tifoso-parma-morto.JPG

Una nuova tragedia in ambito tifoserie si e’ consumata ieri; un tifoso del parma e’ stato involontariamente investito
e ucciso dal pullman dei tifosi avversari. Per rispetto verso il supporter la partita e’ stata rinviata. Un episodio
accidentale che pero’ vorrei far notare e’ in prima pagina su ogni giornale, in ogni pagina internet, ogni mezzo di
diffusione.

E’ esattamente qui che volevo portare l’attenzione: volevo evidenziare quanto rumore facciano le tifoserie nel mondo
del calcio. Prendiamo in considerazione un tema ancora piu’ scomodo, gli scontri (anche armati) tra tifoserie e tra
forza dell’ordine; povere societa’!!! Il loro buon nome rovinato da un gruppo di gonzi ubriachi che hanno la sola ragione
di vita nel calcio e infangano con la violenza il buon nome della loro sq… NO DAI BASTA! ANCHE ALL’IRONIA C’E’ UN LIMITE
E NON CE LA FACCIO PIU’ AD ANDARE AVANTI!

Vi siete chiesti come mai i tifosi “turbolenti” anche se sempre gli stessi, non vengano mai schedati, placcati a mo di rugby
quando cercano di entrare allo stadio? La risposta sta proprio in queste prime pagine dei giornali!
Provate a pensarci: dovete commettere un delitto sparando un rumoroso colpo di pistola, perche’ non aspettare un rumore
ancora piu’ grosso che distolga l’attenzione? Proprio cosi’! Questi energumeni tanto violenti quanto insani nonostante
non abbiano alcuna attinenza con lo sport sono coccolati e protetti dalle societa’ sportive calcistiche in quanto sono
utili nel distogliere l’attenzione dalle vere problematiche che e’ bene per loro rimangano nell’ombra.
Con il tempestoso evento di tempo fa qualcosa si e’ intravisto ma i problemi ci sono ancora e sono tanti, proprio come
i soldi che girano intorno al calcio in Italia e che lo rendono un ambiente malsano sotto ogni punto di vista.

Ci sarebbe molto da denunciare ma andro’ per tematiche nei prossimi post.
ADDIO SKIAPPE

1 Commenti

Roberto Bandini dice - 31 marzo 2008 @ 16:33

Mi era venuto in mente anche a me di parlarne.
L’ennesimo episodio.

La colpa non è del calcio in sé stesso, non lo è neanche della passione per uno sport, delle gite organizzate.

La colpa è di quelli che vedono in questi eventi l’occasione per sfogare la loro parte primitiva.

Io penso che chi va a fare confusione nelle manifestazioni sportive se proprio ha voglia di sfogarsi dovrebbe essere mandato un po’ in guerra per vedere cosa vuol dire la vera confusione, quella che non si ferma con un solo morto accidentale o meno.

Non si fa appunto di tutta l’erba un fascio, ma va detto, generalmente chi segue certe cose e chi partecipa a certi eventi non è un santo.
Personalmente l’ho visto sia da piccolo quel poco che ho praticato questo sport sia nel presente vedendo sporadicamente qualche partita amatoriale in categorie infime.
Cosa succede?
Molto semplice: succede che la gente, i genitori, i familiari, i giocatori stessi si stuzzicano tra di loro e qualche volta vorrebbero alzare le mani volentieri.

Come possiamo pretendere, guardate una qualsiasi partita anche di serie A, che se gli stessi giocatori, gli stessi genitori, i familiari, la gente non si comporta nel modo giusto lo facciano anche chi va a seguire certi eventi?

Se avete tanta voglia di sfogarvi trovate un altro mezzo.
Se avete voglia di prendere a mazzate qualcuno fate ciò che consiglio sempre a qualche amico che dice di farsi tanto grosso, sapete che gli dico?
Siccome tra gli sport che ho praticato c’è anche il Kung Fu combattimenti compresi gli dico “iscriviti a uno sport dove ti insegnano a combattere, così combatti e ti sfoghi, vedrai che qualcuno più bravo di te che ti fa sfogare lo trovi”.

Il problema è sempre lo stesso: avere il cervello e per averlo si parte dalla società stessa nella sua totalità.

Anche la morte di un cittadino ogni tanto è diventata una specie di routine.
Certo hanno preso provvedimenti, ma sapete che vi dico?
Si sono utili, ma evidentemente ancora non ci siamo proprio.

Come non ci siamo per via di storie del tipo Moggi e compagnia bella.
Perchè?
Si fa una gran tempesta, il più ci guadagnano i media e poi?
Poi le cose restano uguali alla fine, forse cambierà qualcosa, ma poco.

Forse un giorno ci servirebbe un evento molto, molto, molto ma molto più tragico della morte di un singolo, quando siamo milioni, perchè evidentemente per ora è bastato.

Io a vedere una partita di serie A non ci sono mai stato perchè semplicemente non mi interessa.
Rispetto tu che hai questa passione e ci vuoi andare.
Parlando in generale a chi di voi ha questa passione e questa voglia.
Ma permettetemi, visti certi eventi, visto come si comporta la gente, col piffero che ci andrei.
Perchè io sinceramente preferisco usare il tempo libero in un altro modo che rischiare di entrare in un gorgo di primitivi brutali che non aspettano altro di essere stuzzicati per darsi le mazzate a vicenda solo per una sfera di cuoto riempita d’aria che gira su un prato, abbiate pazienza.

Lascia il tuo commento