo in un altro settore come quello televisivo, non dovrebbe poter fare politica meglio di altri?
Però quando ne vedi, una, due, tre… no, qualcosa che non va in generale c’è sicuramente, è più che evidente per chiunque abbia un barlume di intelligenza.
Puntualizziamo anche che il sesso non centra niente, almeno nel mio discorso, ovvero potrebbero essere uomini e non solo donne.
Eppure spesso il pensiero è sempre quello, che sia comunque tutto inutile da questo punto di vista, che veramente in qualche modo il mondo sia sempre tutto d’accordo, retto da alcuni sistemi sottili oltre i quali la massa, la maggior parte di noi vive la sua vita, fa le sue cosa, in una parola “campa”.
Si, c’è chi è più ricco, chi più povero, chi acquista un minimo di notorietà, ce ne sono di tutti i colori, ma fondamentalmente la zuppa servita è sempre la stessa.
Perché agli occhi di tanti, come me, a volte il mondo ci appare così ovvio anche nella risoluzione di molti problemi, che non riusciamo a capire come sia possibile che ti svegli la mattina esci a fare un giro per le strade ed osservi sempre i soliti errori da parte della società che a te risultano spesso così banali.
Dopo di che incroci il tutto con tante teorie, scuse, visioni e ti metti giustamente e saggiamente in discussione sul fatto che magari ti stai sbagliando tu, ma… quella sensazione rimane e ti sembra quasi di toccarla, ovunque vai, anche nel luogo apparentemente più nascosto e lontano.

Il motivo è semplice, c’è qualcosa di sbagliato nel sistema elettivo italiano ma soprattutto negli elettori; generalizzo la cosa dato che nel 1987 fece il suo trionfale ingresso l’onorevole Ilona Staller in arte CICCIOLINA, che tutti voi ricorderete per la sua romantica storia “equina”
Ebbene la politica italiana non è fatta di programmi, comizi, informazione e via dicendo, ma solo di notorietà. Chi è più famoso viene eletto e questo il mio caro amichetto Silvio lo sa bene. Altrimenti perché permetterebbe le caricature comiche su di se nelle sue reti televisive?
Il sistema elettorale basato sulla notorietà è un problema grave perché se si candidassero gli italiani sarebbero solo indecisi se fare presidente del consiglio Totti o Del Piero, ma ancora più grave è che si permetta il voto indiscriminatamente. Mi spiego meglio, se uno non ci si raccapezza tra tutti i partiti può arrivare sempre un altro a pilotargli il voto, oppure molto più semplicemente un vecchietto rincoglionito che a mala pena si ricorda dove sta di casa.
Cosa farei io? Molto semplice, un test! Volete votare per il vostro futuro, bene! Non voglio che lo facciate bovinamente! Magari sulla scheda elettorale una paio di crocette semplici semplici solo per capire che siete in grado di distinguere tra un programma elettorale e una ricetta per un dolce al cioccolato.
Ma questo non accadrà mai perché più ci rincoglioniscono più il loro progetto di fancazzasti matricolati può andare avanti.
Mi ha raccontato un ragazzo che lavora con me al ristorante che una volta tempo fa lo portarono in gita con la scuola in senato: non c’era un cane! E quelli che c’erano leggevano il giornale mentre un povero scemo parlava a vanvera (probabilmente un attore pagato per dare serietà alla cosa).
Ma non disperiamo, quando c’è meno ciccia per tutti la buona volontà, la capacità e la versatilità vengono premiate; il fancazzismo porta solo alla fame. Venghi signora crisi, venghi