28luglio, 08

Norma anti-precari

Scoppia furiosa la polemica contro la norma “anti-precari” inserita nella manovra finanziaria.
Nel decreto si afferma che un lavoratore che si rivolga a un giudice per ottenere giustizia e sanare irregolarità o trattamenti iniqui, può ottenere un indennizzo economico ma non più l’assunzione a tempo indeterminato.

Io non ho votato questa maggioranza e posso camminare a testa alta perchè so che non è stato il mio voto a peggiorare la vita di chi chiede un po di giustizia e legalità.

Tenta una difesa del provvedimento il presidente vicario del gruppo Pdl alla Camera, Italo Bocchino. “Quella che l’opposizione, utilizzando un lessico demagogico, chiama anti-precari è, in realtà, una misura equa per entrambe le parti perchè avere giustizia dopo decenni non agevola nè il lavoratore nè l’azienda ma comporta solamente un iniquo dispendio di spese”.

Non può essere una misura equa perchè tutto parte da qualcuno in torto, se l’azienda non avesse sfruttato e fatto i comodi propri con i precari, usando contratti che mettono il precario in una situazione di essere solo uno schiavo da usare e gettare una volta esaurito.

Come può anche solo pensare un rappresentante del governo che 6 mensilità per un precario con uno stipendio da 600 a 800 euro di essere un giusto indenizzo paragonato al posto di lavoro e alla sicurezza economica che ne segue.

Vorrei complimentarmi con questi geni dell’economia che pensano che a dare addosso alla categoria più debole sul lavoro si possa risollevare le sorti del paese, infatti il precario possiamo trasformarlo nel perfetto schiavo tutto-fare disponibile 24 ore su 24, alimentato con un tozzo di pane scaduto, cosi si può produrre a costo zero e vendere vendere vendere …. ma a chi?

I nostri grandi capitani di industria sono convinti che i loro cari prodotti a qualcuno li venderanno, e’ troppo difficile pensare che se dai uno stipendio equo ai tuoi lavoratori, il lavoratore dopo aver pensato ai beni di prima necessità come cibo, vestiti e i bisogni basilari della famiglia, poi se riesce a mettere qualcosa da parte possa anche spendere i propri soldi in cose frivole.

Ma continuate cosi, più lavoro e stipendi più bassi la formula vincente per un paese sviluppato.
Concludo con l’orario di lavoro dei nostri colleghi spagnoli. Quel paese che secondo i nostri telegiornali(e aggiungo solo secondo loro) ha un’economia peggiore della nostra:

Le abituali ore lavorative in Spagna vanno dal Lunedì al Venerdì dalle 9:00-9:30 fino alle 13:30-14:00. Dopo la pausa pranzo e la tipica siesta, la gente ritorna al lavoro dalle 16:30-17:00 fino alle 19:30-20:00. Oggi giorno tuttavia si tende a ridurre l’orario della pausa pranzo per poter finire e uscire in anticipo nel pomeriggio. Ma l’orario ovviamente varia a seconda del tipo di attività lavorativa. Durante i mesi estivi, inoltre, molte organizzazioni adottano un orario lavorativo ridotto, chiamato orario intensivo secondo cui si lavora non –stop dalle 8:00-9:00 fino alle 15:00.

La Spagna rappresenta un posto formidabile in cui lavorare specialmente durante le vacanze e le feste. Per legge, qualsiasi impiegato sotto contratto ha diritto ad almeno un mese intero di vacanze all’anno (di solito si prende il mese di Agosto)oltre alle numerose feste nazionali e religiose. Quando queste feste cadono di Martedì o Giovedì, spesso agli impiegati è concesso di prendersi come Ponte ( Puente) anche Lunedì o il Venerdì.

Lascia il tuo commento