La donna, 32 anni, aveva messo da parte 357 mila euro in quattro anni: da qui il ‘conto’ presentatole dai finanzieri. Le Fiamme gialle: “La prostituzione è civilisticamente illecita”.

Nei giorni scorsi le fiamme gialle l’avevano ‘pizzicata’ e – riesumando un codicillo della legge Visco – le avevano presentato un conto da 90mila euro di tasse. Ma la prima lucciola a finire nei controlli della Guardia di Finanza, una bella uruguayana, a pagare – unica e sola – non ci sta.

”Non voglio pagare, con quei soldi mantengo la mia famiglia in Uruguay”, dice la prostituta, che in quattro anni aveva messo da parte 357 mila euro (da qui il ‘conto’ presentatole dai finanzieri).

La tesi delle Fiamme Gialle è che la prostituzione sia ”un atto civilisticamente illecito” e quindi i guadagni ”sono tassabili quali redditi diversi derivanti da proventi illeciti”.

”Con i miei guadagni – spiega alla ‘Gazzetta di Parma’ la donna, 32 anni, in Italia con permesso di soggiorno dal 2004 e ufficialmente ‘nullatenente’ – mantengo quattro bambini, tra cui mia figlia di otto anni e due orfani di una mia cugina. C’e’ anche una ragazza malata mentale, che bisogna accudire in tutto. Stanno tutti con mia madre”.

La lucciola olrtetutto assicura di esercitare in modo discreto: insomma, non adesca i clienti sul marciapiede ma ha ”un giro fisso di imprenditori e professionisti, di Parma ma anche di Milano. Hanno il mio numero di telefono, mi passano un fisso mensile”.

”Io – aggiunge la giovane, che dice di aver rifiutato di raccontare la sua vicenda in tv – mi proteggo da sola, quando ho chiesto aiuto nessuno mi ha ascoltata, mi hanno detto che finche’ non scorreva il sangue non potevano intervenire. E adesso vengono a dirmi di pagare le tasse?”.

Il suo avvocato, Luca Berni, impugnera’ il provvedimento: ”Se si vogliono far pagare le tasse alle prostitute – spiega – bisogna prima garantire quelle forme di tutela, regolarizzazione e assistenza che attualmente in Italia non ci sono. La Finanza precisa che la prostituzione non e’ reato, lo e’ invece lo sfruttamento. Ma la mia assistita lavora in proprio e non sfrutta nessuno”

Direi che per risanare lo stato italiano basterebbe una squadra di prostitute, in un anno ci leviamo il debito pubblico.

La cosa scioccante della notizia, e’ il rifiuto di pagare le tasse da parte della prostituta, considerando che gli viene richiesto soltato 90 mila euro di tasse quindi 357 – 90 = 267 mila euro che rimango alla prostituta.

La poverina si lamenta che cosi non può mantenere con solo 267mila euro la famiglia di 4 figli, in Uruguay un paese dove una cifra del genere ti classifica tra le persone più ricche e benestanti.

Sinceramente questa libera professionista, visto che ha affermato di non essere sfruttata, in 4 anni ha guadagnato quello che un operaio non vede in una vita.

Capisco le sue necessità riguardanti il mantenere 4 figli, ma con quello che gli rimane più i possibili guadagni futuri dubito fortemente che 90 mila euro intacchino le sue risorse finanziarie per la famiglia.

Io sinceramente sarei il primo a richiedere l’apertura delle case chiuse, cosi sono più tutelate e allo stesso tempo pagano le tasse come tutti, e la cosa più importante si toglierebbe lo sfruttamento che costringe giovani ragazze a prostituirsi contro la propria volontà, tanto non e’ con il proibire la prostituzione che la si leva dalle strade.

E comunque in Europa ad esempio ci sono molti paesi in cui la prostituzione e’ legale, se non si sente tutelata può benissimo andare in questi paesi che gli assicurano tutto quello di cui ha bisogno………. a giusto in questi paesi le prostitute pagano le tasse, quindi meno guadagni.

See you later…