tim

Chi ha guardato la tv di recente sarà incappato in un ormai noto e citato spot dove una bella ragazza dopo aver fatto l’ennesimo test di gravidanza avverte tramite SMS “avremo un bambino”.

Il problema sostanziale è che questo SMS grazie al nuovo servizio TIM viene spedito a centinaia di persone.

Morale della favola: 1) puoi mandare facilmente tanti SMS a tantissime persone insieme 2) lei è evidentemente un essere femminile del tipo chiamato troia in quanto lo dice a tutti quelli con cui è stata.

Dite che sbaglio?

In effetti, tale spot, riproposto anche in chiave simile alla radio tra l’altro, all’inizio mi aveva confuso proabilmente perchè la mia mente tutto voleva pensare tranne quello.
Come a dire “No, dai, non può essere veramente così. Non siamo arrivati anche a questo punto.”.

Invece pare proprio che ci siamo arrivati e la conferma che lo spot è una pubblicità dedicata anche alle troie mi è arrivata da alcuni articoli sui giornali di persone che avevano afferrato subito il concetto ed erano rimaste indignate quanto e più di me.

Io, guardate, sono abbastanza libero, dico, vuoi far la troia? Fallo! (N.B. gioco di parole involontario)
Vuoi andare a troie? Ok!
Salvo il fatto, discorso già affrontato su questo sito, che qua in Italia il discorso è affrontato nel modo più sbagliato possibile.

Però non fate pubblicità dove le troie felici e contente rimangano incinte e lo comunicano agli ottocentomila maschi con cui sono state, nello stesso tempo e in modo economico!

Questa è quindi la conferma che ormai tutto ciò è normale?
Ed è giusto?

No, dico, parliamone, ci mettiamo d’accordo, diciamo che la nostra società attuale pensa che sia giusto così ed eventualmente qualcuno cambia i propri principi, non lo so.

Voi che ne pensate?
Forse la pubblicità è stata creata appositamente per un target di persone per cui quella filosofia ormai è ovvia e tutti gli altri si devono arrendere a tale evidenza?!