15aprile, 08
Umberto Bossi festeggia! IO NO!
Queste elezioni, come si vede dalla faccia di costui, hanno segnato la vittoria di Umberto Bossi; egli a differenza di Fini (il politico piu’ “parolaio” mai esistito) ha mantenuto il suo simbolo ed e’ stata una fetta importantissima per la vittoria dell’alleanza PDL LEGA MPA. Non voglio adesso stare qui a polemizzare su queste elezioni e il loro risultato, ma solo riportare alla memoria i fatti risalenti al 1994: la Lega scende in campo accanto all’imprenditore Silvio Berlusconi che entra in politica fondando il movimento di Forza Italia e organizzando in breve tempo una coalizione di centrodestra.
Berlusconi guida due diversi schieramenti, vista la reciproca disaccettazione fra la Lega e la nascente Alleanza Nazionale: al nord Forza Italia, CCD e Lega si presentano con il Polo delle liberta’ (manco tanta fantasia c’e’ da dire), mentre al sud c’è il Polo del buon governo con AN e senza la Lega. Nel 1994, pur con un leggero calo percentuale con l’8,4% dei voti alla Camera, i parlamentari salgono a 180 grazie alla presenza di candidati leghisti nei collegi uninominali come rappresentanti di tutta la coalizione. La Lega diviene il più grande raggruppamento parlamentare.
Il Polo vince le elezioni e viene costituito il primo governo Berlusconi, destinato a durare in carica soltanto pochi mesi, proprio a causa della sottrazione dell’appoggio da parte della Lega: in un primo momento l’Assemblea federale leghista presenta un progetto di Costituzione che divide l’Italia in 9 macroregioni o macroaree, riferibili agli stati preesistenti all’unità d’Italia; lo scontro scoppia alcuni giorni dopo sul tema delle pensioni: Berlusconi afferma che non si può governare con un alleato come Bossi e che non rimane altro da fare che ritornare alle urne. Sul tema i rapporti si alterano, e anche il ministro dell’interno Roberto Maroni, vicepresidente del Consiglio, accusa la maggioranza per la mancanza di accordi con i sindacati.
Lo scontro diretto arriva alla vigilia delle vacanze natalizie, fra il 21 e il 22 dicembre: in diretta, in televisione, Silvio Berlusconi, con un discorso duro nei confronti dell’alleato Bossi, dichiara che il patto sancito con lui il 27 marzo è stato tradito e chiede di ritornare immediatamente alle urne. Bossi, dal canto suo, ricambia le accuse, affermando che l’accordo sul federalismo è stato ampiamente disatteso dal governo. Così si apre la crisi: Berlusconi rassegna le proprie dimissioni ed invita i suoi militanti a manifestare in piazza contro il “tradimento”.
Si costituisce un governo tecnico, guidato da Lamberto Dini, al quale i leghisti decidono di garantire l’appoggio esterno.
Con questo voglio solo dire che e’ inutile creare coalizione politiche che si sfaldano dopo pochi mesi solo per essere eletti, cosi’ non si fa il bene dell’Italia; e parlando di Italia, visto il programma della lega, le secessioni da attuare e il resto, una cosa e’ certa: CHI HA VOTATO LA LEGA NORD NON AMA L’ITALIA.
ADDIO SKIAPPE

Lascia il tuo commento