Internet ci può distruggere, ma anche salvare.
E’ un mezzo che permette di comunicare e condividere risorse con una infinità di persone in pochissimo tempo.
Tutto si sta spostando su Internet: la televisione, il telefono, ed anche la comunicazione con i giornali.
Internet da l’opportunità a tutti di accedere ad una risorsa, basta avere una connessione e tutti possiamo produrre quella risorsa.
Tutti possiamo dire la nostra, informarci, interagire.

Presto, se la nostra società continuerà a svilupparsi così, i giornali cartacei si estingueranno e anche i libri.
Certo è vero che un giornale di carta e un libro di carta sono tutt’ora più comodi oltre ad avere altre qualità.
Però se leggete tanti libri ci riempite facilmente una stanza e inoltre dovete consumare risorse come il legno per la carta.
Se giornali e libri fossero tutti in rete, vi si potrebbe accedere senza dover viaggiare, senza dover riempire stanze di libri, pensate a quanti ce ne possono stare su un DVD.

L’interazione con le informazioni poi è incredibilmente più veloce.
Pensate di voler aprire un libro cercando un certo argomento nel testo.
Su un normale libro potete avere al massimo qualche indice, ma sul computer avete un vero e proprio motore di ricerca, oltre che al consueto indice!

Pensate che potete fare seleziona, copia, incolla e in un attimo condividete del testo, delle immagini con tutti, mentre con un libro normale dovete riscrivere, copiare!

Pensate ai giornali, anche quelli gratuiti, quanta carta per le nostre strade ogni giorno.
Se invece li guardiamo on-line non spendiamo niente, niente carta sprecata.
Abbiamo il nostro dispositivo, un cellulare, un computer, un lettore apposito e ci leggiamo in nostri libri, magari in formato PDF e lo stesso per i giornali.

Quanto lavoro in meno!
Riuscite a immaginarlo?
Ci sono le tipografie che stampano i giornali ogni giorno.
Inchiostro, carta, plastica… di tutto di più!

Pensate a chi trasporta i giornali per il mondo, dalle tipografie ai venditori, pensate quanto tempo, quanto lavoro, quanta benzina per quei mezzi.

E invece, un semplice sito o un file PDF su Internet, ti colleghi, lo vedi.
Non hai usato carta, non hai usato inchiostro, non hai usato tipografie che a loro volta usano le materie prime e chi consegna i giornali.

Il mondo si deve evolvere, i lavori ripetitivi devono tendere a zero nel tempo.
L’uomo in generale deve studiare di più, creare, pensare e godersi il suo tempo libero senza sprecarlo in attività ripetitive o che possono essere sostituite da altri, che sia un robot o altro.

Adesso vi mostro il post da cui ho tratto l’argomento: un ottimo articolo di Beppe Grillo “Jurassic Media”.

La giornalista De Gregorio ha preso il posto del giornalista Padellaro. Guiderà l’Unità. Un giornale assistito dalla carità pubblica. Come gli altri, del resto. Vivono di pubblicità, sempre meno, e delle tasse degli italiani. Soru, governatore del centro sinistra, finanzierà il suo giornale con l’IRPEF. Il nostro, non il suo. L’Unitàin un libero mercato avrebbe già chiuso i battenti con gli album delle figurine di Topo Gigio Veltroni. Altri, come LiberoIl RiformistaIl Foglio non sarebbero mai nati. I finanziamenti pubblici ai giornali non sono pubblici. Nel senso che non li decidono le persone. Nessuno finanzierebbe una Polito o una Feltri Onlus.
Gli elemosinieri della stampa sono i partiti e le lobby. Sono TUTTI giornali schierati. Il Sole con Confindustria, la Repubblica con il PDmenoelle, il Corriere con il salotto buono dei Geronzi e dei Tronchetti. Se prendi ordini prendi i soldi, altrimenti chiudi. Nei prossimi dieci anni i giornali, non solo in Italia, scompariranno. Li ricorderemo come un’era jurassica insieme a Scalfari. In tutto il mondo i grandi gruppi editoriali tagliano il personale, riducono le testate, spostano gli investimenti sull’on line. La pubblicità sta migrando verso Internet. In8/10 anni il travaso sarà completato. Un media non controllabile. Le informazioni le fanno i cittadini. Il palinsesto lo decidono i navigatori. Più sei credibile, più sei visitato nel tempo. Non sono ottimista. Sta succedendo ora.
Marco Travaglio ha detto che l’Unità ha raggiunto una media giornaliera di48.000 copie. Non ha aggiunto, forse per modestia, che la maggior parte delle copie le porta lui. Molti hanno comprato l’Unità in questi anni solo per leggereBananas o Uliwood Party. Infatti, Travaglio non è stato nominato direttore dell’Unità. Travaglio partecipa a questo blog con “Passaparola” una volta alla settimana. Tira spesso, senza il supporto di una redazione e la partecipazione di direttori, giornalisti, correttori di bozze e galoppini, 170.000 visualizzazioni su YouTube, oltre ai contatti streaming. Senza fare pagare le tasse a nessuno. Quattro volte le copie giornaliere dell’Unità. Senza editori, senza canone, senza pubblicità. E’ la Rete, bellezza. Paga chi vuole e se vuole.

Le prime dieci “libere conversazioni” di Marco Travaglio, circa tre ore e mezzo, sono state raccolte, con il titolo: “Ci pisciano addosso e ci dicono che piove“, nel primo numero della collana “Passaparola” da oggi disponibile sul blog

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