raja petra kamarudin

Da che mondo è mondo, ci sono sempre state persone che hanno preferito usare i loro poteri, la loro forza per tappare la bocca a chi aveva un’opinione a loro scomoda, eventualmente, la verità.

Un po’ come un prepotente se la rifà sui più deboli in modo vigliacco ed ignobile è facile usare i soldi e il potere talvolta per tagliare le ali a chi vuole informare, dire la sua, cercare la verità.

Certe persone, spesso non imparano che la verità viene sempre comunque a galla e che in qualche modo stanno facendo male solo a sé stessi.

Al giorno d’oggi Internet ci permette di informare in tempo reale in tutto il mondo.
Ognuno può dire la sua, trionfa il migliore, trionfa la verità.
Se qualcuno dice il falso, se qualcuno non ha ragione questo si evidenzia sempre da solo.
La totale libertà di parola, di espressione, di informazione ed opinione.
Il confronto costruttivo.
Tutto questo adesso può essere possibile e rapportato a ciò che poteva essere un secolo fa può sembrare incredibile ed impossibile.

Ma vi è chi ancora lotta contro “la purezza”, chi preferisce “un pugno” alla libertà.
Ultimamente anche in Italia sono state proposte leggi inerenti.
Per bloccare i poteri di Internet bisognerebbe sotto un certo punto di vista quasi distruggerla.
Adottare una sottospecie di fascismo all’ennesima potenza.

Vero è, che riguardo molti aspetti ancora dobbiamo migliorare e non è facile driblare i vari interessi economici.
D’altra parte l’economia e la sopravvivenza sono tutt’ora insite nell’uomo.
Solamente in una società nella quale tutti noi non avessimo la preoccupazione di campare e non volessimo “sempre di più” potremmo svincolarci da certe cose.
Solamente in una società dove i nostri istinti sessuali atti alla sopravvivenza, di cui quasi nessuno si rende conto, sono sotto il nostro totale controllo, nel senso buono, potremmo sganciarci da tante di queste cose.

Di sicuro non è facile, ma forse un giorno, forse anche presto ci arriveremo.
Ogni attimo della vita di ognuno di noi è composto da scelte, in ogni caso.

Non è tanto “vivere o morire”, ma “come vivere e come morire”.

Dobbiamo allora lottare perché le cose migliorino.
Prima di tutto la democrazia, la verità, la sincerità, la libertà di opinione e di informazione, di protesa, deve trionfare.

Non devono proliferare le offese pure, che sono ben diverse da uno sfogo dettato dalla rabbia insita in una propria opinione.
Migliore è chi ha più controllo, ma nell’essere umano vi è anche, per fortuna una componente non razionale, artistica, femminile, spirituale.

Non vi è bisogno di contrastare ciò che si autodistruggerà da solo.
Come nelle arti marziali, come nel karma, ciò che è sbagliato tornerà a sé stesso.
La propria forza usata contro di noi se diretta nella direzione sbagliata.

Il mondo ci fa capire da solo.

Un governo che controlla alcune fonti di informazione e ne blocca altre è allo stato attuale destinato prima o poi a soccombere.
Sta usando la propria forza contro sé stesso.

I veri virtuosi permettono l’opinione altrui e non la contrastano con la forza, perchè se tale opinione è errata cadrà infine su sé stessa.

Lottiamo per migliorare, per controllare l’esplosione di tali fenomeni che ancora ci lasciano inebetiti: è possibile che basti accendere un computer dotato di connessione a Internet, andare su Google Images e cercare, come dice il mio amico Johnny nonché parte di maancheno.org “fica a go-go” per ritrovarsi travolti da una valanga di immagini più o meno hard?

“fica a go-go” è un modo di dire usato ieri sera da Johnny in una conversazione tra me e lui nel quale stavamo dibattendoci su argomenti inerenti, ma è appurato che digitando su Google Images anche parole “normali” vengono fuori spesso e volentieri vagine e peni come se nulla fosse.

E questo è ampiamente significativo.
Tra l’altro Johnny stesso “incacchiato” per questa cosa durante uno dei corsi di Ingegneria Informatica ove studiamo insieme a Firenze ha cercato di interrogare il relativo professore sulla soluzione di tale problema appurando che al momento sembra ancora impossibile farlo, ma ciò non vuol dire che noi non possiamo ricercate tutti insieme una soluzione.

Comunque… 

Per non dire di peggio.

Il punto non è l’hard e l’essere contrari riguardo certi argomenti.
Ci dobbiamo concentrare sul controllo di certi aspetti, ci dobbiamo dare delle regole.
Leggi su cui sono basate le società.

Internet è esplosa: una potenza incredibile, utilissima, ma anche molto senza controllo.

Problema: il controllo vero finisce che lo applicano solo per bloccare le opinioni scomode.

Perché voglio dire, una valanga di tette e culi che travolge tuo figlio di 8 anni, capacissimo di adoprare il computer, ma circondato di deretani mentre è ancora bambino, non è un problema al momento, per certi politici.

Al momento.

Dobbiamo cercare di fare le cose con un certo criterio, perché il fregarci di tutto castrando libertà utili ci porta indietro e non avanti.

Tutto questo papiro che ho scritto mi è scaturito dopo aver letto un post di Beppe Grillo: “I blogger della Malesia“. 

Ve lo riporto qui sotto e vi prego di esprimere se lo volete, la vostra opinione riguardo certi argomenti, sui quali sicuramente potremmo stare a parlare per mesi, cercando la giusta soluzione.

Ma su alcune cose, non vi è dubbio alcuno!

Raja Petra Karamudin è un blogger della Malesia. Lo scorso giovedì il suo blog, il primo di opinione politica del Paese, è stato oscurato dal governo. Malaysia Today è stato bloccato dalla società di telecomunicazioni di Stato Telekom Malaysia.
I politici malesi si sono accorti, dopo le ultime elezioni, che la Rete può condizionare i risultati. E mandarli a casa. Raj Petra è solo l’inizio. L’obiettivo del primo ministro Abdullah Badawi è di normalizzare Internet, rendendolo simile agli altri media.
Badawi ha ammesso di aver sottovalutato la Rete, che in Malesia è l’unica reale alternativa all’informazione di Stato. Il governo, per chiudere Malaysia Today, ha usato la Malaysian Communications and Multimedia Commission (MCMC). La commissione ha riscontrato, dopo un’attenta analisi, che i commenti postati erano “insensibili e ai limiti dell’incitazione”. In sostanza erano contro il governo.
Raja Petra ha dichiarato: “Il governo ha scritto a tutti i 20 Internet service provider e mi aspetto che saremo bloccati entro pochi giorni”.
Il sito Malaysia Today è ancora visibile all’indirizzo: http://m2day.org/. Leggetelo e diffondete i contenuti.
Questo blog è disponibile per Raja Petra. Se vuole, pubblicherò i suoi articoli in lingua malese e inglese in una sezione dedicata alla Malesia.
Bloggers di tutto il mondo, unitevi!

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