19settembre, 08
A Catania spazzini senza stipendi, è guerriglia
CATANIA - Da lunedì i netturbini non raccolgono più l’immondizia per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi di agosto, la città è piena di cassonetti stracolmi, montagnole di rifiuti davanti alle scuole (e numerosi genitori non mandano più i figli a lezione per paura di infezioni), ieri mattina gli spazzini hanno inscenato una guerriglia davanti al municipio, due cassonetti rovesciati, poliziotti in assetto di guerra, e 65 dirigenti comunali, all’insaputa del sindaco, si sono assegnati i premi di produzione per il 2006. Da 3 mila a 17 mila euro cadauno. Totale: 2 milioni 168 mila euro, oneri previdenziali compresi. Premi già intascati, e con qualche accortezza, visto che i salari di settembre per i 4500 comunali sono a serio rischio.
È stato il consigliere pd Saro D’Agata a denunciare lo scandalo. Raffaele Stancanelli, il sindaco di An, che in queste settimane sembra un cireneo su e giù per Roma nel disperato tentativo di convincere il governo ad anticipare dei trasferimenti statali, è trasecolato. Non ne sapeva nulla. Annunciata la rimozione del direttore del personale, che ha firmato il provvedimento. “Mi ero raccomandato di informarmi su tutte le spese, anche le più piccole, figuriamoci una spesa milionaria” ha commentato.
Due milioni che si aggiungono alla voragine di debiti (500 milioni secondo il ragioniere generale, 870 secondo gli ispettori ministeriali) che gravano su Catania, lascito delle giunte Scapagnini, il medico di Berlusconi che ha portato la nona città d’Italia sul lastrico prima di riparare in Parlamento. “I premi sono in linea con il contratto di lavoro e si riferiscono al 2006″ s’è difeso il capo del personale, Carmelo Reale. “Ma che obiettivi sono stati raggiunti, con la città in ginocchio?” rintuzza D’Agata. Lo scenario è da horror: duecento creditori, tra cui numerose coop sociali, che da mesi non ricevono un centesimo, ogni giorno un corteo, una manifestazione, famiglie in mano agli usurai, interi quartieri senza luce (aumentati gli scippi).
Ora io vorrei sapere com’è possibile arrivare a questo punto?! Insomma se ci fossero a capo di questi comuni delle personcine con un pò di sale in zucca questi pericoli dovrebbero essere scagionati. Non si può arrivare alla guerriglia, ci sono debiti da anni a Catania e nelle città del sud che, come ho citato dal sito di repubblica, si vota quasi totalmente per il pdl, il quale cosa fa? Chiama il federalismo fiscale; ovvero cazzuole vostre.
Che poi anche questo sarà ancora da vedere, perché il federalismo fiscale non è detto che non preveda anche gli aiuti per le regioni più povere, altrimenti non è federalismo ma “egoismo fiscale”. Anche perché cosa credete che succederà? Non ci sarà altro che una ancor maggiore povertà del sud, e che faranno i ragazzi in cerca di lavoro? Rimarranno là a fare la fame? Ma proprio no! Verranno al nord, nelle regioni più ricche, e come li fermerete? Metterete posti di blocco alle dogane? E anche se fosse pensate possa bastare a fermare un’orda affamata?
Adesso non ho ben chiaro se tutto il sud sia nelle stesse condizioni, fatto sta che Catania non è proprio il borghetto isolato, e se è messa male questa città mi immagino i paesini di campagna in periferia con gente che a malapena riesce a portare il pane in tavola. Insomma bestie al potere, la situazione non è facile, vedete di far qualcosa di serio sennò son ca$$i!
Concludo con una mia esperienza personale di ieri: mentre ero al ristorante ad apparecchiare i tavoli ho avuto modo di approfondire la conoscenza di una cameriera nuova di 19 anni la quale esclama <uaargh non ho nessuna voglia di lavorare> al che parte la conversazione.
- “Ah sì? Oh beh posso capire magari hai da studiare un bel pò. Però non si può stare a poltrire
”
- “No no, pensavo di cominciare le serali ma non so se ne ho voglia”
- “Allora non sei diplomata, e in cosa vorresti diplomarti”
- “Ah non lo so”
- “(O.o MIO DIO) vabè che scuola avevi cominciato?”
- “L’alberghiera ma ho smesso al secondo anno dopo essere bocciata per la seconda volta perché non ne avevo voglia”
- “Comprendo e da allora che lavori hai fatto
?”
- “Nulla! E mi piaceva un sacco, mi padre voleva che lavorassi, così io inventavo che portavo curricula in giro e che non mi chiamavano, in realtà non portavo proprio nulla di modo che non mi disturbassero”
- “(T.T MA COME SI FA) Cioè non hai mai pensato di fare qualcosa della tua vita? Non lo so, progetti? Sogni?”
- “No no, vivo alla giornata e prendo quello che viene, anche questo lavoro lo ha trovato mio padre per me ma devo vedere come mollarlo senza farlo star male perché non ne ho voglia”
Al che incazzato come un ape mi dileguo col mio io interiore che mi diceva <TIRALE UN DESTRO, CRIBBIO>; evidentemente la ragazza ha un nucleo familiare forte alle spalle, e la crisi da queste parti ancora non è arrivata, nonostante anche quì a sesto fiorentino si comincia a parlare di problema di rifiuti. Tesoro, vorrei vederti a vivere a Catania e fare questi discorsi, MUOVI LE CHIAPPE E LAVORA!
ADDIO SKIAPPE

Effettivamente, nel 2008, non conoscere la formula chimica dell’acqua è assurdo…
Ritengo comunque che non si può parlare o sparlare di una persona se prima non si conosce…. Ad ogni modo non hai tutti i torti…
P.s.
Vorrei mettermi in contatto con l’autore di questo blog, se possibile contattami tramite msn o e-mail a quelcherestadelblog @hotmail.it
Avrei delle proposte da farti