universita

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Ieri all’inizio della prima lezione di un corso, Università di Firenze, un professore ci ha illustrato la situazione finanziara che si è creata e le modifiche fatte dal governo.

Pare che l’Università di Firenze, come molte altre univeristà, abbiano un buco di molti milioni di euro ben più grande di quello dichiarato dagli eventuali media.

Per rimediare l’università ha smesso di assumere persone e pare che per ogni nuova persona assunta ne debbano andare via almeno dieci, di qualunque tipo essi siano.


Ad esempio, se c’è bisogno di una segretaria, bisognerebbe che andassero in pensione dieci persone, eventualmente tutti professori.

Insomma, in sostanza, non si sa bene come tirare avanti.
Forse nei prossimi anni le tasse aumenteranno a dismisura.
Se le università diventeranno fondazioni private le logiche cambieranno e probabilmente uccideranno la ricerca in sé stessa.

Per svariati motivi io sono all’università da molti anni, mi auguro di finire e anche continuare prendendo una specializzazione, ma tutto questo se vi sarà verso.
Di questo passo lo ignoriamo.

La situazione si fa più critica, tutti cantano miseria, anche se alla fine siamo sempre lì, ma non ci sarebbe da stupirsi se tra un po’ la baracca collassasse su sé stessa.

Finché si può si studia e poi pace e bene.

Si potrebbe fare in modo che le tasse siano aumentate fino a chiudere il buco, ma così si esclude chi non può permettersela e si rilega lo studio a poche persone, eventualmente meno capaci di altre.

La soluzione migliore è sicuramente quella di adottare un sistema simile a quello finlandese dove all’università ci accedi con un test a numero chiuso (se non sbaglio) e se riesci ad entrare non solo studi gratuitamente, ma ti passano anche una specie di stipendio per pagarti il necessario, fosse anche una stanza.

Però devi “pedalare”, bisogna che studi veramente e passi gli esami via via, non come usiamo fare in genere noi qua in Italia.
Poiché diventa il tuo vero e proprio lavoro studiare.

Mentre chi non riesce ad accedere viene aiutato a trovare un lavoro adatto che lo soddisfi.

Che dire, ora forse ricordo male, ma quando penso a certe cose, filosofie finlandesi, mi sembrano così perfette.

Forse attuarle anche in Italia non è poi così semplice, oppure semplicemente ci sono altri interessi e non si vuole farlo?

Io personalmente lo ignoro in quanto il mio sapere inerente è relativamente poco e giudico solamente in baso a quello.

Voi ne sapete di più?
Potete proporre soluzioni migliori?

L’istruzione e la ricerca sono la base per lo sviluppo di una società, soprattutto se moderna come la nostra, per così dire.

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