mad cow

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In questi giorni i telegiornali sono concentrati sul caso dei prodotti tossici cinesi ma ignorano il possibile paziente zero di una nuova epidemia.
Scoperto un nuovo caso di mucca pazza, “il Giorno” ci segnala la presenza di un caso di mucca pazza a distanza di due anni dall’ultimo in una regione d’Italia.

Per ora la notizia non viene risaltata per evitare la situazione di delirio e il crollo nei consumi della carne bovina, cosa che porto anche al bando della fiorentina in toscana.
Problema che da noi si è presentato in modo marginale al confronto di paesi come la Gran Bretagna o la Francia, in Italia infatti i casi accertati sono stati 141 contro 184561 del Regno Unito.
L’encefalopatia spongiforme viene imputata all’uso delle farine animali contenenti schegeg di ossa e frattaglie nell’alimentazione dei bovini notoriamente erbivori.
Un caso di mucca pazza sarebbe stato registrato in un allevamento di Camairago in provincia di Lodi, gli esperti ritengono che il vitello di 13 anni ha contratto la malattia 12 anni fa nel pieno della crisi della mucca pazza, io spero che la causa sia questa e non il ritorno degli allevatori a vecchie abitudini per aumentare i guadagni in questo periodo di crisi economica.
C’è comunque un pezzo dell’articolo che mi ha colpito:

Sempre da Roma si va presente, comunque, che si tratta per l’appunto del primo caso dell’anno dopo 21 mesi di totale assenza, una conferma «dell’evidente declino dell’epidemia», anche grazie al fatto che attualmente nei mangimi animali la farina di carne e ossa è scomparsa del tutto, come risulta dai controlli effettuati, mentre nel 2000 almeno un terzo dei mangimi risultava contaminato.
Quindi se nel 2000 un terzo dei mangimi poteva portare una mucca a contrarre il morbo, la domanda che mi viene spontanea è: Siamo sicuri che la crisi è veramente finita?
Non voglio fare allarmismi, e probabilmente continuero a mangiare bistecche e prodotti derivati dalle mucche però se in tempi brevi si dovessero presentare altri casi inizierò a preoccuparmi seriamente.
Articolo del Giorno
See you later.